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L'Abruzzo resiste, ora e sempre!

Liberazione: resistenza, costituzione, democrazia, libertà, popolo, giustizia.

La resistenza la viviamo ogni giorno e la liberazione è il senso quotidiano che diamo al nostro bisogno di futuro ed alla costruzione di un nuovo mondo possibile e necessario.
29 aprile 2009 - Renato Di Nicola

Renato Di Nicola

A più di 50 anni dalla vittoria sul nazifascismo queste parole continuano ad evocare, supportano scelte di vita, indicano differenze, divisioni, concezioni opposte, opzioni politiche e civili.
Segno della loro vitalità, oltre l’usura del tempo ma anche della attuale necessità e del diritto a parole e simbologie per delineare il quadro di riferimento della nostra vita sociale nel quotidiano.
Per noi abruzzesi la liberazione richiama alla mente non solo gli alleati canadesi o statunitensi, il fronte del Moro e tante battaglie militari ma soprattutto la resistenza partigiana dei tanti ed in particolare della Brigata Majella. Unica formazione partigiana del sud Italia che armi in pugno, con dignità , forza umana e politica combattè in terra propria e fuori per la democrazia e la giustizia.
In molti luoghi il 25 Aprile sarà ricordato con corone, inno nazionale, tricolore, autorità, fanfare, ministri e sottoboschi governativi nazionali e locali, associazioni combattentistiche.
Commemorazioni istituzionali e ripetitive faranno da vetrina ad una ricorrenza vissuta sempre più con stanca accettazione dell’esistente e ricordo sempre più sbiadito delle ragioni storiche, delle motivazioni e delle passioni che caratterizzarono Liberazione e Resistenza.
Continua quella operazione decennale semantica e politica che vuole separare, mutandone così anche significato e connessioni, LA RESISTENZA DALLA LIBERAZIONE per distruggere nel senso comune e nella memoria collettiva la possibilità che di fronte ad una oppressione, una repressione, un regime possa svilupparsi una o più resistenze che maturino in processi di
liberazione.
Tra le celebrazioni ufficiali assisteremo anche alla utilizzazione di un luogo Onna, uno degli epicentri del terremoto diffuso che stiamo vivendo sulla nostra pelle, un luogo storico teatro di due eccidi nazisti tra i più brutali (come tanti avvenuti nel nostro territorio).
Un luogo ed un contesto che mirabilmente Governo, istituzioni, opposizioni parlamentari e sindacali utilizzeranno per sancire un patto tra italiani ed una unità nazionale ben diversi da quelli nati nella e dalla resistenza.
Dopo aver portato a casa l’adesione di tutta l’opposizione parlamentare, regionale e sindacale maggioritaria a svolgere il G8 all’Aquila, questo 25 aprile ad Onna sarà una rievocazione tutta interna al piano strategico e politico di Berlusconi grazie anche al mirabile senso del suicidio politico che caratterizza l’ex partito di riferimento della sinistra italiana, il Pd ma non solo.
In Abruzzo ci saranno anche tante rievocazioni e celebrazioni di senso e di visione opposta a quelle ufficiali. Tra queste anche quelle che movimenti, associazionismo e comitati cittadini terranno dentro e fuori dei campi, degli alberghi, dei camping dove vive la popolazione aquilana.
Luoghi dove vivono anche tanti giovani, donne, aquilani, abruzzesi e non che da lunedì 7 aprile aiutano le popolazioni, si fanno carico dell’altro, solidarizzano, soffrono, aiutano a rielaborare il lutto sociale, la catastrofe.
Persone in carne ed ossa, con le loro storie dentro, che non hanno chiesto a nessuna istituzione il diritto ed il dovere di aiutare, che non hanno bisogno di arrivare in Abruzzo perché già ci sono e da anni difendono il territorio dalle devastazioni ambientali e sociali, dagli scempi di una classe politica regionale incapace, a volte ladra e spesso prona agli interessi economici o politici dei potenti regionali, nazionali o internazionali.
Un insieme di persone che qualcuno definisce genericamente in negativo (e in modo dispregiativo come NO Global) ma che è globale, aperto, solidale, non violento, non competitivo ma combattivo, che vive e difende il futuro del proprio territorio esattamente con la stessa intensità, passione ed è fare concreto di coloro che tanti anni fa ci hanno dato la possibilità di un mondo diverso e libero .
La resistenza la viviamo ogni giorno e la liberazione è il senso quotidiano che diamo al nostro bisogno di futuro ed alla costruzione di un nuovo mondo possibile e necessario.

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