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Riserva naturalistica di pregio rischia di essere devastata da uno scellerato progetto

Mobilitazione ambientalista contro l'annunciata apertura della cava al largo di Punta Penna. Invitiamo tutti a sostenerla

La Regione intende avviare il prossimo 10 febbraio il progetto di apertura di una cava di estrazione di sabbia al largo di Punta Penna. L'appello su FaceBook in poche ore ha abbondantemente superato il centinaio di adesioni, mentre la mobilitazione prosegue.
14 gennaio 2010 - Alessio Di Florio

Scorcio della spiaggia

La Regione dichiara l’intenzione di avviare i lavori di prelievo di centianaia di migliaia di metri cubi di sabbia a Punta Penna.I lavori potrebbero iniziare il 10 febbraio prossimo e dureranno 90 giorni.

Solo tre mesi di lavoro, che provocheranno sicuramente danni permanenti sulla nostra costa, che per il suo valore naturalistico è unico in Abruzzo, ma che rischia letteralmente di scomparire se la cava sottomarina dovesse essere scavata. Solo ignobili ragioni di carattere economico, che porteranno alcune aziende a mettere mano ai 21 milioni di euro finanziati, possono essere il pretesto per portare avanti un tale disastroso progetto.

L’imposizione di una tale decisione è una violenza mossa contro la sovranità popolare, per sacrificare sull’altare del profitto un tratto di costa di alto valore ambientale e tanto caro ai vastesi.

Opponiamoci alla cava sottomarina ed attiviamocii concretamente per tutelare Punta Penna.

Questo l'appello diffuso da questa mattina su FaceBook - http://www.facebook.com/group.php?gid=271252261227 - da alcuni cittadini vastesi, preoccupati per il futuro della Riserva minacciata dal progetto della Regione. E' una preoccupazione diffusa e che ha già portato nelle scorse settimane le associazioni ambientaliste e i Comuni di Vasto e Casalbordino a durissime prese di posizione.

 

L'appello su FaceBook, nel momento in cui scriviamo, ha già raggiunto il numero di 132 aderenti, ed è in rapida crescita.

Invitiamo chiunque sia iscritto al popolare social network ad aderire all'appello, e a farlo conoscere a tutti i propri contatti, e a sostenere le iniziative che verranno intraprese nei prossimi giorni per fermare definitivamente questo scempio.

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