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Un progetto della Forest Oil vuole impiantare un centro di estrazione gas sul lago di Bomba
8 febbraio 2010 - Maria Rita D'Orsogna (docente universitaria )

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In questi giorni si parla di una nuova emergenza idrocarburi. Il progetto bolliva in pentola gia' da qualche tempo, e cosi' dopo la MOG e Ombrina Mare, ora c'e' la Forest Oil che vuole trivellare il lago di Bomba. Gia' da una conferenza fra la casa madre e gli investitori si diceva, candidamente nel 2007:

We’re going to drill 1 to 2 million depth exploratory gas test in central Italy this summer. The prospect is called Monte Pallano and is near the Bomba area. The pipeline access is only 7 kilometers away. And gas prices and Italy remains strong at $8 to $10 per MMBtu US.

Trivelleremo per testare la presenza di gas nell'Italia centrale quest'estate. La concessione si chiama Monte Pallano ed e' vicino a Bomba. L'oledotto e' a 7 chilomentri di distanza, e i prezzi del gas in Italia sono elevati - di circa 8 o 10 dollari americani per MMBtu.

La sigla MMBtu sta per milione di British Thermal Unit e significa piu' o meno 28 metri cubi.
E poi nel 2008:

On the Monte Pallano discovery we found over 50 Bcf of gas and we need to drill at least one more well there in addition to the two we have already completed. (...). As we've stated earlier, we are working on the permitting of the production facilities and pipeline. We estimate about a year for sales to occur. The Italian gas market remains robust currently at $17 per MMBtu US.

Abbiamo trovato nel Monte Pallano piu' di 50 Bcf di gas e ci serve trivellare ancora un altro pozzo, oltre ai due che abbiamo gia' trivellato. Come gia' detto stiamo lavorando sull'ottenimento dei permessi per uno stabilimento di produzione e di un oleodotto. Le vendite inizieranno fra un anno. Il mercato del gas in Italia resta robusto, con prezzi attualmente attorno ai 17 dollari americani per MMBtu.

Bcf significa Billion Cubic Feet, cioe' miliardi di piedi cubi. La conversione fra cubic feet e cubic meters e' di 0.02, per cui 50 Bcf sono circa 1 miliardo di metri cubi. A volte invece di Bcf si scrive Bcfg per indicare gas.

Dunque, siccome l'Italia consuma 200 milioni di metri cubi di gas al giorno si conclude che:

Tutto il gas di Bomba servirebbe (se usato in Italia) per soddisfare il fabbisogno nazionale per circa 5 giorni e poi ...finito!

Ma la cosa piu' interessante e' la storia che il signor Ronald G. Brown, del reparto Internazionale della Forest Oil di Denver offre ai suoi investitori:

AGIP drilled a discovery in 1966 followed by three successful wells and three dry holes. (...)

At the time, a tragedy occurred in Northern Italy when a slide block fell into the Vajont reservoir. A pulse wave overflowed the dam and destroyed Longarone, a village of 2000 people. The gas field is partly located beneath a Lake held by a 57.50 meter earthen dam. AGIP elected not to produce the field in 1966 due to the Bomba dam proximity. The four wells were plugged and abandoned in 1992.

Forest CMI S.p.A. was granted an exploration license containing the field in 2004. The permit required Forest to install monitoring sensors to measure subsidence resulting from gas withdrawal.

Forest installed solar powered GPS stations capable of measuring movements to a one-millimeter scale. Upon fulfillment of this requirement, Forest obtained permission to drill two directional wells from a common pad in 2007. (...) The field has 2500 acres within the closing contour, a GWC at -1112 subsea and a reservoir column of 110 meters. Reserves are placed at 56 Bcfg.

Forest is designing a treatment facility and pipeline.


L'Agip trivello' e' fece una scoperta nel 1966, che fu seguita da 3 pozzi fruttuosi e tre sterili (...)

Al tempo pero' ci fu' una tragedia nel nord dell'Italia, quando un blocco scivolo' nella riserva idrica del Vajont. L'impulso di un onda straripo' dalla diga e distrusse la citta' di Longarone, un villaggio di 2000 persone. Il campo di gas (di Bomba) si trova parzialmente sotto un lago, che e' mantenuto da una diga di 57.5 metri. L'AGIP scelse di non sviluppare il campo di gas nel 1966 a causa della vicinanza di Bomba alla diga. I quattro pozzi furono chiusi e abbandonati nel 1992.

Alla Forest Oil e' stata data l'autorizzazione di esplorare il territorio nel 2004. Il permesso ha obbligato al Forest Oil ad installare sensori per misurare la subsidenza indotta dall'estrazione di gas.

La Forest ha installato un sistema di GPS alimentato da pannelli solari per misurare movimenti fino alla scala del millimetro. Grazie a questo provvedimento la Forest ha ottenuto il permesso di trivellare altri due pozzi da un punto centrale nel 2007. (...) Il campo ha 2500 acri nella sua concessione, un GWC a -1112 sotto il livello del mare e una colonna di riserva di 110 metri. Le riserve sono stimate attorno ai 56 Bcfg.

LA FOREST STA DISEGNANDO UN CENTRO DI TRATTAMENTO E UN OLEODOTTO.

Il GWC e' il gas-water-contact, cioe' il punto sottoterra dove si inizia a trovare il gas (che qui e' di un chilometro sottoterra circa), mentre la colonna di riserva se non mi sbaglio e' lo spessore del giacimento che e' dunque di circa 100 metri.

Ora, se nemmeno l'AGIP ci ha provato a trivellare vicino e sotto ad un lago con diga incorporata, vuol dire davvero che e' un idea folle. La diga contiene una gran quantita' di materiale - e' pesante. La subsidenza e' un pericolo reale. A Ravenna la subsidenza indotta dalle estrazioni del metano ha causato l'abbassamento di circa 3 metri di suolo, nel Polesine di un metro e mezzo. Immaginamoci cosa potrebbe mai succedere a Bomba, se non sia mai dovesse crollare la diga. Ma poi li ci va la gente in vacanza, e' una zona bella, perche' deturparla con impianti di estrazione di gas?

E poi non e' buffo che quelli della Forest Oil ci tengano a sottolineare che usano un sistema di misurazione a base di pannelli solari? Vogliono anche fare la figura degli ambientalisti mentre stanno innescando davvero una potenziale bomba ecologica.

Infatti i signori della Forest Oil fanno sul serio, come ha riportato Prima Da Noi qualche giorno fa, vogliono addirittura eseguire il trivellamento di cinque pozzi, costruire un impianto di desolforazione, installare due torri di raffinazione ed un inceneritore. Un altro centro oli a Bomba! Solo che questa volta chissa' come lo chiameranno - centro gas? Mmh.. non suona mica cosi' bene!

Queste cose gli Americani non potrebbero farle in casa propria, perche' il popolo, le leggi, i politici non glielo consentirebbero. E allora e' il nostro turno di fargli vedere di che pasta siamo fatti e fargli capire che e' meglio per loro fare la valigie e tornarsene a Denver, da dove sono venuti.

Gianni Chiodi, se ci sei batti un colpo.

 

Note:

http://allegriadinaufragi.blogspot.com/2010/01/senza-scrupoli.html

http://dorsogna.blogspot.com/2009/07/una-bomba-petrolifera-bomba.html

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