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3 marzo 2012 - Natalfrancesco Litterio
Fonte: Histonium.net

Angelo Venti

C'è un giornalismo diverso da quello che ficca il microfono in bocca all'anziano che ha appena visto la sua vita distrutta dal terremoto e non sa ancora quali e quanti famigliari e amici ha perso sotto le macerie.

C'è un giornalismo diverso da quello che bussa ai finestrini di un'auto in cui dormono gli sfollati per chiedere: "Come ti senti?". C'è un giornalismo diverso: è quello che quando sente puzza di bruciato mette il muso a terra e segue la pista, fino all'origine di quella puzza e non si ferma nemmeno davanti agli sbarramenti di una "zona rossa" militarizzata. Quel giornalismo che, come da Costituzione, riconosce due soli padroni: la verità e rilevanza pubblica.

Grazie all'incontro di 'Libera', organizzato ieri pomeriggio alla Sala Michelangelo di Palazzo d'Avalos in collaborazione con l'Arci, il clan Agesci Shalom 1 e la Consulta Giovanile Comunale, questo diverso modo di fare giornalismo si è materializzato nel volto sornione e apparentemente innocuo di un uomo schivo, dai modi pacati: Angelo Venti, direttore di site.it, il quale ha squarciato una volta per tutte quel velo di illusione che rappresentava l'Abruzzo come isola felice, immune da infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, che invece risulta presente, attiva e legata a filo doppio a determinati ambienti degli affari e della politica.

"Legami - come ha precisato Venti - non supposti o sospettati, ma ormai chiari e documentati".

"Se fossero soldi miei, li userei così?" È questa la domanda che, in questi casi, la squadra del direttore Angelo Venti si pone. "E se la risposta è no, sappiamo che dobbiamo andare a fondo". E se "per il funerale di Stato per le vittime del terremoto si pagano 471 bare per 308 morti", se si allestiscono bagni chimici in tale quantità e con un servizio di espurgo tale "da permettere a ogni ospite una produzione di 100 litri di deiezioni liquide e solide al giorno", se una scuola viene "abbattuta e ricostruita senza necessità", se con la scusa dello stato di emergenza si deroga alle leggi sugli appalti, ma poi "si costruiscono alloggi temporanei che costano di più di quelli normali", allora la risposta a quella semplice domanda non può essere che "no, non userei i miei soldi così".

Allora Angelo Venti è andato a fondo a una storia che ha cominciato a puzzare da subito, da quando una zona colpita da una tale calamità è stata occupata manu militari, e non solo in senso metaforico. È impossibile riassumere il risultato di quest'inchiesta abbozzata a grandi linee durante l'incontro di ieri, ma se avrete la pazienza di studiare i dossier e le inchieste di site.it verrete scaraventati in un inquietante vortice di malaffare, collusioni e 'sporcizia' difficilmente immaginabile rapportato all'Abruzzo. C'è una sola controindicazione: se lo farete, l'eco di certe risate non vi si toglierà più dalla testa.

Note:

L'articolo originale è raggiungibile dal link
http://www.histonium.net/archivio_news/2012/terremoto-allaquila-ecco-perche-cera-tanto-da-ridere..._21632.php

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