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Il paese fa festa torturando i buoi

Anche quest’anno, nonostante le proteste di numerosi gruppi animalisti a Chieti (Foggia) si è svolta la corsa dei buoi in onore di S. Giorgio martire
27 aprile 2005 - Oscar Grazioli
Fonte: www.libero.it
26.04.05

. Con la primavera arrivano il bel tempo (sperèm), le rondini (sempre meno) e le allergie (sempre di più). Arrivano anche le prime feste paesane, dove i bomboloni fritti cadono di mano ai bambini sullo sterco degli immancabili cavalli bardati. Ogni paese, ogni frazione cerca affannosamente qualcosa da rievocare nella sua antica storia. Trovato l’episodio, ogni scusa è buona per inventarsi un palio, una corsa, un combattimento e, di solito, chi ci va di mezzo sono oche, cavalli, colombe, maiali, vitelli, rane, muli, asini, bardotti e chi ne ha più ne metta.

Anche quest’anno, nonostante le proteste di numerosi gruppi animalisti a Chieti (Foggia) si è svolta la corsa dei buoi in onore di S. Giorgio martire. A dir la verità S. Giorgio cade il 23 aprile, mentre la corsa si è svolta stranamente il giorno prima. Un’abile manovra per depistare i dimostranti? Fatto sta che si è festeggiato S. Giorgio il giorno di S. Leonida. Quisquilie. Volete che i santi se la prendano per così poco?
Quattro contrade si affrontano con pesanti carri, sui quali prendono posto due persone. I carri sono trainati dalla “corsa” di una pariglia di buoi, stimolati da una dozzina di cavalli e cavalieri che, da dietro li aizzano a correre più velocemente. Una volta ricevuta la solita benedizione di fronte alla chiesa, i buoi vengono lanciati nella campagna aperta, dove sotto lo stimolo talora anche di pungoli elettrici, devono portare alla vittoria il loro carro. Figuratevi il povero e mite bue che corre come un cavallo. Proprio lui che siamo abituati a vedere nella grotta riscaldare Gesù assieme all’asinello, lui che immaginiamo forte e lento mentre tira paziente l’aratro davanti al contadino.

Francesco Fortiguerra, delegato di Foggia della CEDA (Comitato Europeo per la Difesa degli animali) e della LAC mi ha inviato molto materiale su questa manifestazione e, in particolare, una videocassetta con riprese amatoriali effettuate durante la corsa di un anno fa, quando un bue cadde pesantemente a terra e, come si vede nel filmato, il carro dietro ha rischiato di entrare in collisione con quello in difficoltà. “Un’inutile sofferenza per questi poveri buoi”, mi dice Fortinguerra, “che non sono certo animali da corsa, ma vengono costretti a trottare anche mediante pungoli aguzzi piantati nel deretano.

Quest’anno la nostra protesta sarà ancora più autorevole, dopo che la magistratura, esaminata la pellicola girata lo scorso anno, si è espressa chiaramente rilevando la sofferenza degli animali, quando vengono colpiti con aste dotate di pungoli acuminati. Il reato di maltrattamento c’è ed è indubbio ma i giudici hanno archiviato la nostra denuncia.
Ne faremo un’altra contro il sindaco e l’USL per omissione di atti d’ufficio e maltrattamento di animali. Porteremo il problema a livello europeo, evidenziando come in Italia si possano tranquillamente sbeffeggiare le leggi esistenti.

Anche quest’anno non è stata tutelata l’incolumità pubblica. La gente esaltata saltava tra i carri e i cavalli rischiando di farsi male. Un cavallo si è imbizzarrito facendo cadere malamente a terra il fantino. Ma cos’è, civiltà questa? Se volete aderire alla nostra campagna vi prego di scrivere alle sezioni di Foggia della CEDA e della LAC, presso il seguente indirizzo e mail: francesco_fortinguerra@virgilio.it ”.”.
Hanno ragione da vendere Fortinguerra e gli altri dimostranti. Si lascino questi poveri buoi al loro già sudato mestiere che certo non è quello di correre come veltri. Un po’ di rispetto per la loro dignità e se gli organizzatori della corsa desiderano giustamente glorificare S. Giorgio martire facciano correre i draghi. E non nel giorno di S. Leonida.

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