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    Finalmente una sentenza che costituisce un formidabile precedente.

    Cani maltrattati finalmente una sentenza severa

    25 luglio 2005 - Oscar Grazioli

    cani La corte di Cassazione ha emesso una sentenza che potrebbe rappresentare un’arma straordinariamente utile al magistrato chiamato a giudicare se gli ambienti in cui vivono i cani presentino o meno condizioni compatibili con la loro natura e il loro benessere psicofisico. Come apprendiamo da fonte Adnkronos il tutto nasce da un sopralluogo effettuato da Corpo forestale e polizia veterinaria di Savona che avevano ricevuto una segnalazione circa un canile in provincia della città ligure. Alle autorità veniva segnalato che i cani erano tenuti in ambienti fatiscenti, privi dell’igiene e dei requisiti necessari a non lederne “il sentimento”. Durante il sopralluogo delle autorità sanitarie era emerso che nel canile savonese i cani venivano custoditi in celle fatiscenti, anguste, totalmente buie, sporche e prive di acqua. Da qui la decisione del gip del tribunale di Savona che, nel marzo di quest’anno, ha disposto il sequestro degli animali ricoverati nel “rifugio”. Contro la decisione del magistrato si è opposto, fino in cassazione, O.T., il titolare della struttura. A suo dire le irregolarità riscontrate dagli agenti non erano poi così gravi e comunque il sequestro andava effettuato soltanto successivamente, una volta che i lavori strutturali e di pulizia, non avessero garantito adeguata ospitalità agli animali.

    La terza sezione penale (sentenza 25229) è stata di tutt’altro avviso e ha respinto il ricorso del titolare in quanto il fatto di assegnare un termine entro cui O.T. assolvesse ai suoi doveri nei confronti della struttura, non incide sulle valutazioni del magistrato circa il trattamento subito dagli animali fino a quel momento.

    Ben sappiamo quanto sia in voga, in Italia, il business dei canili e quante persone siano state denunciate per aver fatto la cresta su animali assolutamente indifesi. C’è gente che ha intascato miliardi facendo morire letteralmente di fame e di stenti centinaia di poveri cani all’interno di veri e propri lager per animali, con tanto di forno crematorio per farne sparire i cadaveri.

    Finalmente una sentenza che costituisce un formidabile precedente. Tenere i cani in celle “anguste e fatiscenti” lede il “sentimento per gli animali”, reato previsto nel codice penale per il quale sono previste pesanti sanzioni e il sequestro immediato dei cani “offesi”.
    Ogni tanto si legge di qualche sentenza un tantino strampalata. Questa volta applaudiamo spellandoci le mani, mentre i cani ringraziano dimenando la coda.

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