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    Dalla Romania al macello in un tir a 40°

    La Lav stima che nel 2004 oltre 600 milioni di chili in animali vivi abbiano percorso le strade italiane, imbarcati a suon di legnate su traghetti, spinti con pungoli elettrici su e giù.
    7 agosto 2005 - Oscar Grazioli

    Immaginate un camion che parte dalla Romania ed è diretto a Crotone. Viaggia con temperature di 40 e un’umidità che sfiora il 90%. Dentro al cassone ci sono centinaia di pecore destinate al macello calabrese. Sono stipate, quasi certamente il camion è sovraccarico e ci sono forti sospetti che le norme sui trasporti di animali vivi siano state violate.

    Niente acqua e soste, solo un caldo atroce. Poi il ribaltamento del camion nella notte presso Ravenna. Decine di pecore arrivano al macello ben prima di giungere a Crotone: un macello di lamiere bollenti.
    Adesso immaginate uno di quei tir che vediamo quotidianamente sulle autostrade e che cerchiamo di non affiancare perché i maiali che ci sono dentro non ci lascino andare qualche regalino organico sul cofano o peggio, dentro al vetro aperto della macchina.

    Partito dall’Olanda, il carico insospettisce un’associazione animalista tedesca, gli Animal’s Angels. Il tir è diretto a Salerno e in Italia le temperature dell’ultimo week end sono state talmente elevate da costringere le autorità a continui allarmi per la popolazione. Alla polizia di Frosinone arriva l’imbeccata degli Angels. Sul camion, che trasporta settanta maiali, c’è un altro macello, prima di quello di arrivo. Quaranta maiali stipati uno sull’altro stanno marcendo nel bollore di un’atmosfera di piombo fuso. Due sono abbattuti perché intrasportabili. Gli altri giungono finalmente nel macello di Pagani (Salerno) dove qualcuno forse gli spara un colpo in testa mettendo fine a questa agonia.

    Per quanto tempo ancora l’Italia sarà costretta a subire la vergogna di queste immagini passate sui network dei paesi civili? Libero esiste da 5 anni e sono 5 anni che sforniamo articoli su articoli, in cui non pretendiamo che tutti diventino vegetariani, non chiediamo la chiusura dei mattatoi, non affermiamo che i macellai sono uomini senza pietà. Chiediamo solo che l’allevamento, il trasporto, la macellazione siano regolati da norme che tutelino il benessere e la dignità di chi va a morire per la nostra gola.

    Santo Cielo, dovrà esistere un minimo di dignità anche per chi aspetta, solo apparentemente ignaro, la mannaia che taglia la gola. Non pretendiamo che i ministri ascoltino le richieste di Libero, ma pretendiamo che ascoltino le invocazioni che arrivano non solo dagli animalisti, ma dalla parte civile di questo paese. Chi legifera legiferi, chi deve controllare controlli, chi deve arrestare arresti, chi deve emettere sentenze le emetta e possibilmente siano esemplari.

    La popolazione che ha sentimenti (e non è poca) è stanca di cavalli che viaggiano giorni con le zampe spaccate e con il sangue rappreso divorato da torme di tafani, è stanca di camion che viaggiano con i loro carichi di orrore attraversando l’Italia come fosse il far West. La Lav stima che nel 2004 oltre 600 milioni di chili in animali vivi abbiano percorso le strade italiane, imbarcati a suon di legnate su traghetti, spinti con pungoli elettrici su e giù. Dentro quei milioni di chili di carne c’era un frammento d’anima. Volete tenerne conto?

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