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    Mille telefonate, in sei mesi, al numero Lav " SOS maltrattamenti"

    Si può chiamare al numero 848.588.544. Sono 120 le denunce. La Lav: “ecco l’Italia che maltratta: in testa Roma, Milano, Napoli e Palermo ma segnalazioni sono giunte da tutte le province”.
    8 agosto 2005

    un cane   Ad un anno dall’entrata in vigore della legge 189/04 “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”, la LAV traccia un bilancio dell’Italia che maltratta, attraverso le segnalazioni giunte al numero LAV “SOS Maltrattamenti” 848.588.544.

    Sono 1.000 le telefonate (segnalazioni di maltrattamenti e richieste di informazioni sull’applicazione della legge 189/04) giunte nei primi sei mesi di attivazione del servizio. A maltrattare, secondo i casi segnalati, sono perlopiù gli uomini, circa il 93%; le donne si attestano intorno al 6%, mentre i bambini all’1%. Gli animali coinvolti risultano essere nel 52% cani, 35% gatti, 3% cavalli, 3% uccelli, 1% cavie, 1%volpe, 1% tartarughe, 1% crostacei, 1% altri mammiferi. Le segnalazioni sono giunte soprattutto da donne, il 97%, solo il 3% da uomini e da tutte le province, anche da quelle più piccole, a testimoniare quanto siano diffusi gli abusi su animali, ma in particolare da Roma, Milano, Napoli, Palermo. Gli esposti e le denunce di maltrattamenti presentate direttamente dalla LAV sono state circa 50 e almeno 70 sono state presentate da privati cittadini su indicazioni fornite dalla LAV.

    Telefonate sono giunte anche dalle forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri, Corpo Forestale, Polizia municipale e provinciale) per avere delucidazioni sull’applicazione della legge 189/04 o consigli pratici. Il servizio “SOS Maltrattamenti” della LAV non può garantire un “pronto intervento” né si sostituisce agli organi di polizia: coloro che segnalano casi di maltrattamento sono invitati a presentare denuncia alle Autorità competenti avendo, però, l’ausilio tecnico della LAV.

    ”I casi più frequenti portati all’attenzione della LAV negli ultimi sei mesi riguardano cani tenuti a catena o sul balcone, in spazi ridotti o al caldo, un “malcostume” (che a volte si trasforma in reato) diffuso in tutto il Paese. Seguono quelli relativi a controversie condominiali o di vicinato per la presenza di colonie feline, per l’uso di spazi comuni, per il divieto di detenzione di animali – dichiara Ciro Troiano, responsabile LAV SOS Maltrattamenti - Anche se sono casi che non riguardano in senso stretto il maltrattamento, i cittadini chiamano per avere consigli, per sapere cosa fare. Ci sono poi le segnalazioni relative ai combattimenti tra cani, a palii e feste con animali, circhi, allevamenti abusivi, canili affollati, accattonaggio con cuccioli, animali feriti, animali messi in palio o usati in pornografia, casi di bracconaggio o cattura illegale di fauna, di “malasanità” veterinaria, avvelenamenti, mercati clandestini di fauna selvatica, macellazione clandestina, cani rubati, animali maltrattati in negozi o rivendite, animali esotici usati come attrazione in ristoranti o pizzerie. Altro aspetto emerso dalle telefonate giunte alla LAV, è la scarsa sensibilità dei servizi veterinari delle ASL; i cittadini denunciano, chiedono interventi, fanno esposti, ma la risposta è sempre la stessa: gli animali stanno bene, non vi sono estremi di maltrattamento, è tutto a posto. Purtroppo spesso non è così.”

    Sconcertanti, poi, alcune segnalazioni in particolare: una ragazza della provincia di Matera ha segnalato che il prete del sul paese aveva investito un cane e non si era fermato. L’animale è stato soccorso da alcune ragazze, ma il parroco non ne ha voluto sapere di partecipare alle spese. Il Sindaco di un paesino in provincia di Pesaro, per recuperare un immobile, aveva pensato bene di proporre l’abbattimento di cinque cani rottweiler presenti nella villa; gli è arrivata la diffida della LAV e animali sono ancora vivi. Due piccole galline sono state salvate giusto in tempo: un negoziante di Latina aveva pensato di metterle nella teca di un grosso serpente per sfamarlo. A Pozzilli (Isernia), invece, la LAV ha denunciato pubblicamente la presenza di un “killer dei cani”: in due mesi sono stati avvelenati circa 40 animali. Non mancano poi telefonate a dir poco “curiose”: ad esempio, una persona denunciata per organizzazione di combattimenti tra cani ha chiesto l’aiuto della LAV per difendersi dall’accusa!

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