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    La popolazione è scesa da 29 mila esemplari del 1974 agli 887 di oggi

    Congo: ippopotami quasi estinti per la guerra

    Gli animali sono uccisi dai soldati, dalle milizie e dai bracconieri locali per i loro canini di avorio che vengono venduti a 50 euro
    13 settembre 2005
    Fonte: www.corriere.it
    12.09.05

    cacciatori d'ippopotami La guerra non uccide soltanto le persone, ma stermina anche gli animali, la cui vita vale non più di 50 euro. Una ricognizione aerea del Wwf condotta il mese scorso ha dimostrato che la più grande popolazione al mondo di ippopotami, che si trovava nel parco nazionale Virunga, nella parte orientale del Congo (ex Zaire), zona sconvolta da dieci anni di guerra civile che ha fatto almeno 2 milioni di morti, è praticamente scomparsa e si trova sull'orlo dell'estinzione.

    NE RESTANO 887 - Infatti dei 29 mila esemplari che popolavano il parco nel 1974, ora ne rimangono 887, in fortissimo declino anche rispetto a due anni fa quando ne erano stati contati 1.309. Gli animali, ha affermato il gruppo ambientalista in una conferenza stampa a Johannesburg, vengono uccisi dai soldati, dalle innumerevoli milizie locali e dai bracconieri a causa dei loro denti canini in avorio che alimentano il mercato clandestino dell'avorio che è crollato dopo la proibizione della caccia agli elefanti. Un grande ippopotamo, che può arrivare a pesare 3 tonnellate, viene pagato 50 euro: una somma ridicola, ma enorme per popolazioni che vivono con meno di un euro al giorno. Il Parco Virunga fa parte dei siti considerati dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità.

    INTERROTTA CATENA ALIMENTARE - Ma il disastro ambientale, lancia l'allarme il Wwf, va ben oltre lo sterminio degli ippopotami. Questi giganti, infatti, con le loro abbondanti deiezioni, fertilizzano i bacini lacustri e i fiumi dove vivono, in modo particolare il lago Edoardo, al confine tra Congo e Uganda. «Nel lago, che era uno dei più produttivi del mondo proprio a causa del letame degli ippopotami che faceva prosperare una lunga catena alimentare, c'è stata una grande moria di pesci che ha danneggiato le migliaia di pescatori che vivono sulle sue rive».

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