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    La psicosi dell’influenza aviaria fa i suoi danni, ma non è nata dal nulla

    Quando la TV è diseducativa

    13 novembre 2005 - Oscar Grazioli

    . Adesso che la frittata è fatta è inutile piangere. Meglio mettersi ai fornelli con altre uova. La psicosi dell’influenza aviaria fa i suoi danni, ma non è nata dal nulla. Non ho alcuna intenzione di ritrattare quanto ho scritto in proposito. Il pericolo che, dall’oriente, giungano ceppi virali in grado di ricombinarsi con stipiti umani, dando luogo alla tanto temuta pandemia, non è fantascienza e tanto meno è finito perché, complice lo sciopero dei giornalisti, la mazza batte meno forte sul tamburo. Ricordiamoci che l’influenza trova nel clima freddo il suo grande alleato. E il freddo deve ancora arrivare. È molto probabile, viste le ferree contromisure intraprese dai paesi della vecchia Europa, che anche l’influenza di quest’anno sia la “solita” influenza, con febbre, dolori articolari, mal di testa, qualche giorno a letto e qualche maledizione per la settimana bianca rimandata. Tutto questo non ci induca però a dimenticare.

    Qualcuno scrive che hanno sbagliato i media a gonfiare troppo un palloncino da bambini che poi ci è scoppiato in mano. Può darsi, ma personalmente ho la netta impressione che, quella di gonfiare le notizie, sia una caratteristica dell’uomo. Se uno sta in casa un mese per una polmonite ed esce un po’ pallido e smagrito, sentirete dal barbiere che ha preso il colera mangiando cozze crude, dal fornaio che ha preso la sifilide frequentando un bordello e al bar, che ha un cancro e due mesi di vita (compreso quello già passato a casa). “Ma i giornalisti dovrebbero essere …”. I giornalisti, prima di tutto, sono uomini e donne e il “farci un po’ dentro” è una precisa richiesta dei lettori. Se i treni sono in orario, gli aerei non cadono, i bambini fanno “oh” e tutti si vogliono bene, chi cavolo volete che compri un giornale o guardi un TG?

    Enfatizzare la notizia non è umano. Quello che invece diventa molto pericoloso è narrare, con parole o immagini, comportamenti sbagliati senza neanche sottolineare i rischi. La nostra lettrice, Monica Zurlo, mi scrive:”Sabato scorso 5 novembre, durante il TG1 delle 20, nel servizio dedicato all’influenza aviaria e conseguente psicosi, hanno intervistato la proprietaria di un negozio che vende animali vivi. Sono rimasta inorridita dal racconto di questa ragazza che, rispondendo ad un cliente che le chiedeva come “buttare” il proprio canarino, tranquillamente gli suggeriva di mettersi i guanti e poi buttarlo …testuali parole. Il “signore” si è messo i guanti e ha buttato il canarino. Trovo altamente diseducativo, superficiale e pericoloso da parte della TV cosiddetta di stato mandare in onda un’intervista simile”.

    Concordo in pieno con la lettrice. Queste sono le notizie e i servizi che vanno evitati come la peste bubbonica. Il sonno della ragione genera mostri.

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