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    La ricerca senza animali

    Il Joint Research Centre della Commissione Europea ha comunicato che il Cecma (Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi) ha approvato ben sei metodi di sperimentazione su cellule umane in laboratorio, per la ricerca medica e quella tossicologica.
    29 marzo 2006 - Marinella Correggia
    Fonte: www.ilmanifesto.it
    28.03.06

    topolino Sono passati pochi giorni dalla triste vicenda di alcuni giovani inglesi gravissimi per essersi prestati sotto pagamento alla sperimentazione clinica del farmaco TGN1412, ideato per trattare leucemia, sclerosi multipla e artrite. Il farmaco, come da prassi legislativa, era già stato testato sugli animali senza arrecare alcun danno. Ecco un'ulteriore prova, sostengono i movimenti contrari alla sperimentazione animale, che quest'ultima oltre a essere crudele non fornisce alcuna previsione dei rischi per gli umani (viste le enormi differenze fra le specie) e anzi è un alibi per poi provare sugli umani senza le dovute garanzie. La richiesta: sostituirla con metodi davvero scientifici.

    Ma a dispetto di tutto, la sperimentazione con uso di animali, imposta per legge, continuerà finché per legge non saranno considerati validi i metodi alternativi. Ed ecco allora una buona, recentissima notizia: il Joint Research Centre della Commissione Europea con sede a Ispra, Varese, ha comunicato che il Cecma (Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi) ha approvato ben sei metodi di sperimentazione su cellule umane in laboratorio, per la ricerca medica e quella tossicologica. Il Cecma ha riconosciuto ai nuovi metodi non solo una maggiore economicità (che non è poco) ma anche una capacità assai maggiore nella previsione per i rischi per gli umani. Il Comitato scientifico Equivita (www.equivita.it) ritiene che con questa decisione sia stato fatto un grande passo avanti per la salute dei cittadini europei.

    L'antico dibattito sui metodi di sperimentazione delle sostanze chimiche si è riacceso nei mesi scorsi per via del progetto di direttiva europea Reach che mira alla regolamentazione di decine di migliaia di sostanze immesse in commercio, rispetto a molte delle quali verranno richieste alle aziende delle prove tossicologiche per tutelare la salute umana e l'ambiente. Se condotte sugli animali, le prove potrebbero richiedere l'uso di molte decine di milioni di animali da laboratorio. In effetti i metodi di sperimentazione proposti nella prima bozza di Reach si riferivano in grande parte al "modello animale". Equivita, con la francese Antidote e gruppi ambientalisti, ha lavorato per introdurre in Reach l'obbligo di una valutazione di tossicità condotta con metodi escludenti il modello animale. Alcuni parziali risultati sono stati raggiunti nella stesura della bozza approvata a Strasburgo dal Parlamento europeo in prima lettura: è stato riconosciuto come valido il metodo della tossicogenomica, introdotto negli anni 90, che ha tempi e costi assai ridotti e sta avendo una grande diffusione soprattutto negli Usa. Al tempo stesso, la direttiva 86/609/Cee dichiara che nessun esperimento con animali deve essere effettuato se può essere utilizzato per lo stesso scopo un metodo senza animali: a questo punto, visto il riconoscimento della tossicogeniomica, l'uso degli animali nel progetto Reach costituirebbe, dicono gli antivivisezionisti, un'infrazione alla direttiva 86.

    Del resto, dopo quasi due secoli di censura, un lungo articolo di critica al metodo di sperimentazione animale pubblicato dalla rivista scientifica Nature in novembre ha dato il via a una specie di rivoluzione scientifica: mettendo in discussione il modo in cui, in tutto il mondo, vengono testati i farmaci e le altre sostanze e dando una spallata a un sistema di potere e di profitto. La vivisezione è considerata non predittiva per l'essere umano, riferendosi in particolare proprio alle prove di tossicologia che saranno richieste da Reach. L'articolo scientifico riportava le parole di Thomas Hartung, direttore dell'Istituto europeo Cecma e capo dell'Institute for Health and Consumer Protection del Centro di ricerche di Ispra. Egli definiva i test di tossicità su animali, compiuti per decenni, semplicemente "cattiva scienza" e ritiene che Reach, se verranno modificati i metodi di sperimentazione, sarà "un'opportunità per la tossicologia di diventare infine una scienza rispettabile".

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