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    Lettera aperta a Benedetto XVI sulle violenze contro gli animali, già proibite dal suo predecessore Pio V

    5 luglio 2006 - Franco Libero Manco
    Fonte: www.spiritaction.org
    5.07.06

    Alla fine di questa settimana il Papa sarà in Spagna, paese delle corride.
    La visita è un’occasione per Benedetto XVI di riaffermare la Bolla della Chiesa contro ogni forma di violenza verso gli animali.
    Lo farà? Ne dubito.
    Quando ci sono interessi economici in gioco, anche la carità cristiana del Sommo si attenua…

    Rinaldo Lampis

    Caro Benedetto XVI,

    il primo di novembre del 1567 il papa Pio V ha emanato la Bolla contro le corride e i giochi con altri animali, (sotto sono riportate le parti più salienti) con l’esplicita proibizione “valida per sempre” dei combattimenti con i tori e con tutte le altre bestie, pena la scomunica, la privazione dei beni materiali e l’annullamento dei voti e dei giuramenti offerti ai santi.

    Caro Benedetto, perché la Chiesa di Roma ha disatteso il comando di Pio V di proibire questi spettacoli sanguinari e crudeli, non degni di un cristiano, che ancora oggi vengono praticati specialmente in Spagna in onore di Santi, della Madonna e di Gesù Cristo?

    Perché consente che tanti animali, inermi, siano barbaramente tormentati alla presenza di bambini e con la benedizione del clero locale?

    Caro Benedetto, in virtù della volontà espressa dal suo predecessore Pio V, le chiediamo di mettere in atto e far rispettare la Bolla contro le corride e le altre feste patronali in cui vengono torturati e uccisi tanti animali innocenti;

    - Le chiediamo di condannare pubblicamente questi barbari e crudeli spettacoli;

    - Le chiediamo di negare il patrocinio, di proibire la partecipazione dei fedeli e la benedizione della Chiesa Cattolica di questi spettacoli, indegni di un popolo cristiano e civile;

    - Le chiediamo di impedire che nelle scuole taurine i bambini vengano educati all'arte della violenza e della crudeltà;

    - Le chiediamo di impedire l'espressione pagana di decorare altari e di vestire immagini di cristi, vergini e santi con pegni taurini.

    Certi che vorrà accogliere le nostre istanze, le esprimiamo la nostra gratitudine in nome di tutte quelle creature che saranno salvate dal suo determinante interessamento.

    Franco Libero Manco

    Il lettore è caldamente invitato ad inoltrare questo appello al fax 06 6988 5863

    Stralci della Bolla di Pio V del 1567

    …”Sebbene il detestabile uso dei combattimenti… era stato proibito dal Concilio di Trento, al momento attuale in molte città e in tanti altri luoghi, per l’ostentazione delle proprie forze e dell’audacia, non si cessa di combattere con i tori e con altre bestie in spettacoli pubblici e privati per cui si verificano con più frequenza anche le morti degli uomini e le mutilazioni delle membra...

    “Noi consideriamo questi spettacoli alieni alla pietà e alla carità cristiana e volendo che vengano aboliti questi spettacoli violenti e turpi… secondo i principi cristiani che si distinguono per dignità, tanto ecclesiastica quanto civile… con qualsivoglia nome vengano designati e di qualsiasi comunità e stato, per questa nostra disposizione valida per sempre sotto la minaccia di incorrere immediatamente nella pena di scomunica e di anatema, proibiamo ed interdiciamo affinché nelle loro province, città, terre, castelli e borghi non siano permessi spettacoli di questo genere.

    “Proibiamo anche ai soldati e a tutte le altre persone di osare scontrarsi con tori e altri animali in siffatti spettacoli sia a piedi che a cavallo. Se qualcuno di loro morirà in tale circostanza gli verrà negata la sepoltura ecclesiastica.

    Similmente proibiamo anche ai chierici, sia regolari che secolari di partecipare a spettacoli di questo genere, sotto pena di scomunica.

    “Cancelliamo ed annulliamo tutti gli obblighi, i giuramenti e i voti fatti da qualsivoglia persona, circa i combattimenti di questo tipo, anche come essi falsamente ritengono in onore dei santi o in qualsivoglia solennità e festività religiosa…

    …“Cancelliamo e annulliamo quelle fatte finora o che si debbano fare, che proibiamo nella maniera più assoluta e decretiamo e dichiariamo che per sempre debbano ritenersi come cancellate e non approvate.

    …“In virtù della santa obbedienza, comandiamo che, per rispetto e onore del nome di Dio, (i governanti) facciano osservare esattamente nei loro domini e nelle terre, le cose predette in ogni modo, loro che sono destinati a ricevere la più grande ricompensa dallo stesso Dio per un’opera così buona.

    “E comandiamo a tutti i Fratelli patriarchi, primati, arcivescovi e vescovi e gli altri ordinari dei luoghi, in virtù della santa obbedienza, sotto giuramento al divino giudizio… affinché, nelle loro città e diocesi facciano pubblicare in numero sufficiente la nostra lettera presente ed anzi procurino di far osservare, sotto pena e censura ecclesiastica, queste cose”.

    Bolla di Pio V del novembre 1567

    Franco Libero Manco, 5 luglio 2006

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