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    La più grande operazione di salvataggio nei confronti degli animali che l’America ha effettuato oltreoceano nella sua storia

    Dal Libano agli USA. Così sono stati salvati trecento cani e gatti

    30 settembre 2006 - Oscar Grazioli

    “E’ la più grande operazione di salvataggio nei confronti degli animali che l’America ha effettuato oltreoceano nella sua storia”, ha affermato Michael Mountain, presidente della Utah-based Best Friends. Pecca di modestia, Michael, aggiungo io. È il più grande salvataggio di animali da compagnia, nella storia dell’uomo. Oltre 300, tra cani e gatti, sono stati trasportati, lunedì scorso, dal Libano verso gli Stati Uniti.

    Questi animali sono anch’essi, in parte, orfani di guerra. Molti rappresentano il dramma nel dramma di chi è dovuto fuggire dalle proprie case, abbandonando occhi sgranati e increduli, code esitanti e orecchie piegate dal rumore della guerra. Personale delle ambasciate, dei consolati, parenti di militari, uomini e donne d’affari, tutti in fuga verso le loro terre d’origine. Non c’era posto per cani e gatti sugli elicotteri, e sugli aerei che portavano in salvo i loro proprietari. Ragioni di sicurezza, non di crudeltà, ne impedivano il trasporto. Ma i loro padroni e le associazioni zoofile di tutto il mondo non si sono dimenticati di loro, come l’opinione pubblica che ha fatto pressione per sottrarli dall’inferno di Beirut. Poi, c’erano gli animali abbandonati dai libanesi in fuga dalle zone più bollenti. Jutta Sold, un giovane tedesco, che presta la sua opera in Libano come volontario animalista, ha dichiarato: “Qui è molto diversa la situazione dei rapporti tra uomini e animali, rispetto all’Europa o agli Stati Uniti. In Libano molti hanno paura degli animali e ci hanno pensato poco a dargli un calcio nel sedere quando si è trattato di fuggire”.

    Per Mona Knoury, che si è presa cura di questi animali nelle ultime settimane, l’operazione di salvataggio si è tinta di tristezza. “Sono cresciuta con loro”, ha dichiarato all’Associated Press, “e adesso che se ne vanno, mi sento veramente molto triste, anche se sono consapevole che troveranno buone mani ad attenderli e avranno una vita migliore rispetto a questi luoghi di morte e rovina”. Khoury è cofondatrice della Beirut for the Ethical Treatment of Animals (Beta), che ha lavorato al progetto di salvataggio assieme all’associazione americana Best Friends, già famosa per avere salvato 6000 animali, vittime del disastroso uragano Katrina.

    Il destino di questa originale Arca di Noè volante si è compiuto lunedì scorso, quando il cargo americano ha rullato sulla pista di Beirut per decollare verso la Gran Bretagna. La prima tappa è stata quella di Manchester, poi il velivolo è atterrato all’aeroporto Jfk di New York, prima di riprendere il volo per Las Vegas, dove la maggior parte degli ospiti, miagolanti e abbaianti, è stata caricata sui camion messi a disposizione dalla Best Friends. Un viaggetto di tre ore li ha portati temporaneamente al Santuario degli Animali di Kanab, nello Utah. Qui sono stati visitati dai veterinari dell’associazione che, una volta valutato il loro stato di salute, seguiranno il viaggio verso una nuova casa. “Abbiamo già richieste di adozioni”, ha detto Mountain, “pari al numero degli animali ospiti dei nostri ricoveri”. L’operazione è costata circa 250.000 mila dollari, tutti provenienti da offerte. Soldi ben spesi, per una volta.

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