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    Un aggiornamento sulle attività di Animals Asia Foundation

    Gli sforzi di Animals Asia Foundation sono concentrati in questo momento sulla costruzione di un nuovo centro di salvataggio in Vietnam
    Nel 2006 è morto l'orso Andrew, simbolo della volontà dei moon bears di sopravvivere, di riacquistare dignità, ma soprattutto del perdono.
    9 gennaio 2007 - Chiara Catapano (Support Group Animals Asia Foundation)

    Gli sforzi di Animals Asia Foundation sono concentrati in questo momento alla costruzione di un nuovo centro di salvataggio in Vietnam. Nonostante le fattorie della bile siano state dichiarate dal governo vietnamita illegali già dal 1999, purtroppo sono ancora moltissimi i moon bears che, all’interno di fattorie illegali, subiscono la tortura dell’estrazione della bile rinchiusi nelle strettissime gabbie arrugginite. Il Governo vietnamita ha di recente sottoscritto un accordo con Animals Asia affinché 200 orsi prigionieri delle fattorie vengano liberati ed affidati alle cure della Fondazione.
    Animals Asia Foundation

    Il nuovo centro in Vietnam sarà costruito sul modello del centro di Chendù: comprenderà infatti aree per la quarantena, tane, rifugi, aree per la chirurgia e la riabilitazione di orsi disabili.

    Come sempre anche il nuovo centro in Vietnam sarà costruito grazie alla raccolta di fondi da parte dei gruppi di supporto. La condizione degli orsi ha infatti commosso e mobilitato persone da tutti i continenti che dedicano parte del loro tempo e delle loro energie nel sensibilizzare l’opinione pubblica e nell’organizzare eventi e manifestazioni allo scopo di fornire le risorse necessarie al lavoro di liberazione e salvataggio degli orsi.
    Anche nel centro di Chendù in Cina sono in programma alcuni cambiamenti.
    Animals Asia Foundation

    L’intento della fondazione infatti è quello di ampliare la zona destinata al pubblico, per rendere il Santuario un luogo in grado di ospitare ogni giorno un numero sempre più elevato di visitatori. Un incremento delle presenze apporterebbe sia una risvolto positivo da un punto di vista economico, ma avrebbe anche un peso determinante nell’opera di sensibilizzazione della popolazione cinese nei confronti della sofferenza degli animali. Animals Asia Foundation
    A maggio 2006 un altro passo importante è stato realizzato in direzione della fine delle fattorie della bile. Infatti un membro del parlamento europeo Neel Parrish durante una visita ufficiale al governo cinese, ha mostrato una dichiarazione firmata da 366 membri del parlamento nella quale si esprime la condanna della pratica di estrarre bile dagli orsi definendola inutile quanto crudele. Animals Asia Foundation

    Nello stesso anno un triste evento ha colpito il team di AAF.
    Andrew, il grande orso con sole tre zampe ha cessato di vivere a causa di un tumore di 7 KG sviluppatosi nel suo addome.
    Andrew ha avuto un ruolo determinante nell’opera di liberazione dei moon bears in quanto è stato tra i primi orsi ad arrivare nel centro di Chendù. Era il 1999 e la storia del loro salvataggio era appena iniziata.
    Animals Asia Foundation era la prima associazione al mondo che si occupava in maniera pionieristica di riscattare gli orsi dalle fattorie e di ridare loro la libertà all’interno di un’oasi seminaturale.
    Era noto che i moon bears sarebbero arrivati al centro di recupero in condizioni fisiche e psichiche raccapriccianti. Gli anni di immobilità assoluta all’interno delle gabbie-bare, le infezioni permanenti causate dal catetere impiantato nella cistifellea, la quotidiana e dolorosissima mungitura della bile praticata per ben due volte al giorno, erano tutte condizioni che avevano provocato negli orsi danni forse irreversibili sia sul piano fisico, che comportamentale. Gli interrogativi che il team di AAF si poneva erano questi: come si sarebbero comportati questi giganti una volta spezzate le sbarre arrugginite delle loro gabbie, in che modo avrebbero dato sfogo alla loro comprensibile rabbia accumulata in anni ed anni di vita passata unicamente in compagnia del dolore fisico, a quale furiosa follia si sarebbero abbandonati, quali reazioni violente avrebbero avuto nei confronti dell’essere umano colpevole di avere ideato ai loro danni, una delle più crudeli e sadiche torture che si possano concepire.
    Le preoccupazioni di Jill Robinson, fondatrice di Animals Asia, circa la possibilità di recuperare queste martoriate creature svanirono presto proprio grazie ad Andrew. Animals Asia Foundation


    Quest’orso, catturato nella foresta con una tagliola che gli ha reciso una zampa e costretto per anni ed anni in una condizione di sofferenza che travalica i limiti della nostra immaginazione, ha mostrato subito un carattere docile e mansueto. Si è mostrato infatti subito desideroso di recuperare la mobilità degli arti atrofizzati, le forze che aveva perso, la volontà e la gioia di vivere, ma soprattutto ha mostrato di potere perdonare l’uomo.
    Andrew è diventato proprio per questi motivi il simbolo della volontà dei moon bears di sopravvivere, di riacquistare dignità, ma soprattutto è diventato il simbolo del perdono.
    Ambasciatore di Animals Asia, le foto di Andrew hanno fatto il giro del mondo e la sua immagine è indissolubilmente legata alla Fondazione.
    Sulla tomba di Andrew è stato scritto: “Noi non saremo più deboli senza Andrew, ma più forti grazie a lui”.

    Negli ultimi giorni di ottobre all’oasi di Chendù sono arrivati 12 nuovi orsi. Due di loro erano in condizioni talmente drammatiche che il team di veterinari non ha potuto far nulla se non porre fine alle loro sofferenze.
    La cerimonia del funerale è stata triste e tutte le persone che operano nel centro hanno reso omaggio ai due orsi morti prima di potersi rotolare sull’erba, annusare un fiore o sentire i caldi raggi del sole sulla schiena.
    Mentre Jill Robinson, con una grande pena nel cuore, scriveva email per informare i gruppi di supporto degli ultimi eventi, Rupert uno dei moon bear ospite del centro, si è avvicinato alla sua finestra poggiando il grande faccione e le zampe anteriori contro il vetro. Dopo il primo momento di sorpresa a Jill viene in mente che Rupert nei 6 anni passati al centro, non era mai riuscito ad alzarsi sulle zampe posteriori e interpreta ciò come un segnale positivo, la prova che, nonostante tutto, gli eventi stanno procedendo per il meglio, che tanti traguardi che sembravano impossibili sono stati raggiunti e che la fine delle sofferenze degli orsi della luna non è più così lontana.
    Al momento gli orsi che Jill ha salvato dalle fattorie sono 217.

    Note:

    Chi vuole informazioni più dettagliate, sottoscrivere la petizione per la chiusura delle fattorie o fare un'offerta, può collegarsi al sito web: http://www.animalsasia.org
    o inviare una e-mail all'indirizzo info@animalsasia.org
    A Napoli è attivo un support group impegnato nella raccolta di fondi. Per adesioni, aiuti, proposte, collaborazioni di vario tipo, ma anche solo per saperne di più potete scrivere a: chiara.catapano@alice.it

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