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    Gli animali come esseri sensibili

    E' ormai innegabile, e lo dimostra il buonsenso, oltre alla scienza dell'etologia, che gli animali non sono "macchine" prive di sentimenti, ma provano dolore, gioia, paura, affetto, disperazione, solitudine. Chiunque abbia un cane o un gatto non può negarlo, e ciò che vale per questi animali vale ovviamente anche per quelli che di solito non sono animali d'affezione, come i maiali, le mucche, i topi, ecc., e per gli animali selvatici.
    25 gennaio 2004 - Marina Berati

    Antropocentrismo

    Ciò che ci rende così difficile accettare che gli animali debbano godere dello stesso rispetto dovuto agli esseri umani è la nostra visione antropocentrica del mondo, secondo la quale l'uomo è al centro dell'universo, e tutte le altre specie sono a lui sottoposte. Questa visione ha prodotto una cultura detta "specista" (come esiste la cultura razzista, quella sessista, ecc.), che ritiene la specie umana come l'unica degna dei diritti alla vita, alla libertà, al rispetto, al benessere e alla non discriminazione. Solo scendendo dal "trono" antropocentrico, e accettando l'importanza e la dignità delle altre specie, l’uomo potrà vivere senza arrecare loro sofferenza. Molti temono che rispettando gli animali si rispetti di meno l'uomo. Si tratta di una paura infondata, perché è possibile, e doveroso, invece, rispettare tutti, uomini e animali.

    Non esiste la legittima difesa

    Spesso si sente dire che "l'uomo è più importante". Vera o meno che sia questa affermazione, occorre rendersi conto che, in realtà, non esistono praticamente mai dei casi in cui si debba scegliere tra la propria vita e quella di un animale, casi per cui ci potremmo sentire giustificati dall'agire per legittima difesa. Gli interessi che si contrappongono, nei casi che descriveremo in questo opuscolo, sono sempre interessi molto forti, da parte degli animali: si tratta della libertà, della sofferenza fisica e psicologica, a volte della tortura, spesso della morte, della solitudine, della disperazione. Si tratta, al contrario, di interessi molto deboli (da un punto di vista etico), per gli esseri umani: di divertimento, di golosità, di tradizione, di abitudine, di comodità, di riscontri economici e di carriera.
    La forza che ha l'essere umano per imporre i suoi deboli interessi è molto superiore a quella che hanno gli animali per difendere i loro forti interessi. Pensate a questo semplice concetto, quando leggerete le prossime sezioni: vedrete che in ciascuno dei casi riportati non c'è alcun motivo davvero forte che giustifichi gli abusi sugli animali e che non è mai una questione di vita o di morte per gli esseri umani.

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