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    Nasce un pesce d'acquario geneticamente modificato

    La sagra dei mutanti

    Dopo i cereali e gli animali da laboratorio, tocca agli animali domestici diventare transgenici. Ludico e colorato, il pesce d'acquario dal gene fluorescente, inventato a Taiwan, è destinato ad ammansire i consumatori europei che evitano i prodotti ogm. Simile alla bolla Internet del 1999, il vento di follia borsistica che soffia sulle biotecnologie spinge queste società verso il mercato del tempo libero per il grande pubblico...
    16 febbraio 2004 - Davide Ranzini
    Fonte: Le Monde Diplomatique

    Franck Mazoyer
    Taiwan è in fermento. Tutti gli appassionati di pesci da acquario attendono, per il nuovo anno cinese, il TK 3, terza generazione di un pesciolino lungo sei centimetri che suscita grandi entusiasmi.
    «Night pearl», la perla della notte, è un pesce zebra (Danio rerio) dalle fluorescenze stupende. I negozi di animali ne hanno ordinati a centinaia.
    Eppure questo pesce, proveniente dal sud dell'India, in origine ha un aspetto molto comune. Madre natura lo ha dotato di un colore nerastro assai poco attraente. È diventato una star nel segreto dei laboratori di un'università di Singapore. Perché dietro la sua magica fluorescenza, non c'è niente di naturale. Tutto al contrario.
    Tre anni fa, il dottor Gong Zhiyuan, insieme ai colleghi dell'università nazionale di Singapore, ha innestato, sul genoma del pesce zebra, un gene prelevato da una medusa che sintetizza naturalmente una proteina a fluorescenza verde. Ed ecco avverarsi il miracolo: sotto la pelle traslucida, gli organi del pesce zebra hanno cominciato a brillare di mille colori.
    All'inizio, queste manipolazioni praticate nel segreto dei laboratori tendevano a facilitare il lavoro dei genetisti, rendendo fluorescente l'organo studiato. Tanto che il pesce zebra è diventato da alcuni anni l'animale da laboratorio per eccellenza. Si riproduce con grande facilità e in meno di 72 ore l'uovo passa allo stato larvale, mentre la trasparenza della pelle permette di studiare gli organi interni nei minimi dettagli.
    Per i grandi gruppi internazionali di ricerca genetica il pesce zebra è una cavia ideale. Al punto che ormai nei laboratori sta soppiantando ratti e topi. I ricercatori modificano il suo patrimonio genetico allo stadio di uovo. E dopo 72 ore possono studiare le conseguenze sugli organi. Una vera rivoluzione scientifica.
    Grazie a questo minuscolo pesce, l'organogenesi, lo studio della formazione degli organi, ha fatto grandi passi avanti. Lo si utilizza, per esempio, per capire quali geni entrano in gioco nella formazione del cuore, delle cellule sanguigne, dei muscoli, dei reni, dell'intestino, degli occhi e del cervello. I ricercatori di Singapore sono capaci, inserendo il gene della fluorescenza in una cellula specifica, di centrare un singolo organo. Su richiesta, possono rendere fluorescente il cuore o gli occhi, a seconda dello specifico campo di studio dei loro clienti ricercatori.
    Il dottore Gong Zhiyuan e i suoi colleghi hanno anche creato pesci zebra indicatori d'inquinamento, che diventano rossi a contatto con acque contaminate. Con lo stesso sistema sperano di mettere a punto pesci che cambino colore in base alla temperatura. Dato che le informazioni fanno presto a circolare, una équipe di ricercatori di Taiwan, diretta dal professore Huai-Jen Tsai, ha cercato a sua volta di trasformare il nero pesce zebra in lucciola acquatica. Anche in questo caso l'esperimento è riuscito. Ma questa volta il successo non è rimasto confinato in laboratorio. Willis Fang, direttore della Taikong Corp, la più grande azienda per la produzione di pesci da acquario di Taiwan, ha fiutato subito l'affare: mostrare ai clienti la magica fluorescenza del mutante acquatico.
    Animali domestici transgenici Così l'uomo d'affari e il ricercatore si sono incontrati e c'è stata la firma dell'accordo. La Taikong Corp avrebbe finanziato le ricerche dello scienziato, in cambio dell'autorizzazione a commercializzare il pesce. Nasceva così il TK1, il primo animale da compagnia transgenico.
    Prima produzione: 100.000 pesci mutanti, ottenuti in meno di un mese.
    A 15 euro l'uno, senza alcun costo particolare, l'incasso ammonta a più di un milione di euro! Il jackpot, la gallina dalle uova d'oro per l'impresa e il suo ricercatore. Ed ecco come, un anno fa, Taiwan è stato il primo paese della storia ad autorizzare la vendita di un organismo geneticamente modificato (Ogm) da compagnia.
    La pressione delle associazioni ecologiste ha fatto sì che le esportazioni verso il Giappone e Singapore, già avvenute in passato, siano per ora sospese, in attesa di un'autorizzazione definitiva da parte dei servizi veterinari. La libera vendita è oggi autorizzata solo a Taiwan.
    Ma il contrabbando si organizza. I servizi veterinari hanno intercettato a Singapore diversi carichi di TK1 introdotti illegalmente. Un contagio che sembra colpire anche il resto del mondo. In Francia, le due centrali d'acquisto che si dividono l'80% del mercato dell'acquariofilia, gli stabilimenti Truffault (Animalis) e il gruppo Jardiland, sarebbero state contattate dalla società taiwanese in vista di un inserimento nel mercato francese ed europeo. Le due compagnie assicurano che attualmente nessuno dei loro magazzini contiene animali transgenici.
    Secondo Nicolas Pizzinat, veterinario del gruppo Jardiland, sarebbe tuttavia possibile trovare questo tipo di pesci in alcuni negozi parigini. Dal canto suo, la Taikong Corp spiega che l'azienda non ha ancora il diritto di venderli in Francia, ma può tuttavia esporli.
    Cosa dice la legge francese? Niente. Perché al momento non è in vigore nessuna legislazione sui pesci ornamentali geneticamente modificati.
    Il pericolo è però molto concreto. Soprannominato «Frankenfish», il pesce zebra Ogm preoccupa. L'associazione internazionale per il commercio dei pesci d'acquario (Oata, Ornamental aquatic trade association) ha espresso il suo dissenso, ribadendo che i pesci d'acquario non sono dei gadget. Per calmare gli ecologisti, contrari ai suoi metodi, la Taikong Corp garantisce che le prossime generazioni saranno rese sterili.
    Ma la tecnica di sterilizzazione attualmente più valida (con la formazione di un triploide asessuato) è sicura solo al 70%. Al contrario degli animali geneticamente modificati più grandi (si veda il riquadro), il pesce zebra, come il mais transgenico, pone il problema di una diffusione involontaria. Se venisse liberato nell'ambiente, la grande facilità con cui si riproduce nel suo habitat (oltre 200 uova per deposizione) lo renderebbe assolutamente incontrollabile. Nessuno sa con precisione con quali conseguenze.
    Un certo numero di precedenti consente però di delineare alcuni scenari possibili. L'Ogm sfuggito al controllo può acclimatarsi e conquistare la nicchia ecologica di un'altra specie, fino a farla sparire. La Norvegia ha avuto questo problema con dei salmoni di allevamento selezionati per la loro robustezza. I salmonidi, rilasciati per errore, hanno fatto completamente sparire le specie preesistenti di salmoni locali. Risultato: perdita di biodiversità e rischio di una totale scomparsa della specie in caso di modificazioni dell'ambiente (clima, malattie). La sopravvivenza di una specie, infatti, è resa possibile solo dalla variabilità genetica delle sue sottospecie, che moltiplica notevolmente le possibilità di adattamento.
    Per reintrodurla, l'ufficio norvegese della pesca ha dovuto eliminare, uno per uno, tutti i salmoni di allevamento che avevano contaminato i fiumi. Alcune imprese particolarmente previdenti hanno già intravisto in quest'attacco alla biodiversità ... un affare. In Oregon, negli Stati uniti, c'è un laboratorio, il Zebrafish International Resource Center (Zirc), che mantiene in vita e stocca tutte le specie di pesce zebra esistenti in natura. In cattività riproduce anche i mutanti ottenuti in tutto il mondo.
    Scopo: rivendere ai ricercatori, per farne delle copie ad uso scientifico, i ceppi di pesce zebra, alcuni dei quali sono già scomparsi dal pianeta.
    L'azienda ha capito che la variabilità genetica di una specie rappresenta un vero tesoro per il futuro. La natura ci ha dato il pesce zebra, dalle straordinarie proprietà per la medicina. Tuttavia, le ricerche su questo vertebrato dall'embriologia tanto vicina a quella dell'uomo, rischiano, se il pesce venisse rilasciato per errore, di modificare l'equilibrio ecologico naturale del pianeta, facendo sparire altre specie.
    Il pesce zebra riassume in sé tutta l'ambivalenza del progresso tecnico.
    Grazie a lui, gli scienziati sono entrati nell'era post-genomica.
    Dopo aver sequenziato il genoma di molte specie vegetali e animali, si apre ai ricercatori una prospettiva inedita nella storia dell'umanità: comprendere il ruolo preciso di ciascuno di questi geni e poterne quindi controllare le manifestazioni.
    Innestando un gene di una specie X nel genoma di una specie Y, e attraverso le modificazioni morfologiche che questo comporta, i ricercatori studiano la funzione di ogni gene. Il rovescio della medaglia è la creazione di mutanti, «mostri» e chimere dal futuro inquietante.
    Per alcuni, non c'è alternativa possibile. La mutazione è sempre esistita ed è la chiave della nostra evoluzione. Grazie a lei, da semplici cellule ci siamo trasformati nella specie dominante del nostro pianeta. Questo processo, che risale alla notte dei tempi, è stato fino ad ora naturale. Attraverso migliaia di anni, per esempio, ha permesso agli antenati della specie umana di uscire dall'elemento marino in un primo momento e di arrivare poi alla postura bipede.
    Attraverso le manipolazioni genetiche, l'uomo ha ormai acquisito il potere di accelerare l'evoluzione naturale delle specie - inclusa la sua. Su alcune specie vegetali e animali crea già mutanti più resistenti, più produttivi. Il prossimo sulla lista potrebbe essere lo stesso essere umano. I mutanti rappresenteranno il prossimo stadio dell'evoluzione umana? Solo il futuro potrà rispondere a domande che oggi sembrano surreali. Esattamente come sembrava fantascienza, appena cinque anni fa, poter creare animali da compagnia transgenici.
    La «perla della notte» transgenica si vende già liberamente. I suoi produttori sono sicuri di poterla esportare molto presto in Europa e negli Stati uniti. Hanno appena firmato un contratto di vendita con la Germania per l'inizio dell'anno prossimo. Intanto le manipolazioni genetiche si susseguono senza alcun controllo reale. La Taikong Corp in questo momento sta immettendo sul mercato un modello di pesce zebra di terza generazione, il TK3, mezzo verde e mezzo rosso fluorescente.
    Tra alcuni mesi, afferma il suo direttore, il cliente potrà scegliere, su Internet, la tonalità di colore che desidera e farsi recapitare un pesce unico e personalizzato. Taiwan, Indonesia e Thailandia sono da oltre 300 anni i centri mondiali dell'allevamento del pesce da acquario. In questi paesi, il pesce ornamentale, che si preleva facilmente dal mare, si ritrova solo nell'acquario di famiglia e svolge un ruolo di «confidente», come il cane o il gatto in Europa. Per le famiglie è importante possedere un pesce raro. Per questo, con le riproduzioni incrociate, i produttori ricercano da sempre le forme e i colori più sorprendenti. Il mercato dell'acquario è oggi in piena crescita, favorito, dall'estate scorsa, dall'uscita negli Stati uniti del film a cartoni animati, Alla ricerca di Nemo (Finding Nemo), l'ultima superproduzione degli studios Disney e Pixar.
    Il Glofish, giocattolo fluorescente Il Programma delle nazioni unite per l'ambiente (Unep) e il Marine Aquarium Council hanno calcolato che negli Stati uniti il successo del film ha portato a un aumento del 20% nelle vendite di pesci tropicali.
    Secondo il rapporto 2003 del Centro di conservazione dell'Unep, venti milioni di pesci tropicali, di 1.471 specie diverse, vengono prelevati ogni anno negli oceani per alimentare gli acquari, soprattutto negli Stati uniti (85%), ma anche in Europa.
    Questo commercio rende da 200 a 330 milioni di dollari l'anno. Un pesce di allevamento costa dal 20 al 30% in più, ma è anche più resistente, perché esente da parassiti e abituato a vivere in cattività. La Taikong Corp produce solo pesce di allevamento ed è stata la prima a varcare la frontiera degli Ogm per arricchire il suo catalogo. La prima, ma non la sola. Una società texana, la Yorktown Technologies, specializzata in biotecnologie, annuncia con soddisfazione che metterà in vendita sul territorio americano, il 4 gennaio 2004, un animale da compagnia transgenico: il Glofish, copia quasi conforme del pesce zebra taiwanese.
    Con una differenza: la fluorescenza, in questo caso, non è legata a un gene di medusa, ma ad un gene di corallo fluorescente. L'arrivo di mutanti nelle nostre società sembra ormai ben avviato. Perché limitare la manipolazione del vivente ai soli pesci d'acquario?
    Queste nuove «creature» potrebbero aprire molto presto la strada alla realizzazione di altri animali da compagnia modificati. L'aspetto ludico di queste prime creazioni inganna il pubblico circa i pericoli futuri. Diventa urgente misurare i rischi. Ma la riflessione etica e le conseguenti azioni concrete sulla manipolazione del vivente a fini commerciali sono assai in ritardo sulla realtà.

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