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    Caccia aperta a pispole e prispoloni, l'ultima nefandezza

    25 marzo 2004 - Oscar Grazioli
    Fonte: Libero del 25 marzo 2004


    Sono certo che pochissimi lettori sanno come sono fatte una Pispola o un Prispolone. Magari molti non sanno neanche di cosa scrivo. Si tratta di piccoli uccelli che non raggiungono la spanna e dal peso determinabile in grammi, con una bilancia da farmacista. Perché mi soffermo a parlare di loro? La giunta regionale del Veneto, con delibera del 12 marzo propugnata dall'Assessore alla caccia Massimo Giorgetti, ha pensato bene, oltre a qualche altra nefandezza, di inserire nel carniere venatorio questi uccelli, assieme ad altri che da oltre 25 anni sono protetti un po' in tutta Europa.Pochi giorni fa lo steso Presidente del Consiglio è sceso in campo, con
    tutta la sua autorità, per fermare un nuovo disegno di legge che ci avrebbe portato indietro di numerosi lustri e che avrebbe raccolto grandini e fulmini da parte di tutto il movimento animalista, dai più equilibrati ai più estremisti. Ora ci pensano le regioni a recare i danni evitati a Roma.
    «È un disegno di legge inaccettabile che allontanerebbe il Veneto non solo dall'Europa, ma persino dall'Italia» tuona Andrea Zanoni della Lega Anticaccia Veneta. I lettori mi conoscono ormai e sanno che non sono estremista neanche sulla caccia, ma quando s'inseriscono nel carniere uccelli migratori che pesano 20 grammi e che sono addirittura insettivori, come appunto la Pispola e il Prispolone, allora mi arrabbio anch'io. Ho girato l'Europa per anni con la mia macchina fotografica per immortalare uccelli di tutte le specie, dalle Urie sull'isola di Runde (Norvegia) alle Cicogne nere tra l'Ungheria e la Russia, dai "banali" (ma sospettosi) Saltimpali delle nostre campagne, ai confidenti Cavalieri d'Italia delle nostre risaie. Avrò visto un paio di volte la Pispola e il Prispolone volare veloci, irriconoscibili uno dall'altro, tra i rami di un canneto.
    Impossibile fotografarli se non dopo estenuanti appostamenti. Roba Da National Geographic. Per darvi un'idea di come sono fatti vi posso dire che sono lontani parenti della Ballerina bianca, uccello che si vede di frequente svolazzare o correre sulla strada vicino a stagni e risaie,
    inconfondibile per la lunga coda che fa appunto "ballare" in continuazione. E si vorrebbe reintrodurre la caccia ad uccelli simili? Ma via, d'accordo che più il tempo e gli eventi passano, più ci allontaniamo dalla civiltà, ma si vuole proprio toccare il fondo. Un'altra perla della legge sarebbe la scomparsa degli anelli che identificano i cosiddetti richiami vivi. Per chi non lo sapesse in Italia è ancora consentito usare allodole e altri uccelli che, chiusi in gabbiette, con il loro canto tradiscono i fratelli avvicinandoli alla doppietta. Una volta erano accecati per motivi che
    sarebbe lungo (e triste) descrivere. Oggi ci vedono, ma l'abominio è che si possano ancora utilizzare per questo ignobile scopo. Naturalmente la scomparsa degli anelli favorirà il commercio e la cattura illecita degli uccelli migratori. No, signori miei (e mi rivolgo anche a quelli che si definiscono "veri" cacciatori). Non è sparando a Pispole e Prispoloni che si progredisce verso una moderna regolamentazione della caccia. Non è permettendo l'uso dei richiami vivi (privati o meno dell'anello di riconoscimento) che si muove un passo verso un'attività venatoria che eticamente non condivido, ma riesco a tollerare se la legge la consente.Così si torna indietro e sarebbe opportuno invece andare avanti.

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