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    La miglior vittima dell'uomo

    Torturati, impiccati e abbandonati. Aumentano le violenze sugli animali: 7.100 solo nel 2003, quasi il doppio rispetto all'anno precedente. Grazie anche all'assenza di una legge che punisca gli autori di simili atrocità
    26 marzo 2004 - Tiziana Barrucci
    Fonte: Da il manifesto.it del 26 marzo 2004

    Lager per animali, cani uccisi o sfigurati dai combattimenti, e ancora gatti torturati e impiccati: sono alcuni delle storie raccolte dalla Lav (Lega antivivisezione) nei comuni e nelle città italiane e denunciate nell'ultimo dossier «Animali vittime di maltrattamento» lanciato ieri. In un anno sono quasi raddoppiati i maltrattamenti: nel 2003 erano 7.100 gli animali vittime di violenze rispetto ai 4.000 del 2002. In aumento anche i reati: 269 contro i 100 dell'anno precedente, mentre le denunce formali presentate alla magistratura sono state 90, anche se solo 9 le condanne. E molti restano i reati ignoti. Gli animali più maltrattati sono i cani, che ammontano a 4.269, di cui 387 deceduti in seguito alle violenze subite, anche se la percentuale di mortalità più alta spetta ai gatti: su 250 maltrattati, 105 sono morti.
    «L'indagine conferma che in Italia si può maltrattare o uccidere un animale facendola facilmente franca perché il nostro ordinamento giuridico è del tutto impreparato ad affrontare simili reati a livello di disciplina sanzionatoria, preventiva e repressiva - dice Gianluca Felicetti, responsabile rapporti istituzionali della Lav - Nel nostro attuale ordinamento gli animali sono ancora equiparati a "cose" e quindi privi di reale tutela normativa, ma la crescente popolazione di animali che abita il nostro paese ha bisogno di una tutela concreta». Per questi motivi, secondo Falcetti, «il parlamento non deve perdere l'occasione di approvare con urgenza la legge "Disposizioni a tutela degli animali" per reprimere, finalmente, i maltrattamenti, l'abbandono, i combattimenti, l'uso di cani e gatti per farne pellicce».

    Una legge antiviolenze
    Questo testo, una riforma del codice penale in materia di maltrattamenti, è ora a metà del suo iter parlamentare - approvato dalla camera nel gennaio del 2003 e dal senato, dopo alcune modifiche, nel luglio seguente - ma gli animalisti ne sollecitano l'approvazione. La strada verso una rivoluzione di questa situazione è secondo molti già a buon punto visto che lo scorso febbraio la commissione affari costituzionali della camera ha approvato, su indicazione del relatore Schmidt, il testo base di modifica dell'articolo 9 della Costituzione italiana inserendo, oltre alla difesa dell'ambiente, la frase «la repubblica tutela le esigenze, in materia di benessere, degli animali in quanto esseri senzienti». Cosa che farebbe diventare l'Italia il secondo paese, dopo la Germania, ad avere anche gli animali non umani nella sua carta fondamentale.
    In sostanza, il testo di legge in questione punisce con reclusione o pene pecuniarie e, seppure con alcuni limiti, secondo la Lav rappresenta un enorme cambiamento in positivo per la considerazione giuridica degli animali. Prevede, tra l'altro, la reclusione - o la multa da 3 mila a 15 mila euro - per alcuni reati contro gli animali come il maltrattamento, il doping o l'abbandono (da tre a un anno per i primi due, fino a un anno per il terzo). Per l'uccisione, invece, supera la vecchia distinzione tra animale altrui - considerati «patrimonio» - animale «proprio senza maltrattamento» (finora non sanzionata) o di animale «di nessuno», punendole tutte con una reclusione da tre a diciotto mesi. In caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, poi, verrebbero disposti la confisca degli animali usati e affidati ad associazioni con spese anticipate dallo stato, che potrà rivalersi sul condannato. Per chi è coinvolto in produzione, commercializzazione e importazione di pelli di cani o gatti, infine, ci sarà l'arresto da tre mesi a un anno o un'ammenda che oscillerà tra i 5 mila e i 100 mila euro.
    Insomma, seppure non in grado di cambiare proprio tutto - fin dall'inizio non è mai stato inserito il divieto di detenzione di animali per chi è stato condannato per maltrattamenti - secondo la Lav bisogna spingere affinché questo testo venga approvato. A tale fine sabato 27 e domenica 28 marzo, sabato 3 e domenica 4 aprile l'associazione organizzerà in 400 piazze italiane le giornate nazionali contro il maltrattamento degli animali: tutti potranno firmare e consegnare al presidente e ai componenti della commissione giustizia della camera e del senato una cartolina-appello per sollecitare la velocizzazione dell'iter legislativo.

    Note:

    http://www.ilmanifesto.it/oggi/art81.html

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