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    Telm Zaragoza fu il primo sindaco a proclamare Tossa de Mar "città senza corrida"

    Passi avanti in Spagna verso l'abolizione della corrida

    Quello che Telm non ha fatto in tempo a vivere è accaduto il 6 aprile scorso, quando, durante una riunione plenaria del consiglio municipale di Barcellona, ha avuto luogo un avvenimento storico. Il sindaco ha permesso ai consiglieri di votare in segreto. Il risultato è stato di 21 voti a favore per una Barcellona anticorrida, 15 contro e 2 astensioni
    22 aprile 2004 - Oscar Grazioli

    Molto spesso scrivere di animali vuol dire scrivere di uomini, tanto i destini degli uni e degli altri s'incrociano su questo granello di polvere che galleggia nell'universo. Questa rubrica si apre oggi con l'omaggio a un uomo spagnolo morto il 16 marzo nell'oblio generale, se si eccettuano i cittadini che per anni ha governato e i molti amici che condividevano una battaglia per lui molto scomoda. Telm Zaragoza era il sindaco di Tossa de Mar, città spagnola divenuta luogo simbolico per tutti quelli che combattono uno "spettacolo" crudele e legalizzato in un Paese che ha raggiunto livelli di civiltà ed emancipazione encomiabili. Telm Zaragoza fu il primo sindaco di Spagna a proclamare Tossa de Mar, città senza corrida. L'uomo non ha fatto in tempo a vivere uno dei momenti di maggiore esaltazione, per chi combatte contro questa pratica che chiamare sport è una bestemmia. Non me ne vogliano gli amici spagnoli che tentano di farmi capire che, come sosteneva Hemingway, "la corrida è un'espressione artistica", che solo gli spagnoli possono capirla fino in fondo. Esiste un linguaggio, quello della violenza, che dalle tribù del Chapas ai salotti culturali della Paris lumière, è intelligibile per ogni uomo. Le competizioni sportive hanno dei paletti che consentono a chi gioca di partire con le stesse speranze o, quanto meno, con le stesse regole. Per questo la caccia non è uno sport e mi rifiuto di accettare che vi sia qualcosa di sportivo, anzi di "artistico" nella corrida. Se qualcuno volesse disquisirne con me a fine articolo c'è la mia e-mail. Anche parte degli spagnoli si sta accorgendo che, al di là del business turistico, la corrida si risolve in un macello dove il sangue del più debole, disonorato e torturato, scorre nell'arena. Quello che Telm non ha fatto in tempo a vivere è accaduto il 6 aprile scorso, quando, durante una riunione plenaria del consiglio municipale di Barcellona, ha avuto luogo un avvenimento storico. Il sindaco ha permesso ai consiglieri di votare in segreto. Il risultato è stato di 21 voti a favore per una Barcellona anticorrida, 15 contro e 2 astensioni. Si tratta di un grande passo verso l'abolizione della corrida poiché, anche se il consiglio municipale di Barcellona non può interdire la corrida, aumenta il peso per sollecitare la cessazione di questa pratica presso il Parlamento Catalano che ha il potere legale di prendere una decisione in merito. In questo modo, le corride non sarebbero abolite solo a Barcellona ma in tutta la Catalogna. Essendo la Spagna divisa in 17 regioni autonome, è lecito sperare che altre regioni prendano analoghi provvedimenti. Per questo vi chiedo di inviare all'Alcade de Barcellona, M. Joan Clos poche semplici parole, anche in italiano. Sono certo che le capirà. "Grazie. No alla corrida". L'indirizzo e- mail è alcade@bcn.es , fax: (0034) 93 317 0139. I tori ringrazieranno.

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