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    L'ingegneria genetica riduce i test sugli animali

    L'Istituto di  tecnologie biomediche del Cnr  ha messo a punto una nuova metodica cellulare che riduce il numero di animali utilizzati nella sperimentazione tossicologica.
    10 maggio 2004 - Mario Masi


    L'Istituto di  tecnologie biomediche del Cnr  ha messo a punto una nuova metodica cellulare che riduce il numero di animali utilizzati nella sperimentazione tossicologica.
    Tale metodologia permetterà di salvare la vita ai piccoli roditori, soprattutto topi, che vengono utilizzati nei test di valutazione del grado di tossicità, per fare degli esempi, dei farmaci, dei conservanti e additivi alimentari o dei composti chimici utilizzati nell1industria o delle onde elettromagnetiche emanate da telefonini o dagli elettrodomestici di casa.
    Oggi dunque la scienza, per effettuare tali test, ricorre a cellule animali in coltura, in particolare agli epatociti, ossia alle cellule del fegato, che però hanno una vita breve e quindi per averne di nuove è necessario sopprimere continuamente altri nuovi topi.
    "La metodica da noi realizzata", sostiene Paolo Vezzoni del CNR, che, con Maria Grazia Sacco dello stesso istituto e con il gruppo di Marco Tripodi della Sapienza di Roma, è autore del brevetto, "consente di ottenere da topi transgenici cellule epatiche, che, grazie all1oncogene c-met, non perdono le caratteristiche dell'epatocita maturo e quindi adatto alla sperimentazione, ma, nello stesso tempo, una volta raggiunta la differenziazione, non muoiono, ma sopravvivono indefinitivamente".
    Parliamo quindi di topi transgenici, animali in cui è stata prodotta una modificazione del patrimonio genetico mediante l'inserzione di un gene esogeno, cioè di un frammento di DNA.
    "Gli studi condotti in vari laboratori internazionali, continua  Vezzoni, hanno dimostrato che, sebbene auspicabile, è attualmente impossibile eliminare completamente l1utilizzo degli animali nella sperimentazione biomedica. E' possibile però, come dimostra la metodologia che abbiamo brevettato, diminuire drasticamente il loro uso da parte dei ricercatori, sfruttando le opportunità che l'ingegneria genetica mette a disposizione".
    Certo, il problema delle applicazioni biotecnologiche sugli animali è un argomento non facile da affrontare e la possibilità di introdurre e far esprimere geni di varia natura in animali di piccola taglia ha aperto la via a realizzazioni di cui è ben manifesta la valenza economica e sociale ma non sempre se ne può individuare un equivalente valore morale.
    Il caso sopra descritto sicuramente farà discutere, perché se da un lato non può non essere apprezzato dagli ambientalisti il salvataggio di tanti roditori destinati ai test di laboratorio, gli stessi ambientalisti non potranno non nutrire diffidenza nasi dinanzi a progetti che prevedono una ingegnerizzazione degli animali.

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