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    Caccia alle balene Stop alla mattanza

    La Norvegia lo ammette senza mezzi termini. Ammazzerà 700 balenottere minori per puri scopi commerciali, mentre il Giappone e l'Islanda si fanno scudo degli studi scientifici per uccidere balenottere minori, balenottere tropicali, balenottere boreali e capodogli, a centinaia
    13 maggio 2004 - Oscar Grazioli

    Sarà perché le ho viste. Sarà perchè quando ti trovi davanti a loro, come a qualsiasi grande spettacolo della natura, ti senti meno di un mollusco, ma è odioso che poche nazioni, in spregio ai trattati del mondo intero, scaglino i loro moderni arpioni esplosivi contro quei santuari naturali che sono le balene. Quando ci siamo imbarcati su una vecchia baleniera e da Andeness siamo entrati nel mare di Norvegia battuto da un vento gelido e maligno, pensavamo solo a come combattere la nausea e il vomito che neanche le pastiglie distribuite prima dell'imbarco riuscivano a contenere. Dove non sono arrivati i farmaci, sono riusciti i primi capodogli avvistati. Di colpo l'attenzione era solo su questi enormi mammiferi acquatici e sulla loro monumentale coda che si immerge spingendo l'animale nelle profondità alla ricerca dei calamari giganti. Quando ti avvicini a pochi metri da un capodoglio e ne misuri la potenza solo dal soffio di schiuma che esce dallo sfiatatoio, quando ti imbatti nella balenottera comune lunga 25 metri, quando Moreno, il veterinario spagnolo che ti fa da guida punta l'indice e ti urla «Mira ! (Guarda!)» perché all'orizzonte danza sui marosi il primo gruppo di orche della stagione, ti chiedi «perchè». Perchè dobbiamo insanguinare il mare squarciando con arpioni micidiali questi gioielli che la natura ci ha affidato confidando in noi? Perchè tradire un patto ancestrale seguendo il profumo dei soldi anzichè quello della salsedine marina? La Norvegia lo ammette senza mezzi termini. Ammazzerà 700 balenottere minori per puri scopi commerciali, mentre il Giappone e l'Islanda si fanno scudo degli studi scientifici per uccidere balenottere minori, balenottere tropicali, balenottere boreali e capodogli, a centinaia. La Commissione Internazionale scientifica sui Cetacei (IWC) ha controllato il piano di studi islandese e lo ha bocciato. Ci sono metodi migliori per studiare le balene. Ad esempio, lasciarle in vita. Quando sono morte la carne finisce nei raffinati ristoranti di cucina giapponese, non sotto il microscopio degli scienziati. Le balene nell'ultimo secolo sono state decimate per ragioni meramente commerciali. Da qui il divieto di caccia che tutto il mondo sostiene eccetto tre nazioni: Norvegia, Giappone e Islanda. Le false motivazioni scientifiche risiedono nell'eccessiva quantità di pesce che i cetacei mangerebbero, mentre è noto che l'impoverimento dei mari è dovuto ad una sconsiderata pesca attuata dall'uomo. La Norvegia accampa ragioni di approvvigionamento locale, mentre sappiamo che la nazione deve ancora smaltire l'eccesso di carne di balena, frutto della caccia praticata l'anno scorso. Il Giappone distribuirà la carne di balena sul suo territorio come l'anno scorso, quando gli "scienziati" nipponici hanno distribuito 3000 tonnellate di carne di balena per un valore di 52 milioni di dollari (fonte Greenpeace) nei piatti dei loro ristoranti. Lanciare arpioni esplosivi a controllo elettronico contro questi monumenti della natura è un crimine. Sono convinto che oggi anche Ishmael racconterebbe la storia di un viaggio alla fine del quale il capitano Achab e Moby Dick diventano amici fraterni.

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