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    La Corte Costituzionale boccia una legge regionale sulla vivisezione

    Vivisezione, nuove sofferenze per gli animali

    Il divieto dell’allevamento e della vendita di cani e gatti a fini sperimentali che la giunta dell’Emilia Romagna, aveva votato all’unanimità, è stata annullata ieri dalla Corte Costituzionale, su richiesta della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
    20 giugno 2004 - Oscar Grazioli
    Fonte: www.libero.it
    12.06.04


    E brava la nostra Corte Costituzionale. Con una paginetta ha tirato un colpo di bazooka su una legge regionale che aveva superato due ricorsi al TAR, uno al Consiglio di Stato e che aveva ricevuto il parere favorevole dell’Unione Europea, una legge che tutti, a destra e sinistra, avevano votato e avevano applaudito.

    Vivisezione,nuova legge Verdi-FI
    La legge dell' Emilia-Romagna 'Norme contro la vivisezione', recentemente bocciata dalla Corte costituzionale, e' stata ripresentata con le stesse firme bipartisan che l' avevano promossa in prima istanza, quelle dei consiglieri regionali Antonio Nervegna (Fi) e Daniela Guerra (Verdi).In una nota congiunta, i due consiglieri ribadiscono che intendono ''vietare l' utilizzo e la cessione di cani e gatti a fini sperimentali e proporre l' utilizzo di metodi alternativi alla sperimentazione animale mediante un programma di ricerche specifiche''. ''Riproporre per la seconda volta una legge gia' rigettata dalla Corte costituzionale - aggiungono - significa ribadire il nostro impegno e la nostra volonta' nel far cessare inutili atti di crudelta' verso gli animali e favorire una corretta convivenza tra uomo e animali''.Secondo Nervegna e Guerra, ''la proposta di legge trova la sua legittimita' nella modifica dell' art.117 della Costituzione che conferisce alle Regioni potesta' legislativa in materia di tutela della salute, in cui rientra a pieno titolo la sanita' pubblica veterinaria e, quindi, anche la competenza in materia di benessere e sperimentazione animale''.(fonte: animalieanimali.it 18-06-2004)

    Il divieto dell’allevamento e della vendita di cani e gatti a fini sperimentali che la giunta dell’Emilia Romagna, aveva votato all’unanimità, è stata annullata ieri dalla Corte Costituzionale, su richiesta della Presidenza del Consiglio dei Ministri. “La vivisezione e la sperimentazione a scopi didattici è di competenza dello Stato”. Questa in sintesi la motivazione associata al fatto che lo Stato tutelerebbe già a sufficienza gli animali che vengono avviati sui freddi tavoli di marmo dove si continuerà a consumare la loro agonia.
    Abbiamo fatto una lunga inchiesta sulla vivisezione. Abbiamo rivelato, fatti e, dati alla mano, che gli esperimenti sono quasi sempre farse buone per ottenere punti o per arraffare soldi pubblici e il consenso delle ditte farmaceutiche. Abbiamo dimostrato, tramite un dirigente pentito, che i controlli ministeriali, evocati dalla Corte, finivano spesso al bar. Il famoso caso Morini, che ha dato la stura a tutto, non ha insegnato niente. Su quel camion, fermato a Bolzano viaggiavano 56 cani che finivano sull’altare della scienza a beneficio della nostra salute. Peccato che invece di torturare cani di 6 mesi, si lavorasse su cuccioli di 40 giorni.
    Qui sta la ragione del ritiro di migliaia di farmaci, ogni anno, in tutto il mondo. Qui sta il motivo delle strane reazioni collaterali che vengono fuori quando il farmaco entra nelle case. la motivazione è che gli esperimenti o sono inutili o sono falsati. “ Un ostacolo alla ricerca scientifica, scrive la Corte in relazione alla legge contro la vivisezione. Da un parte si blocca completamente la ricerca sulle cellule staminali e embrionali, dall’altra si tuona contro l’oscurantismo di chi vorrebbe fermare la ricerca.
    La regione Emilia Romagna è andata sopra le righe, con la sua arroganza legislativa ed è stata bacchettata da Roma. E tutti si riempiono la bocca di federalismo. Tre anni fa siamo andati ad un referendum sui poteri delle regioni e il popolo sovrano si è espresso perchè avessero poteri. Ecco il risultato. Qualche briciola sia loro concessa, ma quando gli interessi diventano pesanti il popolo non conta più niente. Questa sentenza non ha fatto perdere un’importante battaglia agli animalisti. Questa sentenza, ancora una volta, ha proiettato sullo schermo della nazione un vecchio film i cui attori, nani e ballerine, ci costringono a tenere gli occhi aperti nella speranza di prendere l’ennesimo applauso. Di certo non il mio.

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