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    Finalmente la legge si schiera col buon senso

    Dalla settimana scorsa, la Corte di Cassazione ristabilisce per gli animali il diritto di non essere maltrattati a priori, quando non esista un’aggressione verso l’uomo.
    22 giugno 2004 - Oscar Grazioli
    Fonte: www.libero.it
    19.06.04


    Fino a ieri per maltrattare un animale occorreva avere infierito duramente su di lui, ancora meglio se c’era di mezzo un cranio fracassato, un arto tranciato, insomma almeno un grosso brandello di pelle strappata. E tutt’al più, pur con “il corpo del reato” si rischiava una multa che alla fine ammontava ad una vera e propria cantata. Da ieri ci viene in aiuto la Corte di Cassazione che finalmente ristabilisce per gli animali il diritto di non essere maltrattati a priori, quando non esista un’aggressione verso l’uomo. Per fortuna, nonostante il latitare dei nostri legislatori, questa volta è intervenuta la magistratura ad affermare un principio fondamentale che vige in campo umano e speriamo, d’ora in poi, anche in campo animale.
    Vi voglio ricordare un episodio, accaduto in provincia di Lucca, che abbiamo narrato un paio d’anni fa su libero. Un cane fu investito da una macchina e giaceva in mezzo alla strada con una zampa fratturata. In quel momento sopraggiungeva un’altra automobile con due muratori che scendevano dall’auto avvicinandosi al cane. Sotto gli occhi della proprietaria e con il veterinario che stava arrivando, uno degli operai ritornò verso il baule della macchina, lo aprì estraendone un grosso martello. Dopo un breve colloquio con l’altro operaio, nella totale incredulità di chi assisteva, il muratore prese a martellare il cane giudicando che non v’era nient’altro di meglio da fare. Il processo che seguì alla denuncia finì con il magistrato che assolveva i due operai in quanto avevano agito in stato di necessità.
    Quest’ultima sentenza della Corte di Cassazione, che condanna un maltrattamento preventivo, ci fa riconciliare parzialmente con il sistema giuridico e ancor più con il buon senso. In caso contrario chiunque potrebbe infierire su qualsiasi animale, sostenendo che il suo agire sia legittimato da un potenziale atteggiamento di aggressività in corso. Vale a dire, io sospetto fortemente che l’espressione torva di quel cane preluda ad un attacco nei miei confronti e gli ammollo una bella badilata preventiva sul cranio. Così evitiamo dubbi. Mi spiace per i portalettere, categoria amata e odiata (a seconda di ciò che portano) e per la loro atavica lotta con cani che digrignano denti e morsicano garretti, ma dovranno convincersi che rifilare un colpo di vanga sulla testa di un Pitbull soltanto perché ha la sfortuna di avere un’espressione un po’ corrucciata, non rientrerà nelle loro mansioni. Dovranno limitarsi a reagire solo se potranno mostrare il loro bel “sette” nella divisa d’ordinanza. Meglio ancora una piccola ferita sul polpaccio.

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