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    Presentato a Londra un progetto di legge a tutela di tutti gli animali. E’ polemica

    Difesi anche gli insetti, «se è dimostrato che soffrono»

    Secondo il progetto del sottosegretario Ben Bradshaw, saranno tutelati tutti gli esseri che, secondo la scienza, patiscono dolore. Un mondo animale in cui potrebbero rientrare gli insetti, i bruchi, le lumache e i vermi.
    12 luglio 2004 - Alessio Altichieri
    Fonte: www.corriere.it
    11.07.04

    Gli italiani che credevano d’essere all’avanguardia nella tutela degli animali, perché finalmente è diventato un reato abbandonare un cucciolo in autostrada, leggano qui: se quanto scriveva ieri il Times risponde a verità, tra pochi giorni il governo di Tony Blair presenterà un progetto di legge con cui si condanna fino a un anno di carcere (e 30 mila euro di multa) chi maltratta gli animali. Quali animali? Il gatto di casa alla cui coda è legato un barattolo, la mucca che non viene portata ad abbeverarsi, la cocorita a cui non è stata ripulita la gabbia? Sì, ma non solo: secondo il progetto del sottosegretario Ben Bradshaw, saranno tutelati tutti gli esseri che, secondo la scienza, patiscono dolore. Un mondo animale in cui potrebbero rientrare gli insetti, i bruchi, le lumache e i vermi.

    Un’assurdità? Non proprio, ma quasi. Il principio è giusto. L’associazione per la protezione degli animali (Rspca) da tempo chiedeva che venisse aggiornata la legge in materia, che risale al 1911. Ci sono casi di crudeltà che non vengono repressi, come il trasporto di bestiame in condizioni pietose - verrebbe da dire, disumane - che deve cessare. Perciò la nuova legge darà il diritto agli ispettori della Rspca di accedere a ogni mezzo di trasporto (camion, treni, traghetti, aerei) per verificare che il bestiame sia trattato decentemente. E, con mandato di polizia, potranno entrare anche nelle case, perché ogni proprietario di animale, sia casalingo, d’allevamento o esotico, avrà un «dovere di cura» delle sue bestie.
    Perfetto. Ma ecco una precisazione: anche gli animali non ancora nati avranno la stessa tutela. E qui, dove le bestie e gli esseri umani sembrano equiparati, sorgono le prime perplessità. Il Times ha chiesto un parere al filosofo Roger Scruton, il quale s’avventura a dimostrare che la questione se un pesce rosso e uno scarafaggio soffrano il dolore come me e come te non sia scientifica, ma filosofica. Certo sono esseri viventi, hanno sensibilità, ma non hanno la coscienza del potenziale dolore.

    La domanda sollevata dalla proposta di legge, argomenta Scruton, è improponibile: «Ciò non significa che i bambini debbano strappare le ali alle farfalle. Ma non significa nemmeno che gli adulti, se lo fanno, debbano finire in prigione».

    Eppure, con tutto il rispetto per il bisturi logico di Scruton, la questione è forse più semplice. Prendiamo storie note. Nella caccia alla volpe, dove mute di cani inseguono una sola bestiola, la vittima spesso muore di terrore, prima che sbranata, eppure c’è gente che giustifica la caccia con ragioni etiche, economiche, ecologiche. Anche nell’ippica, dove un cavallo viene frustato - gli speroni sono aboliti - per essere spinto al traguardo o nell’addestramento dei cani (anche per i ciechi) è ammessa una certa quantità di violenza, purché proporzionata allo scopo da raggiungere. E nella specie umana vale la stessa regola, se l’altro giorno la Camera dei Lords ha stabilito che per educare un bambino lo si può sculacciare, ma non troppo: scappellotti sì, sberloni no. Ma il ragionamento non va spinto agli estremi. Per spiegare perché la legge non vieterà il taglio della coda ai cani di razza, come vorrebbero gli animalisti, Bradshaw ha detto: «Sarebbe strano se noi permettessimo la circoncisione degli uomini e poi fossimo ultradraconiani rispetto agli animali. Io voglio una legge giusta, ma utile e applicabile». Altolà, sottosegretario, si fermi: se mettiamo galline e uomini nello stesso pollaio creiamo una fattoria degli animali più aberrante di quella di Orwell. E’ vero che nel mondo animale siamo tutti uguali, ma grazie al cielo c’è qualcuno che è più uguale degli altri. Altrimenti, non vorremmo che con nuovi successi nel campo dei trapianti, per esempio, ci fosse chiesto di donare un organo al maiale che grugnisce nel truogolo.

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