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    Balletto da cani nel più antico teatro di Londra

    Alain Platel porta in scena 14 quattrozampe nel suo «Wolf» su musiche di Mozart
    25 agosto 2004 - Paola De Carolis
    Fonte: www.corriere.it
    25.08.04

    Wolf Wiggle, Dracula, Bilbo, Busy, King, Pumba, eccetera. Accanto al nome di dieci ballerini, diciannove musicisti e tre cantanti compaiono, sul programma dello spettacolo che andrà in scena al Sadler’s Wells di Londra il 9, 10 e 11 settembre, quello di quattordici star del tutto insolite: Wolf , la più recente fatica del coreografo-regista-pedagogo fiammingo Alain Platel, segna il debutto, sulla più antica ribalta di Londra, tempio della danza classica, di una nutrita squadra di cani. Sono ovviamente animali un po’ speciali, addestrati appositamente per le 2 ore e 20 di rappresentazione da un team di esperti, ma pur sempre cani: in scena sembrano completamente a proprio agio, come gli altri protagonisti, eppure gli incidenti sono inevitabili.
    «Capita che, nel bel mezzo di una scena intensa e tragica, uno di loro decisa di fare i suoi bisogni», ha raccontato Platel. «Generalmente spetta al ballerino che fa il mendicante raccogliere tutto, ma se lascia qualcosa siamo una squadra, ballerini e cani: può pensarci qualcun altro».
    L’idea di portare in scena il miglior amico dell’uomo è nata all’improvviso, ascoltando Così fan tutte . «Mi sono stupito anch’io, ma la prima cosa che mi è venuta in mente sentendo quelle arie meravigliose è stata un branco di cani», ha spiegato il fondatore del corpo di ballo «C de B». «Un’immagine che non riuscivo a scacciare». E così ha ceduto: per la realizzazione di Wolf , da Wolfang Amedeus Mozart, Platel si è avvalso della collaborazione di Regina Louf, proprietaria di un canile ed esperta educatrice di esseri a quattro zampe. Wolf
    «Il cane - ha sottolineato la Louf - è capace di tutto. Ha solo bisogno di capire cosa deve fare e quando, ha bisogno di qualcuno da seguire». Nell’arco di sei mesi, due ballerini hanno trascorso due giorni a settimana nel canile della Louf, dove hanno fatto amicizia con i loro co-interpreti. «Per i cani i due ballerini - e in particolare quello che fa il mendicante - sono diventati "maschi alpha", ovvero figure da seguire sempre», ha spiegato l’addestratrice. «È incredibile quanto li imitano. Quando si muovono li seguono, quando si fermano si fermano anche loro».
    La vera sorpresa è stata, oltre alla loro bravura, l’amore per lo spettacolo e, soprattutto, per l’applauso finale. «Mi preoccupava il fatto che potessero non voler prendere parte al progetto», ha raccontato Regina. «E invece si sono prestati subito. Pumba in particolare è diventato un vero esperto, si lavora ben bene la folla. Ha un ruolo molto particolare, sta dentro il costume di una ballerina. Quando ha finito si fa sempre avanti per ricevere il suo applauso. Se è troppo corto e non gli basta torna fuori». wolf
    Inizialmente Platel - che ha ambientato lo spettacolo in un centro commerciale trasandato pieno di vagabondi, emarginati, senza tetto - aveva in mente per i cani un ruolo secondario. «Dovevano essere una presenza continua sul palcoscenico, a volte un po’ assonnata, a volte sorprendentemente minacciosa. Invece ognuno di loro ha una personalità forte, si sono imposti. Hanno legato con il resto del cast, in modo del tutto particolare e non umano. Mi piace il fatto che non possiamo sapere chi sono».

    Note:

    Promo:http://www.sadlerswells.com/whats_on/2003_2004/cdelab.asp?movid=qtlg#video

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