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    Pet Therapy, Dino torna a vivere grazie alla compagnia di Bobi

    La Pet Therapy, termine inglese traducibile con le parole "Terapia tramite l'animale domestico", è una terapia di supporto che utilizza i benefici psicologici derivanti dalla "vicinanza tattile e visiva" di animali cosiddetti domestici.
    2 settembre 2004 - Oscar Grazioli

    Immagini Google Leggo di questa storia sul sito animalieanimali.it. Un anziano, di nome Dino, ospite di un “gruppo di famiglia” in quel di Foligno, vive da oltre 20 anni immerso nel suo mondo oscuro, quello dei disturbi psichici. Tutti i giorni sono uguali, scanditi dai ritmi dei pasti, del sonno che porta incubi e della veglia che non riesce a procurare spunti di interesse, figuriamoci di gioia. Dino ha deciso di non partecipare più alla vita, tanto da rifiutare esami e trattamenti. Infermieri ed assistenti sociali sono costretti a fare quello che possono nel suo domicilio coabitato da altri anziani che se la passano, chi un po’ meglio di lui, chi un po’ peggio. Dino non ha mai sentito parlare di pet therapy. Dino non legge. Contempla il mondo che scivola al suo fianco. Una mattina Dino apre la finestra: una botta di vita, guardare fuori in strada. Davanti al portone c’è Bobi, un piccolo bastardino che lo guarda con aria interrogativa. Chissà per quale oscuro meccanismo, una favilla di luce straccia le tenebre. Dino chiama gli assistenti sociali e chiede loro di accompagnarlo giù, per dare un’occhiata a quel botolo che lo guarda. Sulle prime gli assistenti sono titubanti, poi incalzati dall’interesse dell’uomo portano in casa Bobi. Per Dino scocca la prima scintilla di interesse per la vita dopo 20 lunghi anni di oscurità. Decide che Bobi ha bisogno di un bel bagnetto. Un mastello d’acqua, una spugna e un po’ di shampo ed eccolo spazzolare il mantello non proprio pulito del bastardino. Poi si passa alla dispensa delle cibarie, dalle quali escono le leccornie che Dino riserva a Bobi. “Per quanto Dino manifestasse talvolta qualche lieve miglioramento”, dicono gli assistenti della casa Foligno, “un risveglio siffatto verso la voglia di vivere non l’avremmo mai creduto possibile. Addirittura l’anziano ora esce per andare a pagare le utenze, a lui intestate, presso l’ufficio postale”. Dino e Bobi diventano inseparabili e il loro legame si riflette anche sull’umore degli altri ospiti anziani. Ora dovranno tutti abbandonare il piccolo centro per una nuova “casa di accoglienza” che il comune di Foligno sta costruendo. Naturalmente nella nuova casa ci sarà un piccolo “letto” in più, un altro posto a tavola. Sì, insomma l’avete capito. Ci saranno la cuccia e la ciotola di Bobi che non ha la minima intenzione di staccarsi da quell’uomo che una mattina lo ha guardato incuriosito da una finestra che non prometteva nulla, se non il grigio dell’asfalto. Dino non sa assolutamente nulla di pet therapy, di terapia comportamentale con l’uso di animali. Neanche Bobi e, per una volta, neanche noi. Ci basta pensare semplicemente che, ancora una volta, un uomo ha incontrato un cane.

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