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    Dal 1° di ottobre chi si recherà all’estero con un cane, un gatto o un furetto dovrà munirsi del passaporto.

    Vaccini e chip: come ottenere il passaporto di Fido

    Indispensabili l’identificazione dell’animale all’Usl con l’apposito tatuaggio e l’antirabbia
    29 settembre 2004 - Oscar Grazioli
    Fonte: www.libero.it
    29.09.04

    Nina & Olmo Dal 1° di ottobre chi vorrà recarsi all’estero con un cane, un gatto o un furetto (non più di 5 animali se non è considerato commercio) dovrà munirsi del passaporto. Questo vale non solo per i paesi dell’attuale Europa, ma anche per paesi che di questo continente non fanno politicamente parte, avendo deciso di starsene fuori, ovvero Andorra, Islanda Liechtenstein , Monaco, Norvegia, San Marino, Svizzera.
    Peccato che nel regolamento abbiano dimenticato Malta. Non avevano il mappamondo.
    Se c’è un articolo del regolamento, che è stato largamente disatteso è il numero 11. Recita: “Gli stati membri forniscono al pubblico informazioni chiare e facilmente accessibili (…)”. La cosa certa è che, nonostante una proroga di tre mesi, non solo il pubblico non è informato, ma ci sono intere regioni dove, anche tra gli addetti ai lavori, regna il solito caos e la solita cronica mancanza di notizie certe. Ma vediamo cosa è questo documento e come si dovrebbe ottenere.
    Allora, poniamo che il Sig. Bianchi debba andare in Germania il 2 di ottobre con il suo bassotto tedesco. Dovrebbe avere tatuato o chippato con sistema elettronico il cane in modo che sia identificabile, avere effettuato la vaccinazione contro la rabbia e recarsi alla propria USL che trascriverà i dati sul famoso passaporto. Con tale documento il bassotto Von Fido potrà vedere la sua amata patria. Dopo la prima volta, in cui il proprietario deve recarsi con il cane presso l’USL (e qui sta l’agevolazione), sarà sufficiente recarsi dal proprio veterinario per la vaccinazione antirabbica e si potrà espatriare senza ulteriore atti burocratici.
    Attenzione però. Ci sono alcuni paesi (la solita Inghilterra, Irlanda, la Svezia e la negletta Malta) che non si fidano degli altri. Vogliono un esame del sangue che dimostri la presenza di un certo tasso di anticorpi nei confronti della rabbia, segno che il cane è stato sicuramente vaccinato. Sempre meglio della precedente quarantena. Ci sono altri paesi che pretendono trattamenti per l’echinococcosi (una malattia parassitaria grave e trasmissibile all’uomo) e disinfestazioni contro le zecche.
    Esiste una deroga per gli animali più giovani di tre mesi, purché siano sempre vissuti nel territorio in cui sono nati.
    Il passaporto europeo sostituisce dunque i precedenti certificati, ma non pare una grande innovazione. Oltre tutto il terrore di certi paesi per la rabbia mi pare eccessivo, considerato che un uomo, infettato con l’Ebola, può alzarsi in volo da Nairobi e atterrare a Londra per andare ad ammirare i reperti egizi al British Museum. Proprio di fianco a voi.

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