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    La Lav chiede di vietare il commercio delle pellicce di foca

    La Lega anti-vivisezione ha chiesto che l’Unione Europea e l’Italia vietino ogni forma di commercio di prodotti derivati dall’uccisione delle foche.
    9 ottobre 2004 - Oscar Grazioli
    Fonte: www.libero.it
    7-10-2004

    foche Ieri l’altro il direttore della LAV Michele Grisanti è stato ascoltato presso la Commissione Ambiente e Agricoltura del Consiglio d’Europa. Argomento, le foche del Canada, le cui pelli, pellicce ed altri derivati vedono l’Italia tra i maggiori mercati mondiali con 8,4 milioni di euro di importazioni e 16,2 milioni di euro di esportazioni negli ultimi tre anni.
    Tutto il mondo protesta nei confronti di un paese che ha autorizzato l’uccisione di un milione di foche nel triennio dal 2003-2004-2005 senza alcuna ragione scientifica. La Lega anti-vivisezione ha chiesto che l’Unione Europea e l’Italia vietino ogni forma di commercio di prodotti derivati dall’uccisione delle foche.
    L’opinione pubblica è nauseata nel vedere i filmati della barbara uccisione di questi cuccioli che un’equipe di veterinari ha dimostrato essere scuoiati vivi nel 42% dei casi.
    Vi sono già diverse mozioni e risoluzioni a livello europeo, per impegnare gli stati membri a fare quanto ha già deciso il governo americano. Il bando di importazione e commercio di prodotti derivati da questo odioso massacro.

    Garry Stenson, caposettore animali marini del Canadian Department of Fisheries and Oceans ha ammesso che non ci sono prove scientifiche riguardo agli effetti negativi delle foche sulle riserve di pesce e non ci sono prove a sostegno del fatto che l’uccisione delle foche contribuisca ad aumentare le riserve di pesce.
    Appena il 3% dell’alimentazione della foca è composta da merluzzo atlantico e, soprattutto, la foca si ciba anche di predatori del merluzzo.
    Alcuni scienziati temono addirittura che lo sterminio delle foche possa impedire il recupero delle riserve di pesce nei fondali. In altri termini le balle di Norvegia e Canada stanno a zero.
    Non contenta di raccontare “balle scientifiche” la Norvegia ha pensato bene di alimentare il settore turistico proponendo safari di foche tra i fiordi. Quattro giorni al costo di 985 euro, con inclusi nel prezzo vitto e alloggio in albergo e la garanzia di uccidere almeno due cuccioli. A bastonate immaginiamo.

    Ancora una volta gli ambientalisti inglesi sono in prima fila nella protesta e hanno costretto Eirik Bergesen, consigliere governativo norvegese a dichiarare: “Questo di certo non è il modo in cui ci piace essere dipinti all’estero”, segno questa nuova forma di turismo sadico tra gli stupendi fiordi nordici, non piace proprio a tutti i membri del governo…
    Paul Watson, fondatore e presidente del Sea Sheperd Group, ha dichiarato: “Uccidere un cucciolo di foca è la cosa più semplice che si possa fare, se si è inclini al puro sadismo. Non si può certo dire che si tratta di uno sport. L’animale è completamente indifeso”. Concordiamo.

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