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    Il Viagra salva le specie a rischio

    L'uso del farmaco principe per la disfunzione erettiva infatti, ha determinato il crollo del consumo di afrodisiaci che utilizzano organi di animali in via di estinzione. A beneficio di foche, gechi, cavallucci marini, pesci ago, cetrioli di mare, ippopotami e cervi.
    1 novembre 2004
    Fonte: Ansa
    26.10.04

    Cucciolo di foca Il Viagra si scopre anche eco-compatibile. L'uso della pillola blu in questi anni, infatti, ha determinato il crollo del consumo di afrodisiaci che utilizzano organi di animali in via di estinzione. A beneficiare di questo effetto 'indiretto' sono soprattutto foche, gechi, cavallucci marini, pesci ago, cetrioli di mare, ippopotami e cervi.
    Questo quanto emerge dallo studio realizzato da Frank A. von Hippel, dell'Università di Anchorage in Alaska e presentato oggi al Bioparco di Roma. Secondo von Hippel, proprio grazie al Viagra, «il mercato dei peni di foca ha subito, per fare un esempio, una netta flessione passando in poco tempo dagli 80 ai 20 dollari canadesi».

    Dal lancio del Viagra nel 1998 il panorama del trattamento della disfunzione erettiva - secondo lo studio - è cambiato in modo radicale. «Con la disponibilità di una terapia semplice ed efficace è emersa la possibilità che altre cure di efficacia non scientificamente dimostrata, in particolare quelle che utilizzavano prodotti derivati da specie animali e vegetali protette, prescritti ad esempio dalla medicina tradizionale cinese (Tcm), potessero gradualmente essere sostituiti», afferma lo scienziato.
    Un'indagine condotta ad Hong Kong su 256 uomini di età compresa tra i 56 e i 76 anni che fanno uso di prodotti della medicina tradizionale cinese, ha messo in evidenza che questi consumatori stanno passando all'assunzione di prodotti della medicina occidentale (in tutto il mondo la pillola blu viene utilizzata da 23 milioni di uomini). Già un primo studio condotto su farmacisti di Tcm delle tre principali regioni di Hong Kong nel 2002, a 5 anni lancio di Viagra, aveva rilevato che le vendite di prodotti derivati da animali utilizzati per il trattamento della disfunzione erettiva erano progressivamente diminuite.

    L'indagine effettuata da Frank A. von Hippel, dell'Università di Anchorage in Alaska, ha preso in considerazione quattro patologie abitualmente trattate con la Tcm: artrite, problemi digestivi, gotta e disfunzione erettiva. I risultati hanno mostrato che questi uomini stavano passando selettivamente alle medicine occidentali per il trattamento della disfunzione erettiva, ma non per la cura delle altre patologie. «I dati delle due indagini - ha spiegato Hippel - sono coerenti con l'ipotesi che gli utilizzatori dei prodotti della Tcm stiano passando all'assunzione di medicine occidentali per la cura della disfunzione erettiva e che il Viagra presenti vantaggi per la tutela di alcune specie». Secondo Hippel «la diminuzione del mercato dei peni di foca insieme alle nostre indagini sulle farmacie di Tcm e sui consumatori di prodotti della Tcm, indicano che il Viagra e gli altri nuovi farmaci per la cura della disfunzione erettiva stanno apportando un vantaggio per questi animali».
    In qualche caso, come ad esempio per il velluto del palco di renna, lo studioso ha riscontrato una riduzione della richiesta fino al 75 per cento. «Tuttavia - ha sottolineato Hippel - sono necessarie strategie di salvaguardia delle specie più ampie per ridurre il loro utilizzo nella Tcm. Gruppi di tutela, quali World Wide Fund for Nature (WWF), Traffic e Project Seahorse vanno incoraggiati per accelerare il cambiamento delle pratiche dalla Tcm verso un'etica di protezione delle specie a rischio di estinzione».

    L'utilizzo di animali e piante nella medicina tradizionale cinese non è l'unico pericolo per le specie in via di estinzione: il volume del traffico internazionale è, ogni anno, di 350 milioni di esemplari, tra cui: 5 milioni di uccelli, 37mila scimmie, decine di migliaia di rettili, 12 milioni di orchidee e 11 milioni di cactus.

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