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    Attori, divi tv e scrittori si mobilitano contro lo sfratto dal nido sulla Quinta Strada

    Manhattan in piazza. Per difendere il «suo» falco

    12 dicembre 2004 - Ennio Caretto
    Fonte: www.corriere.it
    12.12.04

    Palemale Gli inquilini della Quinta Strada numero 927, uno degli indirizzi più esclusivi di Manhattan, si saranno pure liberati del gigantesco nido - due metri e mezzo per uno - appollaiato sul cornicione del dodicesimo piano del loro palazzo, dove era stato costruito undici anni fa dal falco più celebre d’America, Pale male, «Maschio pallido». Ma lo stanno pagando a caro prezzo. Ogni notte, alcune decine di persone organizzano cori di protesta al lume di candela sotto le loro finestre, invitando gli automobilisti a strombettare: «Suonate il clacson per il falco». E il Ministero dell’ecologia dello Stato di New York, con la Audubon society della Grande Mela, minaccia di querelare i «vip» per violazione delle leggi sulla tutela dell’ambiente naturale.

    La battaglia tra vip e Stato di New York sul nido di Pale male - alla quarta compagna, Lola, e con 23 figli in undici anni - tiene l’America e i media col fiato sospeso. Il falco dalla coda rossa è apparso spesso in tv, figura in un libro del ’98, «Code rosse innamorate», e ogni anno attira a Manhattan migliaia di turisti. I suoi fans lo seguono tutti i giorni dalla strada, lo fotografano, gli lasciano da mangiare nel vicino Central Park. Ma per gli inquilini del 927 era solo un grosso inconveniente. Pale male si nutre in prevalenza di topi e colombi, per poi lasciarne le carcasse sanguinanti sul tetto o buttarle in strada insieme, per così dire, alle immondizie. E il nido è piazzato proprio a perpendicolo sull’ingresso.
    Il 927 della Quinta Avenue è una cooperativa che, per legge, decide liberamente del palazzo. I suoi appartamenti, alcuni dei quali si sviluppano su due piani, costano tra i 10 e i 20 milioni di dollari. Tra gli inquilini, l’attrice Mary Tyler Moore (tra i pochi a difendere Pale male: dopo il suo «sfratto», per protesta ha messo in vendita la propria casa), la star del giornalismo tv Paula Zahn, il fondatore della Belco Oil Robert Belfer, il famoso chirurgo plastico Robert Schwager.

    La cooperativa, per la verità, si era già liberata una prima volta del nido di Pale male nell’anno stesso del suo arrivo, il 1993. Ma lo Stato l’aveva costretta a «riaccogliere» il rapace, in base a un accordo del 1918 con Canada e Russia sulla protezione degli uccelli migratori, inclusi i falchi dalla coda rossa. Quest’anno, però, la cooperativa è riuscita a scavalcare lo Stato di New York: sostenendo la teoria per cui Pale male potrebbe trasmettere gravi malattie, compreso il Virus del Nilo Occidentale, ha ottenuto un «chiarimento» dal Wildlife service, un organismo federale dell’amministrazione Bush (che per i Verdi meriterebbe uno zero tondo in ecologia): il nido può essere distrutto se in quel momento non è abitato dalla prole del falco. Martedì scorso un gruppo di operai lo ha pertanto tolto, insieme ad alcune aste d’acciaio che lo sostenevano. A Pale Male, che si è messo subito al lavoro, mancano quindi le «basi» per ricostruirlo. Marie Wynn, autrice di «Code rosse innamorate», ha dichiarato: «È stata una vera crudeltà. I vip, non lui, dovevano essere sfrattati». Palemale

    Non è chiaro come finirà il braccio di ferro tra Stato e vip, o tra natura e ricchezza, come ha scritto il New York Times . Paula Zahn, che aveva dedicato un suo show a Pale male, ha rifiutato qualsiasi commento. Ma la rivolta popolare contro la cooperativa potrebbe aprire la strada a un compromesso. Pale male, del resto, è il simbolo non solo della sopravvivenza di una specie preziosa in un contesto urbano - e che contesto! - ma anche del romanticismo che alberga nel cuore dei più rudi newyorchesi.

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