Basilicata

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • donazione ONLINE con carta di credito
  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

    Pozzi nel Parco Val d'Agri, allertato il Ministero dell'Ambiente

    Si chiede che il Ministero dell'Ambiente, attraverso gli Uffici della Direzione Protezione della Natura e tecnici Apat, verifichi la situazione ambientale della messa in produzione del pozzo petrolifero Eni in oggetto.
    30 gennaio 2009 - Pietro Dommarco

    Ente Nazionale Idrocarburi La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – informa che, in data 29 Gennaio 2009, ha provveduto ad inoltrare un esposto al Ministro dell'Ambiente, On. Stefania Prestigiacomo e al Direttore Generale Protezione della Natura, dott. Aldo Cosentino, relativo al Pozzo Eni Cerro Falcone 2X (concessione Val d'Agri, ex-Volturino).

    Nella suddetta nota, la nostra Organizzazione chiede che il Ministero dell'Ambiente – attraverso gli Uffici della Direzione Protezione della Natura, congiuntamente a tecnici Apat – verifichi la situazione ambientale relativa alla messa in produzione del pozzo petrolifero Eni in oggetto, fortemente compromettente per l'integrità di habitat naturali. Infatti, il Pozzo Eni Cerro Falcone 2X (ubicato a circa 1300 metri s.l.m.) ricade nei SIC Serra di Calvello e ZPS Monte Volturino, appartenenti alla Zona 1 del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d'Agri-Lagonegrese e contestualizzati in un'area considerata – in uno studio condotto dal CNR e dall'Università degli Studi della Basilicata – ad elevata vulnerabilità per quanto riguarda gli acquiferi. A tal proposito, non è un caso come poco distante dal Pozzo Eni Cerro Falcone 2X, il Corpo Forestale dello Stato – in data 28 Novembre 2009 - su disposizione dell'Autorità Giudiziaria ha posto sotto sequestro l'area attrezzata "Acqua dell'Abete" situata nel territorio comunale di Calvello, sempre all'interno del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d'Agri-Lagonegrese.

    Per questi motivi, la OLA ritiene fondamentale e necessario l'intervento ministeriale per mezzo di azioni urgenti a garanzia dell'integrità del Parco, anche in considerazione del fatto che - di recente – sulla preesistente postazione è stata reinstallata la torre di trivellazione, finalizzata alla messa in produzione del pozzo. In merito – apprendiamo da fonti di stampa locali – che i lavori di trivellazione di cui trattasi, sarebbero stati sospesi per non meglio specificati motivi tecnico-burocratici.

    A tal proposito, la nostra Organizzazione, chiede di conoscere se le eventuali autorizzazioni ambientali siano rispondenti a tutti i requisiti di correttezza formale degli iter autorizzativi, previsti dalla vigente normativa, anche rispetto ai pareri di competenza del Ministero dell'Ambiente, in base agli art.142 e 146 del Decreto Legislativo n. 42/2004 ed alle misure di salvaguardia contenute nel Decreto istitutivo del Parco.

    Concludendo, prendiamo fermamente atto del mutismo in cui si sono chiusi la Regione Basilicata ed i Dipartimenti preposti, ai quali più volte si è chiesto di conoscere – ad esempio – i motivi del sequestro dell'area attrezzata "Acqua dell'Abete", che da fonti non ufficiali sarebbe stato causato dal rinvenimento di sostanze inquinanti derivanti da attività petrolifere. Possiamo avvalerci del silenzio-assenso?

    PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy