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    Onu

    Rapporto annuale sugli obiettivi del millennio

    alcuni passi avanti nell'avvicinamento agli obiettivi
    4 luglio 2006 - Olivier Turquet
    Fonte: Misna http://www.misna.org - 04 luglio 2006

    Ci sono “segnali incoraggianti” per il conseguimento entro il 2015 degli otto Obiettivi di sviluppo del Millennio, fissati nel 2000 dall’Onu, tuttavia in alcune nazioni – soprattutto nell’Africa sub-sahariana – permangono sfide “enormi”. Lo sostiene José Antonio Ocampo, sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari economici e sociali, nell’introduzione al rapporto annuale sui ‘Millennium development goals’ (Mdg) presentato ieri a Ginevra in occasione dell’avvio della sessione annuale del Consiglio economico e sociale dell’Onu (Ecosoc) in corso sino al 28 luglio. Tra i progressi, si segnalano riduzione della povertà in Asia, tasso più elevato di istruzione, riduzione della mortalità infantile, lenta promozione dei diritti femminili e delle istanze politiche e diminuzione della deforestazione. Nel 1990, oltre il 27,9% della popolazione nei Paesi in via di sviluppo (Pvs) viveva nella povertà estrema con meno di un dollaro al giorno. Nel 2002 – ultima statistica disponibile – la percentuale sarebbe scesa al 19,4%. Ma se nell’Asia dell’est e del sudest la percentuale si è persino dimezzata (passando rispettivamente dal 33% e il 19,6% del 1990 al 14,1% e 7,3% del 2002), nell’Africa subsahariana il tasso resta fermo intorno al 44%: quasi la metà dei circa 800 milioni di africani sopravvive con circa 75 centesimi di euro. Per quanto riguarda la mortalità infantile, malgrado qualche progresso, l’Africa subsahariana “resta notevolmente in ritardo” con 168 morti ogni 1000 nascite: oltre il doppio che negli altri paesi in via di sviluppo dove anzi sono diminuite da 106 nel 1990 a 87 nel 2004. L’86% dei bambini in età scolare nei paesi in via di sviluppo frequenta la scuola elementare, ma in Africa la percentuale è del 64%. Resta invece lontana ovunque la vittoria nella lotta alla fame – che era uno dei principali “obiettivi” - con ben 824 milioni di persone denutrite nel 2003.

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