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    BAGHDAD A LUME DI CANDELA. AGGUATO AD UN SOLDATO AMERICANO ALL’UNIVERSITA’

    3 luglio 2003 - Rosarita Catani

    BAGHDAD, 6 luglio 2003 –Un soldato americano è stato sparato all’interno dell’Universita’ di Baghdad mentre gli studenti stavano uscendo per andare in mensa. Un testimone dichiara di aver visto due soldati americani parlare con un gruppo di studenti, quando un uomo che camminava vicino loro, ha estratto la pistola ed ha sparato ad uno dei soldati in testa.

    Il soldato è stato immediatamente trasportato in ospedale in gravissime condizioni. Un agguato, uno dei tanti, ormai diventati all’ordine del giorno. E’ palpabile e visibile lo stato d’animo del popolo iracheno nei confronti delle truppe americane. Baghdad, che in arabo significa la citta’ della pace, in questo periodo sta subendo grosse umiliazioni.

    I cittadini di Baghdad in questi giorni, sono costretti dai soldati americani ad usare metodi primitivi per avere acqua, luce ed un po’ di refrigerio. Siamo a luglio ed a Baghdad la temperatura è di 50 gradi.

    Un vaso colmo d’acqua è nell’angolo della stanza ed una lanterna ad olio sul tavolo. Con questa poca luce, un ragazzino studia per sostenere gli esami di fine d’anno. La madre in cucina in piedi dinanzi ai fornelli, intenta a preparare la cena per i suoi bambini. Questa scena si ripete nella maggior parte delle case di Baghdad. Prima della guerra, gli abitanti raccontano che le loro case erano piene d’elettrodomestici in funzione, ma adesso, durante l’occupazione americana avere la televisione, la radio o qualsiasi altro tipo d’apparecchio domestico sta diventando un lusso.

    Vendere le lanterne, invece, diventa un business. Il prezzo delle lampade è arrivato alle stelle, il costo si aggira sui 2000-4000 dinari (un dollaro equivale a 1300 dinari iracheni circa), mentre il prezzo originale di queste lampade era di 250 dinari. Una donna in preda alla disperazione ed alla rabbia dichiara: “Queste condizioni per gli iracheni, magari non sono nuove, perché abbiamo sofferto 12 anni di guerre, ma con dignità……..solo con gli americani stiamo ricevendo insulti ed ingiurie. Hanno blaterato che volevano donarci la liberta’. Stanno praticando solo la violazione dei diritti umani ed opprimendo il popolo”.

    Um Radi ha 39 anni ed è una mamma di sette bambini. Era angosciata per la sua bambina di tre anni che ha accusato, in questi giorni, una grave forma di diarrea per la temperatura elevata e la mancanza d’acqua. La donna, dichiara di essere rimasta scioccata, quando è arrivata all’ospedale, nell’aver visto l’elevato numero di bambini che soffrivano gli stessi sintomi di sua figlia.

    La storia riportata da un’ingegnere civile non è meno cruda. L’uomo racconta: “Durante i mesi estivi, per avere un po’ di frescura, insieme con altri membri della famiglia, andavamo a dormire sopra il tetto della casa, sotto la luna. Ora, non e’ piu’ possibile perche’ gli elicotteri Apache, sorvolano il cielo a bassa quota e molte volte i soldati americani c’irritano mettendo le loro scarpe fuori, sopra le nostre teste, umiliandoci.”

    A Baghdad non si puo’ piu’ dormire serenamente sotto le stelle.

    Note:

    Rosarita Catani e' una reporter indipendente che invia i suoi resoconti da Amman, Giordania, raccontando da un punto d’osservazione privilegiato cosa accade in Iraq e in medio oriente. I suoi report - pubblicati regolarmente sul sito www.peacelink.it - sono utilizzabili liberamente previa citazione della fonte e dell'autrice

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