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    "Le bugie hanno ucciso mio figlio"

    Intervista a Cindy Sheenan rappresentante di "Gold Star for Peace", un'organizzazione di famiglie di militari che si oppone alla guerra


    Cindy Sheehan, madre di un caduto in Iraq, chiede la verità sulla guerra ma il Pentagono neppure la riceve
    1 luglio 2005 - Patricia Lombroso
    Fonte: Il Manifesto

    "Vogliamo sapere tutta la verita' su questa sporca guerra in Iraq, che e'
    illegale, ingiustificata e non avrebbe mai dovuto esserci. E' nostro
    diritto, come madri e familiari dei militari morti e di coloro che sono
    ancora li', al fronte. Ritengo che ogni cittadino americano dovrebbe provare
    rabbia per aver creduto a un governo che ci ha raccontato una valanga di
    bugie e continua a farlo con le mani sporche di sangue, americano e
    iracheno".

    Con veemenza e visibile furia Cindy Sheenan, che ha perso un
    figlio di 24 anni nell'aprile del 2004 e oggi rappresenta "Gold Star for
    Peace", l'organizzazione delle famiglie dei militari che si oppone alla
    guerra, parla al "Manifesto" dal Massachusetts. Cindy e Nancy Lessing, di
    "Military families speakout", rappresentano oltre duemila famiglie di
    soldati. La Sheenan e' reduce dal dibattito che si e' tenuto a Washington
    per discutere della verita' occultata da Bush sulla guerra, gia' decisa il
    22 luglio 2002. Il "memo di Downing street", documento segreto fra Bush e il
    premier inglese Tony Blair, e' la prova che la guerra all'Iraq era gia'
    stata preventivata da tempo, in barba al Congresso e all'Onu.

    Quando e' stato spedito al fronte suo figlio Casey?

    E' stato assegnato al primo battaglione di cavalleria, a Baghdad, il 31 marzo 2004 come ingegnere meccanico, addetto alla riparazione e manutenzione degli Humvees. E' morto il 4 aprile in un agguato. Ma ancora oggi non riesco a sapere dal Pentagono la verita' del perche' e come mio figlio e' morto. Da sei mesi con un gruppo di familiari di soldati morti in guerra ci rechiamo invano a Washington: al Pentagono si rifiutano ogni volta di riceverci. Nessuno vuole parlare con le madri e i familiari per dire la verita' sull'invasione in Iraq. Nessuno vuole rispondere al perche' gia' 1.700 dei nostri figli hanno dovuto morire, E tutte le vite di innocenti civili iracheni, massacrati ogni giorno? Tutto viene ammantato e nascosto da parole come "democrazia", "liberta'". Mio figlio non e' andato in Iraq per liberarlo. Era contrario alla guerra e all'invasione, come tutta la sua famiglia.

    A chi attribuisce la responsabilita' delle morti in questa guerra?

    Ritengo che George Bush e la sua gang di neoconservatori siano tutti responsabili della morte di mio figlio, dei figli di tante famiglie americane, di tanti innocenti iracheni. Ritengo che siano dei criminali e chiediamo di sapere la verita' attraverso un'inchiesta congressuale indipendente, affinche' ci venga resa giustizia. Bush ha raccontato tante menzogne al popolo americano e al mondo intero sulle motivazioni per cui dovevamo invadere l'Iraq. Le giustificazioni addotte erano tutte false. Ne abbiamo avuto subito le prove. La decisione "inevitabile" di invadere l'Iraq e' stata sostenuta con documenti
    manipolati. Il memo segreto non costituisce l'unica prova dell'illegalita' della guerra di Bush. Ancor prima dell'invasione c'era stato il rapporto Dolfer, l'Atomic Weapons Commission, le Nazioni Unite, che avevano pubblicamente asserito l'inesistenza di armi di sterminio di massa in Iraq.
    Tutto ha dimostrato che Bush aveva premeditato l'invasione dell'Iraq utilizzando documenti di comodo dei servizi segreti e manipolando le analisi ricevute.

    Lei che rappresenta tante famiglie di militari coinvolti in Iraq cosa chiede oggi a Bush?

    Voglio la verita', l'intero paese deve sapere perche' siamo ancora in Iraq. Non credo che riusciremo a conoscere la verita', ne' da Bush ne' dal congresso americano, a meno che non ci sia pressione sui politici per una inchiesta congressuale indipendente. Se l'autenticita' del memo segreto di Downing Street fosse accertata dall'inchiesta congressuale, il nostro presidente sarebbe passibile di una procedura di impeachment per il crimine di alto tradimento della Costituzione americana.

    Qual e' stata la reazione delle famiglie dei soldati che erano favorevoli alla guerra?

    Quando hanno saputo, dopo il dibattito a Washington sul memo, che Bush chiedeva il sacrificio della vita dei loro figli per una guerra che non ha giustificazioni, mi hanno invasa di e-mail con commenti furiosi. Pensano che il nostro governo ci ha raccontato una valanga di menzogne. Si sentono traditi dal loro leader. Vogliono il ritiro immediato delle truppe. La fine dell'invasione dell'Iraq. Petizioni che recano le firme di 500.000 cittadini americani sono gia' state consegnate alla Casa Bianca perche' Bush risponda ai quesiti insoluti di una guerra che lui aveva deciso di combattere gia' nel 2002. Una guerra illegale, costata oltre 1.700 vite americane e 100.000 vite irachene, secondo il rapporto dell'indagine pubblicata tre mesi sulla rivista scientifica "Lancet".

    Note:

    Patricia Lombroso e' corrispondente da New York del quotidiano; ha
    pubblicato in volume una raccolta di sue interviste a Noam Chomsky dal 1975
    al 2003: Noam Chomsky, Dal Vietnam all'Iraq. Colloqui con Patricia Lombroso,
    Manifestolibri, Roma 2003

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