Conflitti

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

    Fondamentalismo contro fondamentalismo

    9 luglio 2005 - Gennaro Carotenuto (http://www.gennarocarotenuto.it)

    Dalle bombe di Londra sono passate molte ore. Troppe perché sia naturale
    che i dettagli restino così imprecisati. Le esplosioni continuano ad
    essere tra quattro e sette, hanno colpito nodi fondamentali della
    metropoli come King’s Cross, Liverpool Station y Russell Square ma non
    c'è neanche una vaga idea sul numero delle vittime. Come a Nuova York e
    a Madrid, l'ora dell'attentato fa in modo -lo afferma lo stesso sindaco
    di Londra Levingston- che tra le vittime non ci siano potenti ma lavoratori.

    Il primo ministro britannico, Tony Blair, riunito nel castello di
    Gleneagles in Scozia per il G8, prima di viaggiare a Londra nel
    pomeriggio ha dichiarato che i terroristi non fermeranno la
    determinazione dei britannici e che: "E' criminale che ci colpiscano
    mentre siamo qui per aiutare l'Africa". E' una scelta precisa; mentre le
    bombe di Madrid furono causate dall'aggressione in Iraq, ed era codardo
    ritirarsi, come poi fece il nuovo governo Zapatero, adesso l'Iraq
    scompare mediaticamente dall'orizzonte, e gli attentati colpiscono il
    "governo mondiale" del G8 nel momento in cui si dedica ad aiutare i
    bimbi africani.
    Eppure, nonostante la rappresentazione di un facile e generoso
    compromesso sull'Africa, la povertà ed il clima sono passati in secondo
    piano, sostituiti dalle presunte buone ragioni della guerra infinita.
    Una guerra infinita che dimostra oggi il suo più completo fallimento. A
    quasi quattro anni dalle Torri Gemelle non solo non ha garantito la
    sicurezza dell'Occidente ma ha destabilizzato buona parte del pianeta.

    CUI PRODEST? A chi conviente? E soprattutto, chi è stato? Sono le
    domande ineludibili di queste ore. A quest'ultima domanda ci sono solo
    due risposte possibili e una delle due è così terribile che fa perfino
    paura formularla. Ci sono due soli soggetti al mondo capaci di
    organizzare azioni di questa portata: la CIA e Al Qaeda. Nel suo mezzo
    secolo di esistenza, l'Agenzia ha maturato un curriculum sinistro. Ha
    organizato ogni tipo di violazioni dei diritti umani, colpi di stato in
    tutti i continenti, a volte violenti come quello di Jakarta che costò
    più di un milione di morti, ha creato artificialmente casus belli per
    giustificare guerre e conflitti, incluso quello in Iraq. La CIA ha senza
    dubbio la capacità tecnica ed organizzativa per realizzare le più
    sorprendenti azioni criminali della storia. La CIA esiste, ma non è
    ragionevole pensare che possa essere arrivata a tanto. Invece di Al
    Qaeda, che non siamo sicuri che esista, possiamo pensare che sia in
    grado di concepire attentati come quelli di Londra, che suppongono
    un'altissima capacità operativa, la necessità di coinvolgere decine di
    uomini, divisi in varie cellule, e di colpire con "precisione
    chirurgica" -la stessa dei bombardamenti occidentali- nel cuore della
    metropoli più vigilata del mondo, la Londra del primo giorno del G8.

    Al Qaeda ha organizzato attentati in quattro continenti e in decine di
    paesi, da Bali a Casablanca, da Nairobi a New york a Madrid. Ed ha un
    importante livello di operatività in Iraq. A questo punto stiamo
    parlando della maggiore organizzazione segreta della storia, con
    migliaia di militanti addestrati e decisi a dare la vita per una causa
    che si diluisce dietro lo straordinario livello di violenza utilizzato
    da una conduzione solo militarista e fanatica. Quella di Al Qaeda non è
    la disperazione degli shahid palestinesi. Al Qaeda è formata da tecnici,
    ingegneri, analisti, agenti segreti, militari altamente specializzati e
    disposti a tutto. Se in Iraq l'obbiettivo è la liberazione del paese,
    gli attentati in Occidente obbediscono alla ricerca del gesto clamoroso,
    al "cercar la bella morte" fascista. Anche se quella di "fascista" è una
    categoria politologica occidentale, è tuttavia quella che meglio si
    adatta per qualificare l'ideologia di questa organizzazione,
    l'inclinazione militarista della quale contribuisce a silenziare tutte
    le voci della sensatezza, tanto in Oriente come in Occidente.

    DUE DEMONI Il G8 era stato preparato da Tony Blair in maniera diversa
    dai precedenti che volevano celebrare - e sbattere in faccia al mondo-
    la presunta superiorità del modello economico occidentale. Questo G8 era
    stato preparato come un grande circo di false promesse e di ipocrisia in
    difesa dei "bambini affamati in Africa" e dell'ambiente minacciato dal
    cambiamento climatico. Alla Cina, al Brasile, all'India -i veri motori
    dell'economia planetaria- era stato riservato un invito, ma tra i
    famigli, sullo strapuntino dei grandi, nonostante sia evidente come le
    gerarchie mondiali si stiano trasformando proprio in favore di questi
    paesi. George Bush si è presentato in Gran Bretaña con la scoperta
    dell'acqua calda, ovvero che l'effetto serra esiste. Ma solo per
    rimandare ogni soluzione ad un futuro remoto di progresso tecnologico
    -per il quale sicuramente la scienza statunitense starà alacremente
    lavorando- e per pensionare definitivamente il protocollo di Kyoto,
    perfettibile, ma l'unico dispositivo concreto che il mondo aveva saputo
    darsi finora.

    Ad Edimburgo, 500.000 persone avevano sfilato contro il vertice. Per
    giorni un importante foro alternativo aveva proposto soluzioni
    intelligenti e giuste ai problemi del pianeta. Gli otto non le avevano
    ascoltate, autoconfinati com'erano nel castello incantato di Gleneagles.
    Tony Blair, con la complicità di Bob Geldof e altre stelle del rock,
    aveva manipolato il più grande concerto della storia -il live8-
    utilizzandolo come un preludio al G8, quasi una cerimonia inaugurale.
    Era una giocata intelligente, che aveva dato a molti ingenui la
    sensazione che veramente i grandi della terra fossero preoccupati di
    "aiutare" l'Africa. Bono, il capo degli U2, è arrivato ad elogiare
    apertamente e ripetutamente George Bush, del quale oramai si presenta
    come un intimo.
    Così, il movimento contro la globalizzazione neoliberale, una volta di
    più presentato come estremista, si era già ritrovato in un angolo,
    stretto tra il "progressismo compassionevole" delle stelle dello show
    business mondiale oramai alleato con il "conservatorismo
    compassionevole" di Bush.
    Con gli attentati di Londra il contesto peggiora ulteriormente. Già l'11
    settembre i movimenti si erano visti obbligati a stringersi intorno non
    alle vittime, ma al governo degli Stati Uniti. C'era voluto un anno e
    mezzo per liberasi di questa sorta di sudditanza psicologica che
    impediva di distinguere vittime e carnefici. Solo nel febbraio 2003,
    nell'imminenza dell'aggressione all'Iraq, le cose erano tornate al loro
    posto.
    Adesso si fa un nuovo passo indietro. Il terrorismo di Al Qaeda,
    chiunque ci sia e qualunque cosa voglia, si configura oggi come il più
    potente alleato del sistema anglosassone di terrore che regge il
    pianeta, da Abu Grajib a Guantanamo, da Falluja alle fosse comuni delle
    vittime delle dittature filostatunitensi che affiorano quotidianamente
    in America Latina, ai morti per fame indotti dal Fondo Monetario
    Internazionale.
    Al Qaeda è quindi oggi la spalla e la copertura ideale di questo sistema
    di terrore. Ci sono due mostri, "due demoni", per utilizzare -e
    rifiutare- una categoria politologica rioplatense. Entrambi sono
    indesiderabili, ma il mondo viene obbligato ancora una volta con
    un'appello perverso a scegliere da che parte stare. Se si critica uno si
    è necessariamente amici dell'altro. Cui prodest? A chi conviene?

    Note:

    http://www.gennarocarotenuto.it/dblog/articolo.asp?id=214

    PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies