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    Lettera dal Nepal

    M. è in viaggio di studio e ricerca in Nepal da diversi mesi. La sua lettera ci racconta un paese in ebollizione: la società civile nepalese si sta muovendo..ma i poteri forti passano al contrattacco.
    1 agosto 2005 - M.

    Cari amici miei

    mi scuso se a molti non ho scritto prima, non ho scritto ma vi penso spesso, il fatto e' che qui il tempo corre così velocemente che i giorni diventano settimane in un attimo, le settimane mesi e succedono un sacco di cose. Vi scrivo in occasione di un'altra emergenza, dopo aver passato un altro pomeriggio nella prigione di Hanuman Dhoka nel tentativo di parlare con Gagan che nel frattempo e' stato riarrestato. Essere occidentali dicono che serva per fare pressione così quando è utile vado come osservatrice, chiacchierando nel mio nepali stentato e scherzando un po' a volte riusciamo ad avere permessi di visite - cinque minuti - nonostante i divieti.

    I nepalesi devono compilare un sacco di carte per poter entrare a visitare i detenuti e invece io anche oggi sono entrata senza neanche dire il mio nome, ormai la strada la conosco e la faccia tosta per passare i controlli senza guardare in faccia nessuno, salutando e sorridendo, mi viene in automatico. Gli organismi internazionali che si dovrebbero occupare di monitoraggio tipo UN etc non sono ancora arrivati cosi' noi facciamo quello che possiamo...a volte sembra una farsa...E ancora una volta sono tornata a casa con il mal di testa che mi passa solo raccontando quello che ho visto, altrimenti non riesco a dormire.

    La societa' civile Nepalese che dopo il 1 febbraio sembrava in coma si sta sempre piu' muovendo, ogni giorno ci sono incontri per organizzare dimostrazioni
    e cercare di coinvolgere il maggior numero possible di gente. Come nel movimento del 1990 anche in questo caso i gruppi studenteschi sono i prima linea. Mentre
    i partiti politici sono ancora dilaniati da lotte interne e sembra impossibile possano formare una coalizione credibile per incontrare i maoisti e il re, i leader studenteschi che pure fanno riferimento ai partiti politici invece da alcuni anni collaborano e siedono sullo stesso tavolo per discutere su come organizzare il movimento. Da sempre qui in Nepal e' tradizione che i leader del paese provengano dai movimenti studenteschi e si dice che questi ragazzi saranno coloro che governeranno il paese una volta superata questa crisi.

    Se e' cosi e' da sperare che si superi presto per fare in modo che il futuro del paese possa veramente essere migliore. Proprio la settimana scorsa Gagan Thapa, ex segretario generale del Nepal Student's Union, legat al Nepali Congress, Robin Sitoula, di Youth Initative, un gruppo non legato ai partiti politici e Ram Kumari Jakri del CPN-UML(Partito Comunista Nepalese- Marxista Leninista Unito) hanno raccontato di come intendono portare avanti il movimento per la democrazia insieme, nonostante le difficolta' che incontrano visto che sono ostacolati dalle loro famiglie che temono per la loro sicurezza, dai loro stessi partiti che non accettano critiche, dal governo e dalla comunita' internazionale che quando viene in missione in Nepal va sempre a parlare con i soliti noti e li ignora totalmente.

    La settimana scorsa hanno manifestato a Baneswhor contro la politica nazionalista in ambito educativo che il governo sta portando avanti: molti sono stati arrestati e picchiati dalla polizia. LunedÏ scorso 25 luglio durante una manifestazione a Ratna Park organizzata da gruppi della societa' civile, Movimento dei Cittadini per la Pace e la Democrazia, la polizia in assetto anti sommossa e' intervenuta e ha arrestato numerosi giornalisti e professionisti che manifestavano, tra cui Kanak Mani Dixit, direttore di Himal, nota rivista nepalese. Sono stati liberati il giorno successivo dopo aver passato la notte nel distretto di polizia di Exhibition Road, alcuni con lievi ferite. I giornalisti nepalesi sono sottoposti quotidianamente al pericolo di arresto, tortura e sparizione mentre nei mesi scorsi si sono verificati licenziamenti in massa dalla NTV televisione Nepalese e continuano i bandi governativi nei mass media. Il segretario della federazione Nepalese dei giornalisti, Balaram Baniya, ha dichiarato 'Questa e' una presa in giro della Costituzione del Regno del Nepal del 1990 e delle norme democratiche che garantiscono il diritto di tenere manifestazioni pacifiche'.

    La liberta' di espressione e' negata anche attraverso una censura di stato: piu' di 27 siti internet che si occupano del Nepal sono stati bloccati dal governo, incluso il sito di INSN, oscurato dal 30 giugno e i cellulari di molti giornalisti non sono ancora stati riattivati dal governo dopo la fine dell'Emergenza.

    La repressione e' continuata ieri con l'arresto di Gagan Thapa.

    Gagan e'stato arrestato nel distretto di polizia di Anamnagar da agenti in borghese che appartengono alla polizia investigativa, i kertar toli, noti per torturare i detenuti. Il capo d'accusa gli e' stato notificato solo in un secondo momento. Con Ajaya Shivakoti e Subodh Acharya si trovava infatti nell'ufficio di polizia per visitare 6 leader studenteschi incarcerati per avere strappato le immagini della famiglia reale dai testi scolastici il 14 luglio. Attualmente Gagan e' accusato di crimini contro lo stato, di sedizione, per aver cantato slogans contro la monarchia durante la manifestazione di Ratna Park lunedì scorso. L'accusa e' gravissima e se viene condannato rischia di rimanere in prigione da un minimo di 3 anni fino alla fine del regno di re Gyanendra (!).

    Nonostante l'accusa gli gantisca dei privilegi rispetto ai criminali comuni oggi non gli e' stato permesso di incontrare la famiglia ed e' stato messo in cella con gli altri criminali dove rischia di essere picchiato. Con alcuni membri di Alliance for Peace siamo riusciti a vederlo solo per pochi minuti dalle sbarre dell'ingresso centrale. Ci sono due grate che separano le celle dal cortile dove aspettano i visitatori, alla prima si ammassano tutti i detenuti che cercano di parlare con i conoscenti che stanno fuori, alla seconda, quella che da' sul cortile dei visitatori i detenuti arrivano uno alla volta. La gente fuori si accalca per cui le conversazioni del detenuto alla grata esterna si confondono con quelle dei detenuti in fondo. Sulla grata ci sono dei bigliettini che contengono messaggi che i detenuti possono passare fuori e una lunga serie di manette quasi a simboleggiare che da lÏ non si esce. E' praticamente un delirio. Ed e' sempre la prigione di Hanuman Dhoka, quella nel pieno centro di Kathmandu dove all'uscita si vedono i turisti fotografare il bassorilievo di Khalo Bhairab, la divinita' con in una mano un teschio e nell'altra una sciabola, tra le altre cose, che si vede sulle copertine di molte guide turistiche del Nepal..

    Io non so come fare a diffondere queste informazioni e mi sento tremendamente impotente, ho provato a scrivere ad alcuni giornali - non penso neanche leggano la posta - e ad altri gruppi che si occupano di conflitti dimenticati. Amnesty International e' a conoscenza di queste violazioni di diritti umani ma mi sembra tutto cosi' lontano..se avete idea su come fare per far parlare di questo scrivetemi, come e chi puo' fare dei comunicati stampa, come agganciare i media, non sono ancora riuscita a capire poi come fare per far pressione politica dall'Italia e interessare qualche politico o contattare associazioni studentesche o gruppi gia' organizzati di solidarieta' con cui poter collaborare. In US sta per partire una campagna in collegamento con Amnesty International, Human Rights Watch e Student Unions per essere solidali con gli studenti nepalesi 'Nepal Student Rights Campaign', se qualcuno e' interessato posso mandare informazioni e contatti. Intanto date se avete possibilita' voi massima diffusione, tagliando pure quello che vi sempra inopportuno, ie la mia parte personale.. Consultate il sito di INSN all'indirizzo www.insn.org per avere altre info.

    Un abbraccio

    M.

    PS: questa lettera l'ho scritta due giorni ma solo ora riesco a spedirla, mel frattempo Amnesty International US ha lanciato un appello urgente che potete trovare su:
    www.amnestyusa.org/urgent/newslett.html
    www.amnestyusa.org/action/summer

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