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Congo R.D. MSF chiude alcune sedi per motivi di sicurezza

Situazione insostenibile: nella regione dell'Ituri Medici Senza Frontiere è costretta a chiudere. Dopo i sequestri di giugno e il protrarsi delle incursioni, la drastica decisione.
7 agosto 2005 - Beatrice Giunta

mercoledì, 03 agosto 2005 22:04

L'agenzia di aiuto internazionale Medici senza Frontiere (MSF) ha dovuto chiudere alcune proprie sedi poiché stava diventando troppo pericoloso per lo staff lavorarci. Più di 100.000 persone se ne andranno senza trattamenti medici, afferma Medici senza Frontiere. Il gruppo di aiuto continuerà ad essere attivo nella città di Bunia, ma non nella campagna circostante.

Gruppi armati continuano a vagare nel nord est della Repubblica Democratica del Congo nonostante la presenza delle forze di pace dell’ONU. Circa 60.000 persone sono state uccise nel corso degli anni negli scontri etnici nell’Ituri.

Rapimenti

Due staff di Medici senza Frontiere sono stati rapiti a giugno, riferisce la BBC, e tenuti per 10 giorni prima di essere rilasciati. Medici senza Frontiere ha detto che la popolazione in quell’area è stata costretta ad arrangiarsi da sola, lasciata alla mercè di quella violenza senza limite di gruppi armati. La notizia è stata data da un nuovo rapporto di Medici senza Frontiere intitolato "Niente di nuovo nell’Ituri: la violenza continua".
Secondo questo rapporto il 90% delle 795 famiglie intervistate ha avuto almeno un membro della propria famiglia rapito durante gli attacchi nei propri villaggi: gli uomini venivano usati per trasportare i beni saccheggiati e le armi, mentre le donne diventavano cuoche e schiave sessuali. “Dopo aver saccheggiato e bruciato i rifugi nel villaggio, gli uomini armati radunarono tutte le ragazze e le presero in moglie lontano nella foresta”, ha detto una ragazza di 14 anni a Medici senza Frontiere.

Nella Repubblica Democratica del Congo sono presenti 15.000 truppe dell’ONU stanziate nel tentativo di raggiungere un accordo per porre fine ad una guerra civile che dura da cinque anni. Di recente hanno effettuato incursioni contro i ribelli Hutu rwandesi di base nell’est della Repubblica Democratica del Congo, ma sono presenti molti altri miliziani nella Regione.

La sezione olandese di Medici senza Frontiere ha dovuto chiudere a gennaio una base nelle vicinanze del nord della provincia di Kivu dopo essere stata attaccata da uomini armati che hanno rubato soldi, equipaggiamenti ed una macchina.

(B.G.)

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