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Alleghiamo l'intervista al direttore di Rainews 24

“Fallujah. La strage nascosta”

Domani, 8 novembre 2005, Rainews 24 trasmetterà su Raitre il filmato-inchiesta dal titolo “Fallujah. La strage nascosta” in cui viene documentato l’uso di armi chimiche da parte dell’esercito americano per espugnare la città irachena ribelle.
7 novembre 2005 - Daniele Marescotti
Fonte: Redattore Sociale (per gentile concessione)

Il sito Internet di PeaceLink ha oggi diffuso in anteprima, assieme al sito di Rainews, parte della documentazione con l’avvertenza “contiene immagini non adatte ad un pubblico sensibile e a minori”.

L’arma chimica impiegata su Fallujah è il fosforo bianco.
"Ho sentito io l'ordine di fare attenzione perché veniva usato il fosforo bianco su Fallujah. Nel gergo militare viene chiamato Willy Pete. Il fosforo brucia i corpi, addirittura li scioglie fino alle ossa. Chi si trova nel raggio di 150 metri è spacciato", dice Jeff Eglehart, veterano della guerra in Iraq a Sigfrido Ranucci, inviato di Rai News 24.

Nadia Redoglia, giornalista e redattrice di PeaceLink che ha curato l’anteprima, ha scritto nel suo editoriale: “Siamo andati laggiù per "liberarli" dalle armi chimiche di Saddam. Quelle non sono mai esistite, ora lo sappiamo. Ci hanno pensato i "nostri liberatori", a quanto pare, non solo a importarle ma a scagliarle contro la popolazione civile”.

“Iniziative come questa – dichiara Carlo Gubitosa, segretario di PeaceLink – ci fanno capire qual è lo spirito di un vero servizio pubblico televisivo che è quello di servire la verità e i cittadini e non questa o quella fazione politica. L’inchiesta di Rainews 24 – continua Gubitosa – non è una iniziativa isolata in quanto tale canale televisivo è da sempre fra i più attenti nel seguire le informazioni sulla pace e sulle violazioni dei diritti umani collaborando in più occasioni con l’arcipelago delle associazioni pacifiste”.

All’interno dell’inchiesta di Rai News 24, realizzata da Sigfrido Ranucci e curata da Maurizio Torrealta, sono visibili i filmati del bombardamento al fosforo sui quartieri di Fallujah e i drammatici effetti sulla popolazione.
Il merito dell’inchiesta è quello di documentare in maniera inequivocabile, con foto e filmati, quanto era emerso il 27 settembre sul quotidiano “Il Manifesto” con la testimonianza dell’ex marine Jymmy Massey, testimone oculare dell’impiego del fosforo bianco, che aveva affermato a Washington: “A tutt’oggi i nostri superiori del Pentagono continuano a dichiarare che è “inumano” usare armi chimiche e di distruzione di massa in Iraq, perché “si uccidono dei civili”. Di fatto noi abbiamo usato e continuiamo a usare fosforo bianco e uranio impoverito. Siamo responsabili del massacro continuo di civili iracheni”.
Il fosforo bianco è un agente chimico che venne utilizzato in Vietnam nelle bombe al napalm e nella seconda guerra mondiale nei bombardamenti incendiari di Amburgo del 28 luglio del 1943. Le vittime si trasformano in “torce umane” e smettono di bruciare se immerse nella sabbia o nell’acqua ma ricominciano ad ardere appena riportate all’aria. Il fosforo bianco è stato bandito non solo nel 1980 dalle leggi internazionali e dalle stesse norme di protocollo del codice penale di guerra USA.

Roberto Morrione, direttore di Rainews 24, ha dichiarato a Redattore Sociale: “L’inchiesta di Rainews 24 nasce dal grande silenzio che è calato sull’attacco americano a Fallujah del novembre 2004. In Iraq non ci sono giornalisti occidentali sul campo, se non embedded, cioè inseriti in reparti militari americani e quindi fortemente condizionati. Si sapeva che c’erano stati fatti gravi a Fallujah quando venne una delegazione irachena in Italia con documenti originali sia fotografici che di testimonianze. Su questo si è innestata l’inchiesta di Rainews 24. Sigfrido Ranucci, nostro inviato, è andato negli Stati Uniti e ha raccolto testimonianze di ex soldati americani che hanno combattuto a Fallujah. Ha dimostrato con documenti originali che in quell’assalto furono usati armi chimiche proibite dalle convenzioni internazionali, in particolare il fosforo bianco e anche una seconda versione di napalm, l’MK77. Con immagini molto impressionanti e testimonianze abbiamo deciso di realizzare questa inchiesta che mi auguro possa essere ripresa e andare nei circuiti internazionali. I media internazionali infatti, con poche eccezioni come l’Independent e il Guardian, non si sono mai occupati di quanto era accaduto”.

Note:

Link:
http://www.rainews24.rai.it
http://www.peacelink.it

Allegati

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