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    La concubina di Nassiriya

    14 novembre 2005 - Gennaro Carotenuto (http://www.gennarocarotenuto.it)

    Che penserà il cardinale Camillo Ruini che si riempie la bocca di
    patria, di eroi e di famiglia ma non parla mai di esseri umani in carne
    ed ossa, di fronte a quanto capitato ad Adelina Parrillo, la non signora
    Rolla, che dopo 12 anni di vita, d'amore, di convivenza, dell'aver fatto
    da madre per la figlia di Stefano Rolla, civile morto a Nassiriya, è
    stata sbattuta via da tre energumeni mandati dal protocollo della
    cerimonia del Vittoriale.

    Si vergognerà di se stesso il cardinalone Camillo Ruini tutto
    "Dio-Patria-Famiglia" e dei suoi o si compiacerà per il pubblico
    ludibrio al quale è stata esposta la peccatrice, la concubina di
    Nassiriya, Adelina Parrillo?

    L'episodio Parrillo nel lugubre livore violento dello stato clericale
    contro una vedova senza pezzo di carta deve essere elevato a caso
    nazionale. Stefania Prestigiacomo si è esposta senza se e senza ma a
    fianco della Parrillo. Lo stesso non ha fatto e non farà Francesco
    Rutelli che pur di compiacere il cardinal Torquemada è disposto a tutto
    e al contrario di tutto.

    L'episodio è stato nascosto dai telegiornali di massa, come è successo
    in settimana per il fosforo lanciato dagli alleati dei quali siamo
    complici contro famiglie inermi di Falluja che avevano la colpa di avere
    un'altra patria ed un altro dio. Se fossero stati mostrati al popolo del
    TG1 poi il centrosinistra non avrebbe potuto continuare a traccheggiare
    tanto sul ritiro (compiacendo la Casa Bianca) che sui PACS (compiacendo
    il Vaticano).

    Per lo spettatore del TG1 la parola PACS è associata al GayPride ed a
    Falluja non è successo nulla. Basta giocare con la laicità dello stato.
    Personalmente, se nel programma d'emergenza del centro sinistra per i
    primi cento giorni non ci sarà una legge sui Patti di Convivenza Civile,
    dichiaro fin d'ora che non andrò a votare. Il mio voto non vale il
    cardinalone Camillo Ruini, "Dio-Patria-Famiglia", ma questa è la mia
    condizione irrinunciabile.

    Note:

    Se qualcuno volesse usare i commenti al link
    http://www.gennarocarotenuto.it/dblog/articolo.asp?articolo=325 per
    esprimere la stessa posizione (anche per criticarla ma in particolare
    per assentire) è il benvenuto.

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