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    Assassinations

    28 novembre 2005 - Una blogger irachena
    Fonte: http://riverbendblog.blogspot.com/
    - 25 novembre 2005

    Ci siamo svegliati ieri mattina con questa notizia: il capo di una tribu’ sunnita i suoi figli uccisi a colpi di pistola.
    “Dei banditi con l’uniforme dell’esercito iracheno hanno ucciso nei loro letti l’anziano capo di una tribu’ sunnita e tre dei suoi figli mercoledi’, hanno detto i parenti…”
    Solo che quando lo leggi in internet non e’ come vederlo in televisione. Hanno mostrato i corpi e i membri della famiglia – una donna anziana che piangeva graffiandosi il volto e strappandosi i capelli e che urlava che i soldati del Ministero degli Interni avevano ucciso i suoi figli. Gli hanno sparato davanti alla loro madre, alle mogli e ai figli. Perfino quando si macellano le pecore le si allontana dal gregge in modo che le altre pecore non siano terrorizzate dalla scena.
    In guerra pensi l’impensabile. Immagini l’inimmaginabile. Quando di notte non riesci a dormire la tua mente vaga e copre varie possibilita’. Cercare di indovinare e determinare il futuro di una nazione lacerata dalla guerra e’ quasi impossibile, cosi’ la tua mente si focalizza sulle cose piu’ piu’ tangibili, gli amici. Parenti vicini e lontani. Credo che in questi ultimi due anni e mezzo ogni singolo iracheno in Iraq abbia considerato la possibilita’ di perdere una o piu’ persone della sua famiglia. Provo ad immaginare di perdere le persone che piu’ amo al mondo – che sia la possibilita’ che restino sepolti sotto le macerie… o la possibilita’ che vengano brutalmente assassinati da degli estremisti… o fatti a pezzi dall’esplosione di un’autobomba… o rapiti per richiedere un riscatto… o brutalmente uccisi da un colpo di pistola ad un posto di blocco. Tutte possibilita’ inquietanti.
    Provo ad immaginare cosa succederebbe a me, personalmente, se questo dovesse accadere. Quanto ci vorrebbe prima che si insediasse il desiderio di vendetta? Quanto prima di essere reclutata da qualcuno che cerca persone che non abbiano niente da perdere? Persone che hanno perso tutto in un colpo solo. Quello che secondo me il mondo non capisce e’ che non si diventa uomini bomba perche’ – come viene detto –in paradiso si riceveranno 70 o chissa’ quante vergini. Si diventa uomini bomba perche’ e’ la fine vendicativa di una vita che non vale piu’ la pena di essere vissuta, una vita probabilmente derubata violentemente della sua umanita’ da un terrorista locale – o da un soldato straniero.
    Odio gli uomini bomba. Odio il modo in cui il mio cuore batte all’impazzata ogni volta che passo vicino ad una macchina sospetta – e ogni macchina sembra sospetta in questi giorni. Odio il modo in cui le moschee sunnite e le moschee sciite vengono prese di mira da ogni parte. Odio vedere i corpi ammucchiarsi negli ospedali, i denti serrati per il dolore, uomini e donne in lacrime…
    Ma capisco perfettamente come la gente ci arrivi.
    Una vittima stava tenendo sua figlia per mano. “Il bandito ha detto alla ragazza di spostarsi e poi ha sparato al padre”, ha detto un parente.
    C’e’ qualcuno che si sorprenderebbe se la ragazza sopra citata crescesse con un odio talmente vizioso e un desiderio di vendetta talmente grande da dominare qualsiasi altra cosa nella sua vita?
    O tre giorni fa quando truppe americane ed irachene hanno sparato ad una famiglia che viaggiava da una citta’ all’altra, uccidendo cinque membri della famiglia. “Sono tutti bambini, non sono terroristi”, ha urlato uno dei parenti. “Guardi i bambini”, ha detto mentre un ufficiale dell’obitorio portava un bambino piccolo, morto, in una cella frigorifera.
    Chi ha bisogno di Al Qaeda per reclutare “terroristi” quando hai il Da’awa, lo SCIRI (Consiglio Supremo per la Rivoluzione Islamica in Iraq) e un’occupazione Americana?
    Il Ministro degli Interni Iracheno nega tutto cio’, naturalmente. Proprio come negano tutto l’incidente della casa delle torture di Jadriya e tutti i loro altri omicidi e le baldorie assassine. Sono arrivati ad affermare che gli Americani mentono riguardo alla casa delle torture di Jadriya.
    Nelle ultime tre settimane sono stati assassinati almeno sei importanti dottori/professori. Alcuni di loro erano Sciiti ed altri erano Sunniti – alcuni erano ex Ba’atisti ed altri non lo erano. L’unica cosa che hanno in comune e’ il fatto che ciascuno di loro svolgeva un ruolo di spicco nelle universita’ irachene prima della guerra: dr. Haykal Al-Musawi, dr. Ra’ad Al-Mawla (biologo), dr. Sa’ad Al-Ansari, dr. Mustafa Al-Heeti (pediatra), dr. Amir Al-Khazraij, e dr. Mohammed Al-Jaza’eri (chirurgo).
    Non conosco i dettagli di tutte le uccisioni. Conoscevo il dr. Ra’ad Al-Mawla – ex professore e capo dipartimento della facolta’ di scienze dell’Universita’ di Baghdad – sciita. Era un uomo tranquillo – un gentiluomo a cui ci si poteva sempre rivolgere per un problema. E’ stato ucciso a colpi di arma da fuoco nel suo ufficio, fuori dal campus. Una terribile perdita.
    Un altro professore ucciso un po’ prima questo mese era capo della facolta’ di farmacia. Aveva avuto dei problemi con degli studenti del Da’awa quest’anno. Dopo la vittoria alle elezioni di Ja’afari e degli altri, i loro seguaci al college volevano tenere una celebrazione dentro il college. Intuendo che questo avrebbe creato dei problemi, il professore non permise nessun festeggiamento a parte i soliti striscioni. Disse loro che quello era un college dove studiare ed imparare, e di lasciare fuori la politica. Alcuni studenti lo minacciarono – ci furono piccoli scontri all’interno del college. E’ stato ucciso circa una settimana fa – forse di piu’.
    Chiunque si trovi dietro questi omicidi, l’Iraq sta perdendo velocemente le sue persone istruite. Sempre piu’ dottori e professori si stanno muovendo per lasciare il Paese.
    Il problema con questa situazione non e’ solo la fuga dei cervelli – e’ il fatto che questa sempre piu’ ridotta classe istruita e’ anche la classe secolare irachena.

    Note:

    Traduzione di Martina Perazza per www.peacelink.it

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