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    Verso un nuovo Nepal

    Venerdì 16 giugno è stato firmato, tra il governo nepalese e Prachanda, leader dei Maoisti, un accordo che dovrebbe regolare il percorso dei Maoisti all'interno della politica governativa ed il popolo nepalese verso l'Assemblea Costituente.
    18 giugno 2006 - Monica Mottin

    Un altro gigantesco passo avanti verso la pace.

    Il secondo round delle trattative tra il governo nepalese e i Maoisti avvenuto venerdì 16 giugno e coordinato dai leader supremi GP Koirala e Prachanda ha prodotto un accordo in 8 punti per regolare il percorso che dovrebbe portare i Maoisti all'interno della politica governativa e l'intera popolazione verso l'Assemblea Costituente che dovrà decidere il futuro ordinamento del paese. Ecco i punti salienti dell'accordo:
    Prachanda arriva al meeting su un'auto governativa


    1. Seguire con onestà e fermezza sia l'accordo in 12 punti (Novembre 2005) sia il codice di condotta in 25 punti (Maggio 2006) siglati tra SPA (Alleanza dei Sette Partiti) e CPN (Maoista).

    2. Portare avanti le proprie attività in modo pacifico, esprimendo impegno verso norme e valori democratici tra cui un sistema di governo multi partititico competitivo, libertà civili, diritti fondamentali, libertà di stampa e legalità.

    3. Richiedere l'aiuto delle Nazioni Unite nella gestione e nel monitaraggio delle forze armate e delle armi sia del governo che dei Maoisti in modo da garantire che le elezioni dell'Assemblea Costituente si svolgano in modo libero e corretto.

    4. Garantire i diritti fondamentali ottenuti dai cittadini nepalesi nel movimento popolare del 1990 e in quello dello scorso aprile, formare una costituzione ed un governo ad interim, annunciare la data per l'elezione dell'Assemblea Costituente, dissolvere il Parlamento di comune accordo dopo aver concordato un'alternativa, dissolvere i 'governi del popolo' del CPN (Maoista).

    5. Prendere di comune accordo decisioni che possono avere conseguenze importanti per la nazione.

    6. Garantire la partecipazione del popolo nepalese all'elezione dell'Assemblea Costituente senza che possano essere viziate da paura, pressioni, minacce o violenza. Secondo necessità, invitare osservatori internazionali a monitorare le elezioni.

    7. Trasformare il cessate il fuoco tra il governo del Nepal e il CPN (Maoista) in una pace permanente, focalizzando l'attenzione su democrazia, pace, prosperità, cambiamento progressista e mettendo al centro l'indipendenza, la sovranità e la dignità della nazione. Modificare la struttura dello stato in modo tale da poter risolvere problemi legati a differenze etniche, regionali, di classe e di genere.

    8. Il governo e i Maoisti si impegnano a mettere in pratica immediatamente i punti sopra accordati.

    Subito dopo la conclusione del summit, rappresentati del governo e Maoisti hanno deciso di formare una commissione per abozzare la costituzione ad interim. A coordinare i lavori sarà l'ex presidente della Corte Suprema Laxman Prasad Aryal, coadiuvato da giudici esperti quali Harihar Dhahal, Sindhunath Pyakurel, avvocato e difensore dei diritti umani, Sambhu Thapa, presidente dell'ordine degli avvocati nepalese. Sono stati anche accordati dei tempi ben precisi: la nuova costituzione ad interim e i governo ad interim di cui faranno parte anche rappresentanti Maoisti saranno molto probabilmente finalizzati entro un mese mentre le elezioni dovrebbero aver luogo tra aprile e maggio del prossimo anno.

    Prachanda al centro con occhiali e baffi, con Bhattarai alla sua sinistra, Madhav Kumar Nepal leader del CPN(UML) alla sua destra, il coordinatore della delegazione del governo e primo ministro Krishna Prasad Situala e l' ex primo ministro Sher Bahadur De


    Un ritorno storico a Kathmandu per Prachanda: da terrorrista ricercato numero uno qual era fino pochi mesi fa, a rappresentante politico corteggiato da media nepalesi e stranieri. Prachanda e Bhattarai sono stati accompagnati in aereo da Pokhara a Kathmandu dal ministro degli interni Sitaula ed hanno raggiunto la dimora del primo ministro a Baluwatar, dove si è svolto l'incontro, su un'auto governativa con bandiera nepalese. Fuori, ad attendere l'esito dei colloqui, uomini dell'esercito nepalese scambiano pareri con membri dell'PLA (Esercito di Liberazione Popolare) Maoista.

    Tlak Pokharel di Ekantipur riporta conversazioni straordinarie in cui uomini che fino a poco tempo fa stavano su fronti opposti condividono emozioni e curiosità: assicurando la polizia che i ribelli non erano una banda di ragazzi cattivi, un Maoista esorta i soldati dell'esercito a lavorare insieme per ricostruire la loro nazione. 'Dove trovate le armi?' chiede un poliziotto in divisa blu e bastone. Un giovane Maoista sui vent'anni risponde 'le abbiamo rubate a voi'. 'Ma noi non abbiamo AK-47' ribatte il poliziotto incuriosito. 'Oh, quelli vengono da un'altra parte' risponde il ragazzo senza specificare la fonte.

    Le scorse settimane, tuttavia, sono state scandite da aspre polemiche e concessioni fatte al fine di creare uno spazio favorevole alla seconda fase dei negoziati, che sembrava non arrivare mai.

    TADO, l'ordinanza contro il terrorismo in base alla quale molti Maoisti sono stati arrestati, è stata cancellata permettendo la scarcerazione di centinaia di prigionieri sospettati di appartenere al partito.

    GP Koirala, in un incontro tenutosi a Biratnagar, suo paese natale, lo scorso 14 giugno, ha sostenuto invece l'intenzione del NC (Partito del Congresso Nepalese) di affidare al re un ruolo cerimoniale al fine di dare spazio a tutte le forze politiche in modo da garantire una pace stabile. La notizia ha scatenato le proteste di gruppi di studenti che chiedono invece la repubblica, oltre alle perplessità di molti osservatori. Quale potrebbe essere il motivo per cui Koirala sta cercando di salvare un posto per re Gyanendra, contestato fino a poche settimane fa?
    Intanto molti osservatori hanno criticato questa presa di posizione sostenendo che se da un lato Koirala, in nome del suo partito, può sostenere una monarchia cerimoniale, come primo ministro invece non dovrebbe prendere una posizione così precisa. Ameet Dhakal, del Kathmandu Post, sostiene che forse Koirala non si fida dell'esercito e sospetta che nonostante i cambiamenti di facciata e di nome i generali siano ancora fedeli alla famiglia reale. O forse Koirala non si fida totalmente dei Maoisti e vuole tenere la monarchia come potere di bilanciamento. O forse Koirale vuole perdonare il re e accaparrarsi il favore dell'esercito. O forse ancora è l'India a supportare una soluzione simile. Ma sono solo supposizioni e la fantasia si può scatenerare. In realtà Koirala non ha mai sostenuto apertamente la repubblica. Dovrà essere però il popolo a decidere.
    Proteste degli studenti contro le dichiarazioni di Koirala


    Sono continuate anche le campagne di 'donazioni' portate avanti da gruppi Maoisti specialmente nel sud del paese nonostante gli accordi di maggio lo vietassero. Secondo ekantipur, nel distretto di Chitwan la percentuale richesta ad impiegati statali, professionisti ed insegnanti è salita dal 10 al 50% dello stipendio mensile tanto che alcuni impiegati hanno chiesto un periodo di aspettativa per evitare le estorsioni. Il motivo addotto è la necessità di sfamare le truppe e il bisogno è stato riconosciuto anche dal governo che ha valiato la possibilità di destinare dei soldi a questo scopo. Rappresentanti del partito Maoista hanno però negato le accuse affermando invece di raccogliere solo offerte volontarie nonostante fonti sul campo smentiscano una simile spiegazione. Prashant Jha di Frontline sostiene invece la possibilità che questa spinta alle 'donazioni' sia dovuta alla consapevolezza diffusa che forse questo è l'ultimo periodo in cui si possono recuperare risorse, sia per l'organizzazione, sia per benefici personali, con la minaccia delle armi.

    Si sono moltiplicate inoltre le attività da parte di gruppi di estrema destra legati al fondamentalismo induista: reputando 'illegale e non democratica' la decisione del Parlamento (18 Maggio 2006) di far diventare il Nepal uno stato secolare. Il generale Bharat Keshar Simha, vicino al re e leader della WHF (World Hindu Federation), Federazione Induista Mondiale, secondo fonti di Frontline avrebbe affermato: 'Stiamo preparando una strategia comune e lanceremo un movimento su grande scala contro il proclama del Parlamento. Gli Induisti di tutto il mondo hanno deciso di non lasciare perdere'. Nelle scorse settimane proteste organizzate dalla WHF e VHP (Vishva Hindu Parishad) hanno fermato per alcuni giorni Birgunj e altre città del sud del paese ma non sembrano attualmente costituire una seria minaccia per la SPA che tuttavia dovrà tenere presente anche queste voci di dissenso nel futuro.

    Lo striscione indica 'check point per tutti i veicoli – Area sotto il controllo del governo popolare Maoista': i ribelli Maoisti hanno costruito una barricata sul ponte Tamakoshi lungo la strada Lamosanghu-Jiri per raccogliere pedaggi dai veicoli.


    Ancora una volta c'è grande speranza e fiducia tra la gente.

    Nè le opinioni personali di GP Koirala, nè la difficoltà di gestire un codice di condotta hanno infatti disturbato l'armonia e il dialogo tra SPA, leader della società civile e Maoisti in questo importante momento di transizione. Ci sono forti spinte tradizionaliste, ma anche un movimento popolare che ha lasciato in eredità una visione chiara per il futuro paese. Le forze in causa si sono dimostrate soddisfatte dei risultati del vertice. Parlando ai giornalisti in una conferenza stampa al termine dell'incontro di venerdì Prachanda, secondo fonti di ekantipur, ha affermato che l'accordo ha provato che lavorando insieme i desideri di pace e prosperità del paese possono essere esauditi, sfidando con coraggio le pressioni di 'stati potenti' e 'grandi rivoluzionari' che osteggiavano l'idea di poter condividere un percorso comune contro l'autocrazia. 'Nessuno avrebbe pensato che ribelli nel pieno di una lotta armata e partiti impegnati nella politica parlamentare si sarebbero uniti per rendere possibile una rivoluzione. E' ben più di un dare e avere politico. E' un esperimento che prova una nuova modalità di pace a beneficio del mondo intero' ha aggiunto Prachanda ribadendo inoltre che ognuno è libero di andare all'Assemblea Costutuente con le proprie idee. Società civile, partiti politici e ribelli hanno firmato un accordo straordinario sulla via della costruzione di una pace stabile. E' però Prachanda l'eroe che domina la scena in questi giorni. Persino un ex ministro del governo del re, Ramesh Nath Pandey, si è dimostrato colpito dal leader Maoista e ha rivelato al Kathmandu Post 'Sono stato molto impressionato da come Prachanda ha presentato la sua visione del futuro del Nepal. Devo aggiungere che ha dimostrato un sentimento patriottico ammirevole'.

    Note:

    Articolo realizzato da Monica Mottin per www.peacelink.it

    Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la
    fonte (Associazione PeaceLink) e l'autore.

    mm@soas.ac.uk

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