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    Libano: l'ONU ha chiesto ufficialmente un cessate il fuoco di 72 ore

    Jan Egeland, responsabile ONU per le crisi umanitarie ha chiesto una tregua di tre giorni per evacuare i civili intrappolati nelle aree del sud del Libano dove infuriano i combattimenti
    28 luglio 2006 - Aluf Benn, Yoav Stern, Amos Harel e News Agencies
    Fonte: Ha'aretz

    Venerdì [28 luglio 2006, n.d.t.], il responsabile delle Nazioni Unite per le crisi umanitarie ha richiesto una tregua di tre giorni tra Israele e gli Hezbollah per evacuare i civili intrappolati e per inviare le provviste alle aree che sono rimaste isolate a causa dei combattimenti.
    Jan Egeland ha riferito ai reporter che migliaia di bambini, anziani e disabili sono in pericolo dopo oltre due settimane di guerra, mentre le scorte di cibo e di medicine si stanno esaurendo.
    Ha affermato di sperare che una pausa di tre giorni possa essere l’inizio di una più ampia fine delle ostilità da entrambe le parti.
    Egeland ha dichiarato che, per il momento, chiederà agli Israeliani ed ai Libanesi “almeno per incominciare, una tregua di 72 ore, per evacuare i feriti, evacuare i bambini, evacuare gli anziani e i disabili dal sud del Libano che si trova sotto il fuoco incrociato”.
    Ha dichiarato che gli operatori umanitari stanno “accelerando” il loro lavoro e, aspettano le garanzie di sicurezza e la presenza di percorsi sicuri per i convogli, e il prossimo mese saranno in grado di fornire dalle 10.000 alle 20.000 tonnellate di cibo in Libano.
    “Ma soltanto la fine delle ostilità riuscirà a placare la sofferenza delle popolazioni civili,” ha affermato Egeland.
    Le Nazioni Unite sposteranno i loro osservatori dal confine tra Israele e Libano.
    Venerdì, un portavoce ha dichiarato che le Nazioni Unite sposteranno i loro osservatori non armati dalle loro postazioni lungo il confine tra Libano e Israele, riposizionandoli all’interno insieme alle forze di pace.
    La decisione è arrivata dopo che una delle postazioni del gruppo di osservatori, noto come UNTSO, è stata distrutta da un attacco aereo israeliano all’inizio di questa settimana, uccidendone quattro.
    “Si tratta di persone non armate e quella postazione serve a proteggerli,” ha dichiarato Milos Struger, portavoce dell’UNIFIL, la forza di pace i cui 2.000 membri si servono di armi leggere per l’autodifesa.
    Milos Struger, portavoce dei peacekeeper dell’UNIFIL, ha detto che l’UNTSO ha circa 50 osservatori in quattro postazioni lungo il confine, due delle quali sono già state abbandonate – quella che è stata distrutta a Khiam ed un’altra vicino al villaggio di Maroun al-Ras, abbandonata dopo che uno degli osservatori è stato gravemente ferito dal fuoco degli Hezbollah il 23 luglio.
    Ha anche detto che lo staff deve essere spostato dalle due postazioni rimaste in postazioni dell’UNIFIL lungo il confine, ma Struger non sa dire se questo spostamento sia stato completato.
    L’UNTSO - acronimo di UN Truce Supervision Organization [Organizzazione di Supervisione della Tregua delle Nazioni Unite, n.d.t.] – venne fondato nel 1948 per monitorare il 'cessate il fuoco' dopo la guerra seguita alla creazione dello stato d’Israele.
    L’UNIFIL – acronimo di UN Interim Force in Lebanon [Forza Provvisoria delle Nazioni Unite in Libano, n.d.t.]- venne creato dopo il ritiro di Israele dal Libano nel 1978. Ha oltre 30 posti di osservazione e basi lungo il confine, che controllano e stilano resoconti sugli atti di violenza commessi nella regione.
    Israele esclude le Nazioni Unite dal loro ruolo di forza di pace.
    Giovedì, l’ambasciatore di Israele alle Nazioni Unite ha escluso il coinvolgimento principale delle Nazioni Unite in una potenziale forza internazionale in Libano, affermando che occorrono truppe di professionisti meglio addestrati per una situazione così incandescente.
    Dan Gillerman ha anche detto che Israele non permetterà alle Nazioni Unite di partecipare alle indagini sull’attacco aereo israeliano che ha distrutto una postazione dell’attuale missione di pace delle Nazioni Unite in Libano. Quattro osservatori delle Nazioni Unite sono stati uccisi nell’attacco di martedì.
    “Israele non ha mai accordato alcuna indagine congiunta, e non credo che se mai qualcosa dovesse succedere in questo Paese, o in Gran Bretagna o in Italia o in Francia, il governo di quel Paese accetterebbe una indagine congiunta,” ha aggiunto Gillerman.
    Gillerman ha presentato le scuse per l’attacco che ha ucciso i quattro osservatori delle Nazioni Unite, ma ha anche aggiunto che in guerra simili incidenti accadono.
    “C’è una guerra in corso,” ha dichiarato ai reporter. “La guerra è una brutta cosa e durante la guerra, errori e tragedie possono verificarsi.”
    Gillerman, che ha parlato durante un evento organizzato dal gruppo di pressione The Israel Project [Il Progetto Israele, n.d.t.] e in seguito all’interno delle Nazioni Unite, ha difeso in modo acceso la campagna di due settimane di Israele contro i militanti Hezbollah. Ha affermato di avere sentito alcuni diplomatici del Medio Oriente che gli avrebbero detto che Israele sta facendo bene ad inseguire gli Hezbollah.
    Il suo rifiuto di condurre un’indagine congiunta sarà uno schiaffo per i funzionari delle Nazioni Unite, che hanno cercato espressamente una collaborazione con Israele nelle indagini sul bombardamento.
    Gillerman è stato molto critico dell’attuale forza di pace delle Nazioni Unite, schierata in una zona cuscinetto tra Israele e Libano dal 1978, affermando che i suoi servizi sono a volte stati usati per coprire i militanti Hezbollah e che essa non ha svolto bene il suo compito.
    “Non è mai riuscita a prevenire gli attacchi contro Israele, gli attacchi terroristici, né i sequestri,” ha affermato. “O non hanno visto o non sapevano o non volevano vedere, ma si tratta di incompetenti.”
    Gillerman ha persino deriso il nome della forza - UN Interim Force in Lebanon [Forza Provvisoria delle Nazioni Unite in Libano].
    “Provvisorio nel gergo delle Nazioni Unite significa 28 anni,” ha detto.
    Ha sostenuto che i difetti della forza delle Nazioni Unite rendono necessario che una forza delle Nazioni Unite giunga da altrove, anche se magari con il mandato delle Nazioni Unite.
    “Così ovviamente non può essere una forza delle Nazioni Unite,” ha dichiarato Gillerman. "Dovrà essere una forza internazionale, formata da professionisti, con soldati provenienti da Paesi che hanno la formazione e le capacità necessarie per essere efficaci.”
    Gillerman ha inoltre dichiarato che una forza di questo tipo deve avere due obiettivi principali. Disarmare completamente gli Hezbollah e assicurarsi che abbiano perso tutta la loro forza di organizzazione terroristica, e controllare il confine tra Siria e Libano “per assicurarsi che non entrino in Libano nuove armi, razzi, armi illegali.”
    Nonostante l’opposizione ad una forza delle Nazioni Unite, Gillerman ha affermato che Israele non intende “escludere nessuno,” e che “la creazione, la composizione e i Paesi che forniranno i soldati per questa forza deve essere ancora deciso.”
    Gillerman ha anche detto che Israele accoglierà volentieri ogni tipo di informazione da parte delle Nazioni Unite mentre condurrà le indagini, e prenderà in considerazione qualsiasi richiesta di informazioni da parte delle Nazioni Unite.
    Il Consiglio delle Nazioni Unite esprime il suo ‘shock’ per l’attacco da parte della IAF [Israel Air Force, Forza Aerea Israeliana, n.d.t.] contro una postazione delle Nazioni Unite.
    Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha usato espressioni di sconcerto e preoccupazione giovedì parlando riguardo al bombardamento da parte di Israele di un avamposto delle Nazioni Unite in Libano che ha ucciso quattro inermi peacekeeper delle Nazioni Unite.
    La Cina ha preteso giovedì mattina che Israele muovesse le proprie scuse per la morte di un osservatore cinese delle Nazioni Unite avvenuta martedì nel sud del Libano. Altri tre osservatori – un austriaco, un canadese ed un finlandese – sono morti nel bombardamento aereo.
    La dichiarazione della linea politica, che ha meno peso di una risoluzione, è stata più debole di quella proposta dalla Cina e da altre nazioni, dopo oltre un giorno di negoziazioni e obiezioni da parte degli Stati Uniti, che volevano assicurarsi che Israele non fosse direttamente incolpato per l’attacco.
    La Cina, esprimendo la propria frustrazione per il ritardo, ha ammonito gli Stati Uniti dicendo che la loro opposizione alla dichiarazione potrebbe mettere a repentaglio le negoziazioni delle Nazioni Unite per una risoluzione che ordini all’Iran di fermare i suoi programmi di arricchimento nucleare. Uno dei peacekeeper ucciso martedì era cinese e insieme a lui sono morti un austriaco, un canadese ed un finlandese.
    La bozza finale adottata dal consiglio di 15 membri ha eliminato le parole “condannare ogni attacco deliberato contro le forze delle Nazioni Unite” come anche la richiesta di un’indagine congiunta tra Israele e le Nazioni Unite, che il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan aveva preteso.
    Ha invece richiesto che Israele “conduca una completa indagine sull’accaduto, prendendo in considerazione ogni informazione rilevante fornita dalle autorità delle Nazioni Unite.”
    Si è dichiarato che il Consiglio di Sicurezza “è profondamente sconvolto e preoccupato dall’attacco da parte delle Israel Defense Forces [Forze di Difesa Israeliane, n.d.t.] contro una postazione di osservatori delle Nazioni Unite avvenuta il 25 luglio 2006 nel sud del Libano, che ha causato la morte di quattro osservatori militari delle Nazioni Unite.”
    Israele ha presentato le sue scuse e affermato che si è trattato di un errore.
    I funzionari delle Nazioni Unite hanno dichiarato di aver richiesto ad Israele una dozzina di volte di fermare i bombardamenti nell’area vicina alla postazione alcune ore prima che venisse distrutta.
    Jane Lute, un’assistente americana del segretario generale per le forze di pace, ha riferito al Consiglio di Sicurezza che l’avamposto è stato colpito dal fuoco di Israele per 21 volte, e quattro volte ha subito attacchi diretti.
    Dopo che la dichiarazione è stata emessa, l’ambasciatore cinese alle Nazioni Unite, Wang Guangya, ha dichiarato di essere sollevato dal fatto che sia stata intrapresa un’azione anche se la bozza finale risulta essere annacquata. L’ambasciatore aveva in precedenza dichiarato la sua frustrazione nei confronti della posizione degli Stati Uniti.

    Note:

    http://www.haaretz.com/hasen/spages/743541.htm

    Tradotto da Cristina Pezzolesi per www.peacelink.it
    Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la
    fonte e l'autore.

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