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    I bombardamenti israeliani hanno provocato un disastro ambientale in Libano

    Gli attacchi israeliani contro il Libano stanno arrecando danni irreparabili all'ambiente naturale

    La guerra in Libano sta causando la più grave catastrofe ambientale della storia di questo Paese:la fuoriuscita di 15.000 tonnellate di petrolio dall’impianto di produzione elettrica Jiyyeh sta danneggiando gran parte della costa libanese
    29 luglio 2006 - Wael Hmaidan (Wael Hmaidan è stato negli ultimi tre anni attivista di Greenpeace per il mondo arabo. Attualmente è un ambientalista e consigliere per la politica ambientale delle NGO libanesi e regionali.)

    L’escalation di attacchi da parte di Israele contro il Libano non ha soltanto ucciso i civili e le infrastrutture libanesi, ma sta annientando anche l’ambiente naturale libanese. La scorsa settimana una fuoriuscita di 15.000 tonnellate di petrolio è stata causata dal bombardamento aereo israeliano sull’impianto di produzione elettrica Jiyyeh nel sud del Libano. Tale impianto elettrico ha 6 serbatoi di combustibile. Quattro di questi sono completamente andati in fiamme, mentre il quinto, che è anche la principale causa della fuoriuscita, sta ancora bruciando. Il Ministro dell’Ambiente libanese è preoccupato che il sesto serbatoio, che è sotto terra e che è rimasto finora intatto, possa esplodere aggravando così la portata del problema.
    tratto da http://beirutupdate.blogspot.com/


    Lo strato oleoso di petrolio è comparso per la prima volta la scorsa settimana su quella che era un tempo l’incantevole spiaggia di Ramlet El-Beida a Beirut, che è (o meglio, un tempo era) l’unica spiaggia pubblica per gli abitanti della capitale Beirut. Dopo la scoperta della fuoriuscita di petrolio, diversi ambientalisti hanno avvisato i media, i quali a loro volta hanno mobilitato il comune di Beirut e il Ministro dell’Ambiente. Dopo alcuni giorni di indagini, risulta chiaro che più di 100km di costa libanese, da Jiyyeh nel sud a Chekka nel nord, sono stati danneggiati dalla fuoriuscita di petrolio.
    tratto da http://beirutupdate.blogspot.com/
    Le organizzazioni non governative libanesi hanno definito questa fuoriuscita come la peggiore crisi ambientale nella storia del Libano. Tanto per rendere l’idea, nel 2003 una fuoriuscita di 50 tonnellate di petrolio nel nord da un’azienda di cemento ha inferto un durissimo colpo all’ambiente costiero libanese e c’è voluto un anno di sforzi per ripulire. L’attuale fuoriuscita è 300 volte maggiore, e c’è il rischio che altro petrolio finisca in mare.

    Questa fuoriuscita avrà un impatto estremamente negativo sull’ambiente marino del Mediterraneo. La costa libanese è un luogo molto importante per i pesci che vi depongono le uova e per le tartarughe marine, che vi nidificano, tra cui la tartaruga verde che è una specie a rischio di estinzione nel Mediterraneo.

    Durante il mese di luglio le uova di tartaruga iniziano a rompersi e tutti i cuccioli di tartaruga hanno bisogno di raggiungere le acque profonde il più presto possibile. Con lo strato di petrolio che si trova lungo il loro percorso non ce la faranno mai. Inoltre, in questo periodo dell’anno si trovano nelle acque costiere del Mediterraneo orientale anche i tonni dalla pinna blu, una specie del Mediterraneo molto importante dal punto di vista commerciale e che ha già risentito dell’eccessiva pesca di cui è vittima. La fuoriuscita di petrolio, che in parte si è depositata sul fondo del mare, è una minaccia per le aree di riproduzione dei tonni dalla pinna blu e degli altri pesci.

    Un altro importante impatto di questa fuoriuscita di petrolio è l’effetto che avrà in futuro sul turismo. La costa libanese è un’importante meta turistica, e quando la guerra finirà, il Libano avrà bisogno di ricorrere a tutte le sue fonti di guadagno per ricostruire le sue infrastrutture. Ora le incantevoli spiagge bianche libanesi sono tossiche e inutili, ricoperte da uno strato nero il cui cattivo odore si sente da molto lontano.

    Secondo quanto riportano i media il Ministro per l’Ambiente ha dichiarato che la fuoriuscita di petrolio è tale da superare le possibilità dell’autorità locale di gestire il problema e che c’è bisogno di un urgente intervento di aiuto dall’esterno. Il Ministro dell’Ambiente ha organizzato un team per occuparsi di questo problema e ha richiesto aiuti allo United Nations Environmental Program [Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite, n.d.t.] e al Regional Marine Pollution Emergency Response Center for the Mediterranean (REMPEC) [Centro di Risposta all’Emergenza di Inquinamento Marino Regionale per il Mediterraneo, n.d.t.]. La Kuwaiti Environment Authority [Autorità per l’Ambiente del Kuwait, n.d.t.] ha risposto alla richiesta del governo libanese promettendo l’invio di equipaggio ed esperti per aiutare a ripulire la costa. Tuttavia, i continui bombardamenti aerei israeliani renderanno molto difficili le operazioni di pulizia della costa. La scorsa settimana Israele ha preso di mira le ambulanze e i camion di soccorsi che entravano nel nostro Paese. Non c’è nessuna garanzia che Israele non prenda di mira anche gli equipaggi mentre si avvicinano alle spiagge, e quindi gli sforzi per ripulirle non potrebbero aver luogo finché non si raggiunge il ‘cessate il fuoco’.

    Questa fuoriuscita non sarà l’unico impatto ambientale dell’attacco contro il Libano. Altri danni comprendono l’inquinamento dell’aria e le fughe di sostanze chimiche provocate dai bombardamenti alle fabbriche industriali, ai bunker di combustibile, ed alle altre strutture infiammabili; l’uso dell’uranio impoverito nelle bombe israeliane, e l’enorme desolazione e crisi sanitaria di 750.000 profughi in Libano, che può portare all’inquinamento delle acque e alla diffusione di malattie. Una completa valutazione dell’impatto ambientale di questa guerra si potrà fare solo quando il conflitto sarà finito ed il Libano dovrebbe cooperare con la comunità internazionale per risolvere questo problema.

    Note:

    Per informazioni contattare: Wael Hmaidan, mobile: +961-3-506313, email:
    whmaidan@care2.com

    Tradotto da Cristina Pezzolesi per www.peacelink.it
    Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la
    fonte e l'autore.

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