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Appello dell'UNICEF per la cessazione delle ostilità in Libano

3 agosto 2006 - UNICEF Italia


L'UNICEF reitera l'appello per una cessazione delle ostilità, l'immediato accesso umanitario a tutte le aree del Libano colpite dalla guerra e la piena libertà di movimento, indispensabile per portare gli aiuti d'emergenza alle popolazioni civili e ai bambini in particolare, che restano le principali vittime della crisi mediorientale, tanto in Libano quanto a Gaza.

Mentre si intensificano le operazioni militari, restrizioni di movimento e problemi di sicurezza continuano ad ostacolare la distribuzione degli aiuti alle popolazioni civili: dei 3 convogli d'aiuti ONU - un totale di circa 30 camion, di cui 7 con aiuti dell'UNICEF - con partenza programmata il 1° agosto per il Libano meridionale (Ramisch, Tebnine, Naquora, Saida), il primo non ha ancora ricevuto il via libera dalle autorità israeliane; il secondo si è dovuto fermare per la notte a Tiro per problemi di sicurezza; il terzo è stato deviato a Tiro dove effettuerà la distribuzione degli aiuti.

I convogli contengono aiuti UNICEF d'emergenza, tra cui 4 autobotti con oltre 40.000 litri d'acqua potabile, medicinali di base per circa 225 famiglie, 130 kit familiari per l'acqua, 20 kit con materiali socio-ricreativi per più di 1.800 bambini.

Inoltre, dal magazzino centrale degli aiuti a Copenaghen l'UNICEF sta inviando oltre 40 tonnellate di medicinali di base, 100 kit medici di pronto soccorso, 200 cisterne gonfiabili da 1.500 e 5.000 litri di capienza, 30.000 kit igienici per adulti e bambini, 31.400 tra pacchi di pannolini per bambini e prodotti per l'igiene intima femminile, 200.000 dosi di vaccino antipolio e 200.000 contro il morbillo: l'arrivo del carico d'aiuti è previsto per la giornata di domani (tra domenica e lunedì erano giunte da Copenaghen oltre 600.000 dosi di vitamina A).

Nella giornata odierna, inoltre, è stata avviata con successo la campagna di vaccinazione dei bambini sfollati accolti negli spazi pubblici di Beirut, la prima dall'inizio della crisi, dove si programma anche la distribuzione di 375 kit socio-ricreativi, arrivati ieri, a oltre 33.750 bambini sfollati.

L'UNICEF esprime profonda preoccupazione per il crescente numero di bambini uccisi, feriti o duramente colpiti dall'escalation di violenze in Medio Oriente: degli oltre 800 morti e 3.200 feriti in Libano, 1/3 sono bambini, che rappresentano anche il 45% degli oltre 900.000 sfollati. Ma bambini continuano a morire anche a Gaza e in Israele.

"Con l'attenzione dei media internazionali concentrata sul disastro umanitario in Libano, la crisi umanitaria di Gaza e sul punto d'essere dimenticata", ha dichiarato Dan Rohrmann, Rappresentate dell'UNICEF nel Territorio Palestinese Occupato, appena tornato dalla Striscia di Gaza.

In Israele, 51 persone sono morte dall'inizio del conflitto, di cui la metà civili. A Gaza, tra grandi difficoltà, l'UNICEF sta intensificando i propri interventi d'emergenza per sanità, acqua e igiene, assistenza picosociale e protezione dell'infanzia.

"L'UNICEF ricorda a tutte le parti che ogni bambino gode di diritti fondamentali, incluso il diritto alla salute, all'acqua, all'istruzione e alla protezione", ha dichiarato il Rappresentante UNICEF: "Questi diritti devono essere salvaguardati indistintamente dal contesto in cui i bambini si ritrovano a vivere. La protezione dei civili, bambini inclusi, è, in base alla 4ª Convezione di Ginevra, un obbligo imposto dal diritto internazionale umanitario".

L'UNICEF ha lanciato un appello alla solidarietà internazionale per raccogliere 23,8 milioni di dollari per aiuti immediati all'infanzia in Libano, come parte del più vasto appello congiunto dell'ONU (150 milioni di dollari).

Puoi aiutare i bambini del Libano con un versamento tramite:

- donazione on-line
- cc postale n. 745.000, intestato a UNICEF Italia, causale "Emergenza Libano"
- cc bancario n. 000000510051, UNICEF Italia, Banca Popolare Etica, CIN R, ABI 05018, CAB 03200
- Numero Verde UNICEF 800-745.000
- offerta presso i Comitati UNICEF di tutta Italia (indirizzi su www.unicef.it/comitati e sugli elenchi telefonici).

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