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    In Libano in missione di pace



    A Beirut una delegazione della società civile italiana per solidarizzare con la popolazione colpita dai bombardamenti e sostenere la società civile libanese
    4 agosto 2006 - Un ponte per......


    E’ in partenza sabato per Beirut una delegazione di associazioni pacifiste e di ONG italiane attive in questi ultimi anni in Libano che si riconoscono nel movimento per la pace e nel processo dei Forum sociali.

    Scopo principale della missione è verificare come sostenere al meglio la società civile libanese nella richiesta espressa alla società civile internazionale di mobilitarsi per un cessate il fuoco immediato e di sostenere la loro opera di accoglienza e assistenza agli sfollati dalle bombe.

    I rappresentanti della società civile italiana si recheranno a Beirut dal 5 al 9 agosto e incontreranno i rappresentanti delle associazioni e delle reti della società civile libanese e palestinese, laiche e religiose, le istituzioni libanesi, l’Ambasciata italiana e la Delegazione della Commissione Europea, le agenzie internazionali umanitarie; visiteranno ospedali e le installazioni di emergenza in cui è ospitata la popolazione sfollata.

    La delegazione, nel chiedere con fermezza l’immediato cessate il fuoco e l’apertura di negoziati, esprime solidarietà a tutte le vittime del conflitto: libanesi, palestinesi e israeliane e condanna l’ingiustificato attacco israeliano contro un paese sovrano e l’indiscriminato bombardamento della popolazione e di obiettivi civili.

    La delegazione è composta da Un Ponte per, Arci, Assopace, Libera, Pax Christi, Rete di Lilliput, Servizio Civile Internazionale e CISS e ARCS in rappresentanza del Gruppo Libano – Piattaforma Palestina (AOI)

    Il documento della delegazione
    Una delegazione di organizzazioni della società civile italiana si recherà in Libano per solidarizzare con la popolazione bombardata e sostenere la società civile libanese impegnata nel difficile lavoro di informazione indipendente sulla guerra e di assistenza alla popolazione

    In Libano non ci sono solo guerra e vittime, c’e’ anche una società civile che in questi difficili anni si e’ rimboccata le maniche e ha lavorato per ricostruire il Paese, consolidare la convivenza, promuovere i diritti umani e la democrazia, e ristabilire la sovranita’ nazionale.

    “Nulla può descrivere la sensazione di aver lavorato senza sosta per 15 anni per ricostruire un paese dalle rovine della guerra, solo per vederlo ancora una volta ridotto in macerie in pochi giorni”.

    Questa frase era riportata in un appello di un gruppo di organizzazioni non governative libanesi che chiedevano alla società civile internazionale di mobilitarsi contro la guerra e di sostenere la loro opera. Per affrontare l’emergenza si sono costituiti reti e coordinamenti di ONG libanesi e palestinesi che, senza distinzione di appartenenza, stanno facendo fronte comune impegnandosi per l’accoglienza e l’assistenza ai profughi e agli sfollati. Questo, più di ogni altra circostanza, dimostra la maturità della società civile libanese.

    Rispondendo a questo e ad altri appelli, una delegazione di associazioni pacifiste e di ONG italiane che si riconoscono nel movimento per la pace e nel processo dei Forum sociali, e che sono state attive in questi ultimi anni in Libano con progetti di ricostruzione e sviluppo, si recherà a Beirut per incontrare interlocutori locali e:
    verificare come sostenerli nella loro richiesta di un cessate il fuoco immediato e nell’attività di assistenza agli sfollati e alle popolazioni colpite;
    assicurare la presenza al loro fianco per fornire un concreto aiuto all’assistenza delle fasce più vulnerabili della popolazione anche dopo la fine della guerra.

    La delegazione:
    condanna con fermezza l’ingiustificato attacco israeliano contro un paese sovrano e denuncia come crimini di guerra l’ uso di armi proibite e l’indiscriminato bombardamento della popolazione e di obiettivi civili, di cui il massacro di Cana è una delle manifestazioni più sconvolgenti;
    esprime solidarietà a tutte le vittime, libanesi, palestinesi e israeliane:ogni attacco contro i civili è inaccettabile.
    richiede a tutte le parti in conflitto l’immediato cessate il fuoco senza condizioni e l’apertura di negoziati: che la parola torni immediatamente alla diplomazia;
    ritiene che una pace duratura in Medio Oriente possa solo basarsi sul rispetto del diritto internazionale e di tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite, a partire da quelle che richiedono a Israele il ritiro dai territori occupati in Palestina, Siria e Libano;
    richiede il rispetto di tutte le convenzioni umanitarie internazionali.

    La delegazione si recherà a Beirut dal 5 al 9 agosto e:
    incontrerà i rappresentanti delle associazioni e delle reti della società civile libanese e palestinese, laiche e religiose, le istituzioni libanesi, l’Ambasciata italiana e la Delegazione della Commissione Europea, le agenzie internazionali umanitarie.
    Visiterà ospedali e installazioni di emergenza in cui è ospitata la popolazione sfollata;
    Illustrerà i risultati della missione attraverso una conferenza stampa indirizzata agli organi di informazione locali ed internazionali.

    La delegazione sarà composta da:
    Un ponte per
    Arci
    Assopace
    Libera
    Pax Christi
    Rete di Lilliput
    Servizio Civile Internazionale
    CISS e ARCS in rappresentanza del Gruppo Libano – Piattaforma Palestina (AOI)


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