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    Bandiere bianche, un bersaglio non legittimo


    Israele deve assumersi le proprie responsabilita' per la terribile perdita di vite umane in Libano, dichiara Peter Bouckaert a Beirut
    4 agosto 2006 - Peter Bouckaert (')
    Fonte: Guardian Unlimited
    http://www.guardian.co.uk/syria/story/0,,1834063,00.html

    Un giorno dopo l'altro, i portavoce del governo israeliano sostengono insistentemente che tutto cio' che stanno facendo e' in accordo con il Diritto Umanitario Internazionale. Interminabili comunicati insistono nel definire "proporzionato" il comportamento di Israele. Siamo franchi: quelle rivendicazioni sono pura fantasia, come ha dimostrato, ancora una volta, la carneficina di Qana.

    Ho visto la mia parte di guerre moderne in qualita' di ricercatore per Human Rights Watch. In Kosovo, Afghanistan e Iraq abbiamo riscontrato che molte vittime tra la popolazione civile erano dovute a serie di attentati dinamitardi. Per errore venivano sferzati attacchi contro i civili in fuga. In Iraq le bombe statunitensi colpivano spesso le case dei civili, ore dopo che Saddam Hussein o i membri della sua cerchia ristretta se ne erano andati, mancando cosi' i loro bersagli legittimi ed uccidendo dei civili. In Libano, invece, il quadro e' ben diverso. Israele attacca ripetutamente le case ed i veicoli dei civili che tentano di fuggire dalla zona di confine meridionale assediata, uccidendo, in tal modo, intere famiglie, senza alcun obiettivo militare nel mirino.

    In un commento, straordinario e straordinariamente significativo, il Ministro della Giustizia israeliano, Haim Ramon, per quanto viene riferito, ha detto che "Attualmente, tutti coloro che si trovano nel sud del Libano sono terroristi e sono, in un qualche modo, connessi con gli Hezbollah." Percio', se ti metti in viaggio per fuggire, sei un terrorista - e chi altri percorrerebbe le strade meridionali , adesso? E se rimani a casa, perche' il pericolo e' troppo grande, sei sempre un terrorista. Per l'innocua popolazione civile non c'e' letteralmente nessuna via d'uscita.

    Consideriamo l'esempio di Manal, una casalinga di 22 anni, che era appena arrivata a Beirut, quando l'ho incontrata, alcuni giorni fa. Per quasi due settimane, gli aerei da combattimento israeliani attaccarono il villaggio di confine, dove viveva Manal, Aitaroun, cancellando dalla faccia della terra case e famiglie. Una famiglia libano-canadese, che si trovava in vacanza nel villaggio, e' stata sterminata; il giorno seguente, un altro razzo ha distrutto una casa a soli 100 metri di distanza dalla casa di Manal, uccidendo almeno nove membri di una famiglia. Nel suo villaggio sono state uccise cosi' tante persone che lei ha difficolta' a ricordarne tutti i nomi.

    Quando gli israeliani sganciarono volantini che davano ordine a tutti i villaggi a sud del fiume Litani di evacuare immediatamente "per la vostra stessa incolumita'", Manal e dozzine di suoi vicini si misero in viaggio in tre auto, sventolando bandiere bianche. Non appena partirono, un aereo da combattimento israeliano sgancio' bombe dieci metri davanti e dietro il convoglio, che andava avanti a tutta velocita'. Fin qui, troppi civili libanesi hanno riscontrato che l'esperienza di Manal non e' un fatto eccezionale, anzi.

    In un altro caso, le forze israeliane colpirono la casa di uno Sceicco Sci├Čta, Adil Mohammad Akash, che, a quanto viene riferito, era affiliato agli Hezbollah, ma senza un ruolo militare diretto. Anche se lo sceicco era stato un combattente, la bomba ha ucciso lui, sua moglie, i loro dieci figli e la domestica di famiglia dello Sri Lanka. Il rapporto di dodici a uno rivela il disprezzo di Israele per la vita dei civili.

    Anche se vengono fatti degli errori nella confusione dei combattimenti, l'esempio del comportamento di Israele nel Libano meridionale lascia intendere una linea politica premeditata. Il mio taccuino trabocca di resoconti di morti tra i civili, giorno dopo giorno.

    Israele accusa gli Hezbullah della massiccia perdita di civili in Libano, rivendicando il fatto che stanno nascondendo nelle case dei civili i razzi, che lanciano contro Israele, e che stanno combattendo tra la popolazione civile. Questa e' una scusa comoda. Human Rights Watch ha sistematicamente documentato i crimini di guerra degli Hezbullah, compresi gli attacchi deliberati ed indiscriminati ai civili israeliani, cosi' come i rapimenti di ostaggi. Ma le nostre indagini non hanno trovato prove a sostegno delle asserzioni di Israele, in base alle quali, gli Hezbullah starebbero mettendo intenzionalmente in pericolo la popolazione civile libanese, combattendo sistematicamente da posizioni civili. Non possiamo escludere la possibilita' che cio' accada, ma il tempo e di nuovo gli abitanti dei villaggi ci dicono che gli Hezbullah stanno combattendo dalle colline. Nel frattempo, le case colpite da Israele hanno soltanto civili all'interno.

    Le azioni israeliane in corso, non sono solo sbagliate, ma - eccetto prove convincenti del contrario, che fino ad ora non hanno portato a nulla - sono anche crimini di guerra. I leader israeliani e i loro amici ovunque nel mondo devono affrontare quella verita'.


    Note:

    Traduzione di Antonella Serio per www.peacelink.it


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