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    La bozza della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell' ONU sul conflitto in Libano

    5 agosto 2006
    Fonte: New York Times

    Il Consiglio di Sicurezza,

    PP1. Richiamando tutte le precedenti risoluzioni sul Libano, in particolare
    le risoluzioni 425 (1978), 426 (1978), 520 (1982), 1559 (2004), 1655 (2006)
    and 1680 (2006), così come tutte le dichiarazioni del suo Presidente sulla
    situazione in Libano, in particolare la dichiarazione del 18 Giugno 2000
    (S/PRST/2000/21), del 19 Ottobre 2004 (S/PRST/2004/36), del 4 Maggio 2005
    (S/PRST/2005/17) del 23 Gennaio 2006 (S/PRST/2006/3) e del 30 Luglio 2006
    (S/PRST/2006/35),

    PP2. Esprimendo la massima preoccupazione per il continuo aggravarsi delle
    ostilità in Libano e in Israele, dall'attacco di Hezbollah nei confronti di
    Israele del 12 Luglio 2006, che ha già causato centinaia di morti e feriti
    da entrambe le parti, estesi danni alle infrastrutture civili e centinaia di
    migliaia di profughi,

    PP3. Enfatizzando la necessità della fine delle violenze, ma allo stesso
    tempo premendo sulla necessità di contestualizzare le cause che hanno dato
    avvio all'attuale crisi, incluso il rilascio incondizionato dei soldati
    israeliani rapiti,

    PP4. Attenti alla delicatezza del problema dei prigionieri e incoraggiando
    gli sforzi tesi a sistemare la questione dei prigionieri libanesi detenuti
    in Israele,

    OP1. Chiede una completa cessazione delle ostilità, sulla base, in
    particolare, dell'immediata cessazione da parte di Hezbollah di tutti gli
    attacchi e dell'immediata cessazione da parte di Israele di tutte le
    operazioni di offensiva militare;

    OP2. Ribadisce il suo forte supporto per il rispetto della Linea Blu;

    OP3. Ribadisce, inoltre, il suo forte impegno per l'integrazione
    territoriale, la sovranità e l'indipendenza politica del Libano, all'interno
    dei suoi riconosciuti confini internazionali come previsto dal Trattato
    Generale di Armistizio Israelo- Libanese del 23 marzo 1949;

    OP4. Fa appello alla comunità internazionale perché faccia passi immediati
    per estendere l'assistenza umanitaria ed economica al popolo libanese,
    includendo l'agevolazione del ritorno in sicurezza dei profughi, e, sotto
    l'autorità del Governo libanese, la riapertura degli aeroporti e dei porti
    per motivi puramente e verificabilmente civili, e fa appello ad essa anche
    per considerare ulteriore assistenza nel futuro per contribuire alla
    ricostruzione e allo sviluppo del Libano;

    OP5. Enfatizzando l'importanza per il Governo del Libano di estendere il
    controllo su tutti i territori libanesi in accordo con le disposizioni della
    risoluzione1559 ( 2004) e della risoluzione 1680 (2006), e dell'importante
    disposizione degli Accordi di Taif, per cui può esercitare la sua piena
    sovranità e autorità;

    OP6. Chiede ad Israele e Libano di appoggiare il permanente cessate il fuoco
    e una soluzione a lungo termine basate sui seguenti principi ed elementi:

    - rigido rispetto da entrambe le parti della sovranità e integrità
    territoriale di Israele e Libano;
    - pieno rispetto da entrambe le parte della Linea Blu
    - delineazione dei confini internazionali del Libano, specialmente in
    quelle aree in cui i confini sono contesi o incerti, compresa l'area delle
    fattorie di Shebaa;
    - disposizioni di sicurezza per prevenire il ritorno delle ostilità,
    inclusa la formazione tra la Linea Blu e le rive del fiume Litani di
    un'area libera per tutto il personale armato, gli arsenali e le armi , oltre
    che per le forze armate e di sicurezza del Libano e per un dispiegamento di
    Forze dell' ONU in quest'area;
    - la piena attuazione delle importanti norme degli Accordi di Taif, e
    delle risoluzioni 1559 (2004) e 1680 (2006) che dispone il disarmo di tutti
    i gruppi militanti in Libano, in modo che, in conformità con la decisione
    del gabinetto libanese del 27 luglio 2006, non ci saranno armi o autorità in
    Libano se non quelle dello Stato del Libano;
    - dispiegamento di una forza internazionale in Libano come dal
    paragrafo 10 sotto riportato;
    - stabilimento di un'embargo internazionale per il Libano per la
    vendita o il rifornimento di armi e materiale simile eccetto quello
    autorizzato dal suo Governo;
    - eliminazione delle forze straniere senza il consenso del Governo;
    - fornitura da parte delle Nazioni Unite delle restanti mappe dei
    campi minati in Libano in possesso di Israele;

    OP7. Invita il Segretario Generale ad incoraggiare gli sforzi per assicurare
    gli accordi a partire dal Governatore del Libano e di quello di Israele fino
    ai principi ed elementi per una soluzione a lungo termine come previsto
    sopra al paragrafo 6;

    OP8. Richiede al Segretario Generale di sviluppare insieme ad attori chiave
    internazionali e i rispettivi partiti, proposte per attuare le importanti
    disposizioni degli Accordi di Taif, e delle risoluzioni 1559 (2004) e 1680
    (2006), che includono il disarmo, e per la delineazione dei confini
    internazionali del Libano, specialmente in quelle zone in cui i confini sono
    contesi o incerti, includendo di trattare delle fattorie di Shebaa, e a
    presentare quelle proposte al Consiglio di Sicurezza entro trenta giorni;

    OP9. Fa appello a tutti i partiti perché cooperino durante questo periodo
    con il Consiglio di Sicurezza e perché evitino ogni azione contraria al
    paragrafo 1 sopra riportato che potrebbe influire in maniera avversa sulla
    ricerca di una soluzione duratura, agli aiuti umanitari alle popolazioni
    civili, o al ritorno sicuro dei profughi, e richiede al Segretario Generale
    di tenere il Consiglio informato al riguardo;

    OP10. Esprime la sua intenzione, su conferma del Consiglio di Sicurezza che
    il Governatore del Libano e il Governatore di Israele si siano accordati in
    principio sulla base dei principi e degli elementi per una soluzione
    duratura come in precedenza al paragrafo 6, e sottoposto alla loro
    approvazione, ad autorizzare in un'ulteriore risoluzione sulla base del
    Capitolo VII della Carta il dispiegamento di una forza sotto il mandato
    internazionale delle Nazioni Unite per aiutare le forze armate libanesi e il
    Governo a formare un ambiente sicuro e a contribuire all'attuazione di un
    cessate il fuoco permanente e per una soluzione a lungo termine;

    OP11. Richiede all'UNIFIL, alla cessazione delle ostilità, di monitorare
    l'attuazione e di estendere la sua assistenza per aiutare ad assicurare gli
    aiuti umanitari alle popolazioni civili e il ritorno in sicurezza dei
    profughi;

    OP12. Chiede al Governatore del Libano di garantire che le armi o materiale
    similare non siano importate in Libano senza il suo consenso e richiede
    all'UNIFIL, condizioni permettendo, di assecondare il Governatore del Libano
    nelle sue richieste;

    OP13. Richiede al Segretario Generale di riportare al Consiglio entro una
    settimana l'esecuzione della sua risoluzione e di fornire ogni informazione
    rilevante alla luce delle intenzioni del Consiglio di adottare, in base al
    paragrafo 10 sopra riportato, un'ulteriore risoluzione;

    OP14. Decide di essere attivamente informato sulla questione.

    Note:

    tradotto da Oriana Cassaro per www.peacelink.it

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