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    Gran Bretagna

    Tutti contro Blair: in 100.000 scendono per le strade di Londra per salvare il Libano

    A Londra marciano tutti uniti per la pace
    9 agosto 2006 - Socialist Worker

    Marcia per la pace a Londra


    Sabato [5 agosto] circa 100.000 persone sono scese per le vie di Londra per protestare e chiedere che si ponga fine all’attacco israeliano contro il Libano e Gaza – e per esprimere la propria ira nei confronti di Tony Blair che si è rifiutato di chiamare un immediato cessate-il-fuoco senza condizioni.
    La dimostrazione, organizzata nel giro di una sola settimana dal movimento Stop the War Coalition, ha visto la partecipazione di una vasta gamma di persone. In molti hanno deciso di aderirvi all’ultimo momento, dopo aver letto sulla prima pagina del quotidiano Independent un articolo dedicato alla marcia.
    I dimostranti si sono messi a fischiare quando hanno sfilato davanti all’ambasciata degli Stati Uniti sita a Grovesnor Square. Hanno lasciato 1.500 paia di scarpe di bambini fuori Downing Street per simboleggiare i bambini che Israele ha ucciso in Libano e a Gaza.
    La rabbia della dimostrazione non era diretta soltanto contro Israele, ma anche contro il governo statunitense e quello britannico per la loro complicità nel massacro che sta ora dilaniando il Medio Oriente.
    La marcia ha dato prova di un significativo ampliamento del movimento, anche rispetto alla precedente protesta svoltasi a Londra due settimane fa, sia per quanto riguarda le dimensioni che il carattere variegato della marcia, sia per il numero di oratori durante il raduno a Parliament Square. Sei membri del Parlamento vi hanno tenuto discorsi, tra cui l’onorevole parlamentare George Galloway. Anche i leader dei tre principali sindacati hanno rivolto discorsi alla folla.
    scarpe sul cenotafio di Londra
    Molti oratori hanno illustrato come l’attacco israeliano vada compreso nel più ampio contesto della cosiddetta “guerra al terrore” e dei piani di George Bush per un "nuovo Medio Oriente".
    "Prima è toccato all’Afghanistan ed all’Iraq, ora tocca al Libano – questa è un’altra guerra imperialista," ha affermato Soumaya Ghannoushi del gruppo British Muslim Initiative. "Questa non è soltanto un guerra di Israele, perché Bush e Blair non si limitano a dare il via libera ad Israele, ma sono complici di questi crimini di guerra."
    Anche Mark Serwotka, segretario generale del sindacato PCS, ha sottolineato la complicità di Blair in tutto ciò e ha aggiunto: "Perché mai il nostro ministro degli esteri ha dichiarato ai media di non sapere che gli aerei statunitensi che trasportavano bombe per Israele si stavano rifornendo di carburante all’aeroporto di Prestwick? Quando si sono trovati dinnanzi alle nostre proteste, hanno dovuto bloccare questi voli – vedete, questo dimostra che se noi protestiamo possiamo fare la differenza."
    John McDonnell, parlamentare dell’ala sinistra del partito Labour, candidato per la leadership del partito, ha denunciato il primo ministro per "essere andato in giro per gli Stati Uniti per Rupert Murdoch" ignorando invece quanti gli chiedevano di condannare l’aggressione di Israele.
    La marcia ha visto la partecipazione di tutti coloro che sono contrari all’attacco israeliano, ma coloro che hanno dichiarato la propria solidarietà alla resistenza in atto in Libano e Palestina hanno suscitato grandi applausi e molti consensi
    "Volevano dividere il Medio Oriente - e invece hanno unito Musulmani e Cristiani, Sunniti e Sciiti, Islamisti e laici," ha affermato Daoud Abdullah del Muslim Council of Britain. "Questa guerra ha generato milioni di combattenti della resistenza in tutta la regione."
    John Rees di Stop the War Coalition ha sottolineato l’urgenza della situazione in cui ora si trova il Medio Oriente ed ha affermato: "Se non fermiamo questa guerra, ci sarà una guerra generale in tutta la regione, tale che al confronto questa ci sembrerà insignificante".
    "Soltanto il movimento pacifista può distruggere il potere celato dietro queste guerre. Ecco perché dobbiamo marciare in segno di protesta a Manchester il 23 settembre davanti alla sede dove si terrà la conferenza del partito Labour – ed esigere che questo governo, che si è macchiato le mani di sangue, cada."

    Note:

    Link: http://www.socialistworker.co.uk/print_article.php?article_id=9416

    Tradotto da Cristina Pezzolesi per www.peacelink.it
    Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la
    fonte, l'autore e il traduttore.

    Le foto sono tratte dal sito http://www.indymedia.org.uk/en/2006/08/346936.html.

    Vedi anche le foto e i video sulla manifestazione e sui discorsi dei partecipanti pubblicati su questi siti:

    http://www.socialistworker.co.uk/
    http://www.stopwar.org.uk/
    http://ellissharp.blogspot.com/2006/08/massive-protest-against-blair-media.html

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