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    Ramsey Clark chiede il riconoscimento delle responsabilità di USA e Israele nelle aggressioni contro stati sovrani

    Unitevi a me nella Campagna per il Riconoscimento delle Responsabilità nei Crimini di Guerra di Stati Uniti/Israele
    22 agosto 2006 - Ramsey Clark

    Cari Amici,

    Il 30 agosto 2006 l’International Action Center lancerà una campagna massiccia per richiedere il riconoscimento delle responsabilità di Stati Uniti e di Israele per le loro aggressioni e assalti di guerra contro nazioni legittimamente sovrane, che rappresentano crimini contro la pace, e per i loro crimini di guerra, che comprendono un uso eccessivo di forze, bombardamenti indiscriminati, attacchi contro civili e infrastrutture civili, e punizione collettiva di intere popolazioni.

    Si richiedono risarcimenti per più di un migliaio di morti e molte migliaia di feriti, e sono stati calcolati 10 miliardi di dollari di risarcimento per la distruzione di infrastrutture civili in Libano in un solo mese. Poi ci sono migliaia di morti e feriti in Palestina a partire dagli Accordi di Oslo, la sistematica distruzione del governo della Palestina, il sequestro di metà del consiglio di gabinetto e del portavoce del Parlamento Palestinese, l’assassinio di leader e uccisioni di persone indiscriminate, la distruzione degli uffici del Presidente Arafat, del Ministro degli Esteri e di infrastrutture civili lungo la striscia di Gaza e la West Bank.

    Se l’attuale tregua non regge, bisogna compiere un’azione più coraggiosa. Ci deve essere garanzia assoluta che Stati Uniti e Israele rispetteranno la legittima sovranità di Libano, Siria e Iran e riconosceranno e onoreranno la sovranità dello Stato Palestinese, crudelmente rinviata per 58 anni.

    Singoli individui nei governi degli Stati Uniti e di Israele devono essere riconosciuti responsabili e subire un processo per i loro atti criminali, e i leader riconosciuti responsabili devono essere rimossi dai loro incarichi, per mezzo di impeachment negli Usa, e con appropriate azioni legali in Israele.

    La nuova tragedia del Libano ha portato la morte su centinaia di civili, bambini, donne e uomini.

    Centinaia di migliaia di persone, quasi un quarto su una popolazione di 4 milioni, sono fuggite dalle loro case dentro e fuori dal loro paese. La distruzione delle infrastrutture richiederà decenni di ricostruzione, se e quando la pace verrà. Rabbia contro Israele e gli Stati Uniti dominano tutte le altre emozioni in Libano e in tutto il mondo islamico. Nuova rabbia si sta diffondendo in ogni continente.

    Se la cattura di due soldati, o uno nel caso della Palestina, giustifica attacchi contro intere nazioni e popoli, come ha fatto Israele, allora non c’è legge, non c’è alternativa alla guerra, non c’è speranza di pace.

    Soltanto una persona che abbia una memoria non più lunga di tre settimane potrebbe credere che la cattura di tre soldati israeliani abbia dato inizio alla violenza attuale. Le violenze al confine tra Israele e Libano non sono forse state un luogo comune per decenni? Israele non aveva forse rapito metà del consiglio di gabinetto palestinese, distrutto gli uffici del suo Ministro degli Esteri e altri edifici governativi, e non era forse responsabile di esecuzioni sommarie in Palestina, nella West Bank e a Gaza, da quando quest’anno è stata eletta una maggioranza di Hamas nel parlamento palestinese? Forse non ci sono stati attacchi continuati e volontari contro il popolo palestinese per decenni?

    Dobbiamo chiederci se il ritiro forzato delle forze di pace siriane dal Libano nei mesi scorsi, in seguito alle pressioni politiche di Stati Uniti e Israele dopo l’assassinio dell’ex Primo Ministro Libanese Hariri, siano stati un preludio di un piano di Israele per attaccare il Libano e rioccupare i territori fino al fiume Litani nel Libano del Sud. Finché le forse siriane erano presenti in Libano, un attacco del genere non è mai capitato.

    E dobbiamo anche chiederci se il feroce attacco contro Libano e Palestina sia un preludio ad azioni più ampie contro la Siria e l’Iran. Il Presidente Bush ha messo in chiaro che non desidererebbe altro che un cambio di regime in Iran e Siria e ha tentato di addossare loro le responsabilità per la violenza in Libano e Palestina.

    Mentre l’Iraq si avvia verso una incontrollabile guerra tra sette, il Presidente Bush necessita di nuove minacce per distrarre l’attenzione del popolo americano da ciò che la sua politica di “Shock e Awe” (Shock e Terrore) ha portato all’Iraq, a noi a al mondo intero. La guerra in Libano contribuisce a distrarre temporaneamente l’attenzione e potrebbe servire per ampliare il conflitto e includere Sira e/o Iran. Sennò, ci sono sempre Cuba, la Corea del Nord, la Somalia, il Sudan, il Venezuela ed altri contro cui agire.

    Proprio come in l’Iraq, in Libano abbiamo visto una guerra di aggressione, supremo crimine internazionale; un attacco alla legittima sovranità del Libano, che viola il Primo Principio della Carta delle Nazioni Unite; eccessivo dispiego di forze di enorme portata, aerei israeliani che hanno colpito una nazione priva di difese contro gli attacchi aerei; bombardamenti indiscriminati; attacchi contro obiettivi civili; misure punitive collettive, nelle quali ciascuno in Libano soffre.

    Il futuro della Palestina rimane la questione centrale per la pace in Medio Oriente. Quel futuro è più in pericolo oggi che in qualsiasi altro momento dai tempi degli Accordi di Oslo. Tutti in Palestina soffrono per la violenza sferrata contro questo popolo dalla rinnovata Roadmap israeliana verso la guerra.

    Il Presidente George Bush appoggia ogni azione di Israele, ogni attacco contro il Libano e la Palestina, solo tra tutti i capi di governo internazionali. E Condoleezza Rice si congratula con il Primo Ministro del Libano per il suo coraggio, mentre gli dice che ci dovrà essere ulteriore distruzione del suo paese e governo – un insulto ad ogni essere umano che abbia a cuore la pace e comprenda che il mondo non può essere reso più sicuro con l’ipocrisia.

    Permettere al Presidente Bush di perseguire la sua politica di dominazione fatta di minacce e di uso della forza senza legge, significa rischiare di allargare la violenza internazionale.

    Spero di vedervi al UN Church Center il 30 Agosto. Questo storico incontro sarà il primo di una serie di incontri pubblici di massa, nazionali e internazionali durante questa Campagna per il Riconoscimento delle Responsabilità nei Crimini di Guerra di Stati Uniti/Israele in Palestina e Libano. Abbiamo bisogno del vostro aiuto, della vostra partecipazione, e delle vostre donazioni.

    Spero che darete una mano a questa campagna al meglio delle vostre possiblità. Dobbiamo perseverare finché la pace prevarrà.

    Sinceramente,

    Ramsey Clark

    PS: facendo una donazione, aiuterete l’evento del 30 Agosto e il lavoro continuo della Campagna per il Riconoscimento delle Responsabilità, compresi video, foto, registrazioni, diffusione internazionale di testimonianze portate a quell’evento e altre informazioni che riportano la verità riguardo i crimini di guerra degli Stati Uniti/Israele.

    Note:

    tradotto da Paola Merciai per www.peacelink.it

    Allegati

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