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La guerra comincia ora

Il cessate il fuoco non potrà reggere.
Robert Fisk
Fonte: Z Magazine - www.zmag.org/Italy - 25 agosto 2006


La vera guerra in Libano comincia oggi. Il mondo può credere - e Israele può crederci - che il cessate il fuoco dell'Onu segnerà l'inizio della fine dell'ultima sporca guerra in Libano che ha visto l'uccisione di oltre mille civili libanesi e trenta israeliani. Ma la realtà è piuttosto diversa e non lascia spazio all'autoinganno: l'esercito israeliano fronteggerà una delle più aspre guerriglie che abbia mai conosciuto, e potrebbe esserne sconfitto.

Nel complesso almeno 39, ma forse 43, soldati israeliani sono stati uccisi in risposta al massiccio attacco di terra lanciato dall'esercito di Israele, senza che si sospendesse il lancio di missili sul territorio israeliano.

Le autorità militari israeliane hanno parlato di operazioni di "pulizia" a sud del fiume Litani, ma ai Libanesi è sembrato che fossero gli Hezbollah a fare "pulizia". Fino a stanotte gli israeliani non sono stati capaci di recuperare le salme dell'equipaggio di un elicottero abbattuto qualche giorno prima e precipitato in una valle libanese.

Ufficialmente Israele ha accettato il cessate il fuoco Onu, che impone lo stop alle operazioni militari israeliane e agli attacchi hezbollah, e Hezbollah ha dichiarato che rispetterà il cessate il fuoco a condizione che le truppe israeliane lascino il Libano. Ma 10 mila soldati israeliani - gli israeliani dicono addirittura 30 mila, ma nessuno a Beirut li prende sul serio - si trovano ora all'interno del paese e ognuno di essi è un obiettivo degli hezbollah.

Da questa mattina, le operazioni degli hezbollah saranno dirette unicamente contro le forze d'invasione e gli israeliani non possono permettersi di perdere 40 uomini al giorno. Nell'impossibilità di abbattere gli F-16 israeliani che hanno causato tanta distruzione in Libano, gli hezbollah per anni hanno pregato e atteso il momento in cui avrebbero potuto affrontare l'esercito israeliano sul terreno.

Ora sono decisi a mettere in atto il loro piano. Migliaia di hezbollah sono vivi e in armi nei villaggi distrutti del sud del Libano e, solo poche ore dopo che il loro leader, Sayed Hassan Nasrallah, aveva avvertito Israele che i suoi uomini li stavano aspettando sulle rive del fiume Litani, gli hezbollah hanno fatto scattare la loro trappola, uccidendo più di venti soldati israeliani in tre ore.

Lo stesso Israele, secondo i rapporti provenienti da Washington e New York, aveva pianificato da tempo la propria campagna contro il Libano - scatenata dall'incursione degli hezbollah in territorio israeliano, seguita dall'uccisione di tre soldati e dalla cattura di altri due il 12 luglio - ma gli israeliani sembrano non aver preso in considerazione l'aspetto più ovvio del piano della guerriglia: che se fossero riusciti a resistere agli attacchi aerei, avrebbero costretto Israele ad invadere di nuovo il Libano, e combatterli ad armi pari.

I missili a guida laser degli hezbollah - di produzione iraniana, come la gran parte delle armi israeliane è di produzione americana - sembrano aver causato distruzione tra le truppe israeliane sabato e l'abbattimento dell'elicottero ha rappresentato un fatto senza precedenti nella lunga storia della guerra tra i due stati.

In teoria i convogli di aiuto potranno spostare verso sud migliaia di sciiti libanesi intrappolati nei loro villaggi, ma nessuno sa se gli hezbollah attenderanno vari giorni - sono, come gli israeliani, fisicamente provati - in maniera da consentire agli aiuti di raggiungere le città distrutte.

Le atrocità continuano il tutto il Libano, ultima l'attacco ad un convoglio che accompagnava 600 famiglie cristiane dalla città meridionale di Marjayoun. Guidate da soldati dell'esercito libanese, si sono dirette sabato verso la valle di Bekaa solo per essere attaccati dagli aerei israeliani. Almeno sette persone sono state uccise, tra cui la moglie di un sindaco, una donna di religione cristiana che è stata decapitata dal missile che aveva colpito la sua auto.

Nella parte occidentale di Beirut, ieri, l'aviazione israeliana ha distrutto otto appartamenti in cui vivevano sei famiglie. Dodici civili sono stati uccisi nel sud del Libano, tra cui una madre, i suoi bambini e la loro donna di servizio.

Un israeliano è stato ucciso dal continuo fuoco di Katyusha di Hezbollah. L'esercito di guerriglia - "terroristi" per Israele e per gli Usa ma sempre più eroi nel mondo musulmano - ha molti morti da vendicare, benché la sua leadership non sembri molto interessata nell'occhio per occhio ma soprattutto decisa a colpire l'esercito israeliano.

In questa congiuntura fatale nella storia del Medio Oriente - e nessuno sottovaluti l'importanza di questo momento nella regione - l'esercito israeliano appare tanto incapace di difendere il proprio paese quanto gli hezbollah lo sembrano di proteggere il Libano.

Ma se il cessate il fuoco non reggesse, come sembra assicurato, né gli Israeliani né gli Americani sembrano avere un piano per sfuggire alle conseguenze. Gli Usa ora vedono questa guerra come un'opportunità per umiliare gli sponsor siriani e iraniani di Hezbollah, ma sembra già che le cose non stiano così. L'esercito israeliano sembra efficiente nel distruggere ponti, centrali elettriche, impianti di rifornimento e appartamenti - ma straordinariamente inefficiente nello schiacciare l'esercito "terrorista" che aveva giurato di liquidare.

"Il governo libanese è per noi responsabile per ogni problema o violazione dell'accordo per il cessate il fuoco", ha detto ieri il primo ministro israeliano Ehud Olmert, come se si fosse reso conto che la tregua non reggerà.

E ciò fornisce, ovviamente, un'ulteriore scusa a Israele per attaccare l'infrastruttura civile libanese.

Molto più preoccupanti, però, sono i vaghi termini della risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu sulla forza multinazionale che dovrebbe occupare il territorio tra il confine con Israele ed il fiume Litani.

Perché se gli Israeliani e Hezbollah si fanno la guerra al confine nelle prossime settimane, quale paese oserebbe inviare le proprie truppe nella giungla che il Libano meridionale sarà diventato?

Tragicamente, e fatalmente per tutti i coinvolti, la vera guerra in Libano comincia proprio oggi.

Note:

Traduzione di Sergio de Simone

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